Arriva in libreria “Storie di vita al 30%” In che modo affrontiamo ogni nuovo giorno?

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Palermo – A ognuno di noi sarà successo, almeno una volta nella vita, di domandarci se stiamo vivendo davvero al massimo delle nostre possibilità. Capita magari dopo l’ennesima giornata monotona al lavoro, dopo essersi guardati alla specchio senza riconoscersi, oppure mentre non sappiamo come affrontare le nostre paure o come fare per raggiungere i nostri desideri.

Quante occasioni abbiamo perso? Quante volte abbiamo rinunciato? Chi vogliamo essere? Domande che rimbalzano tra testa e cuore, alla quali è faticoso dare delle risposte, o anche solo provarci.

Antonella Capalbi, autrice della raccolta di racconti “Storie di vita al 30%” (Edizioni Leima) ci invita a farlo presentandoci, con il suo stile agrodolce e attento, una serie di personaggi che non sarà difficile riconoscere. C’è chi è rimasto imbrigliato tra le parole che non ha mai detto, chi si fa bloccare da angosce o pregiudizi, chi è incapace di dare un nome ai sentimenti.

Ma cosa guardi sempre?”
“Tutte le vita che mi sto perdendo”

Dal ritmo incalzante, che diventa fulminio, i racconti dell’autrice sono accompagnati dal tratto secco ed essenziale dell’illustratrice Federica Zancato, capace di amplificare il deficit emotivo che connota il tempo in cui viviamo.

Un’opera unica che saprà guidare il lettore attraverso situazioni ed emozioni, non fornendo risposte ma facendo sorgere altre domande. L’unica consapevolezza di fondo che l’autrice restituisce è che ognuno ha il dovere di vivere ogni giorno esprimendo se stesso al 100%. Altrimenti, è stata solo l’ennesima occasione sprecata.

Quante volte abbiamo detto sì alla vita? Quante volte no? Quante parole abbiamo taciuto e quante ne abbiamo sprecate? Gli incontri e gli scontri, le vittorie e le sconfitte, l’impossibilità di stabilire un contatto, i deficit emotivi di una generazione che vive di fretta e che spesso non si accorge di godere della propria esistenza soltanto al 30%, come la batteria di un cellulare ormai esausto: questo è il fil rouge delle storie agrodolci di Antonella Capalbi, che scivolano via in fretta, esaurendosi come la carica di un dispositivo agonizzate, fino a ridursi all’osso, a racconti fulminanti di poche righe. Tutti accompagnati dal tratto secco ed essenziale dell’illustratrice Federica Zancato, che amplificano la dimensione emozionale di una raccolta che rispecchia sogni e incubi dei nostri tempi.

Antonella Capalbi, 27 anni, è laureata in Lettere antiche presso l’Università degli Studi di Bari e specializzata in Antropologia culturale presso l’Università degli Studi di Torino. Giornalista pubblicista, da sempre attratta da tutto ciò che è linguaggio e capacità di racconto, ha affiancato alla preparazione degli esami universitari un’intensa attività di scrittura per riviste cartacee e on-line prima a Matera, sua città d’origine, poi a Bari, infine a Torino. In quest’ultima città, ha partecipato per due volte al premio letterario Piemonte Mese, indetto dall’omonima rivista, meritando entrambi gli anni una menzione per gli articoli presentati. Al momento è dottoranda all’interno dell’Università di Modena e Reggio Emilia.

Federica Zancato, nata a Torino nel 1982, è appassionata di cinema, disegno e accanita lettrice. Laureata in Rappresentazione Audiovisiva Multimediale con indirizzo cinematografico all’Università degli Studi di Torino, fa il suo esordio nell’editoria nel 2012 con il saggio Cartoon Ladies. Le dive del cinema d’animazione americano, edito da Tunuè. Diplomata al corso triennale di Fumetto della Scuola Internazionale di Comics e in Motion Graphic alla scuola di iMasterArt, ha illustrato diversi progetti, tra cui il romanzo breve per bambini Cico si è perso nel bosco, pubblicato da De Ferrari Editore. Lavora inoltre come colorista e illustratrice freelance.

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