Il misterioso viaggio tra sonno e sogno

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Marsala (Tp) – Esistono correnti pittoriche che si rifanno all’attività dei sogni. Noi vi vogliamo  invitare alla lettura di questo articolo molto interessante in cui l’autrice, psicologa, ripercorre questa attività onirica che da sempre ha entusiasmato l’uomo sia per gli aspetti misterici sia per quelli fantastici che produce.

“L’attività onirica è ad oggi una delle esperienze più bizzarre ed affascinanti che coinvolge l’essere umano. Sebbene la scienza abbia studiato a lungo il funzionamento cerebrale durante le ore di sonno, sognare è ancora oggi un meccanismo misterioso.

Gli uomini trascorrono, dormendo, una parte importante della loro vita, poiché dormire è un’esigenza primaria, indispensabile per la salute del cervello.

Cosa succede durante il sonno?

Studi di neuroimmaging hanno evidenziato che, durante la fase di sonno, mente e cervello non sono totalmente inattivi. Inoltre, le dinamiche attive durante lo stato di veglia sono molto simili a quelle che si verificano durante il sonno (ad esempio: la cognizione, le auto-riflessioni, l’attenzione focalizzata.. sono tutti elementi che durante il sonno appaiono sorprendentemente simili allo stato di veglia).

Durante il sonno, il sognatore, attraversa circa cinque fasi, raggruppabili in due principali tipologie di sonno: sonno NON-REM e sonno REM. Il sonno NON-REM è più conosciuto come “sonno tranquillo” ed è rappresentato dalle prime quattro fasi del sonno (stadio 1, stadio 2, stadio3 e stadio 4); il sonno REM è invece la quinta fase ed è definibile come “fase del sonno attivo”. Ma vediamo nello specifico cosa accade.

Stadio 1: e’ la fase durante la quale il sognatore è ancora tra la veglia ed il sonno ma si prepara all’addormentamento e al rilassamento muscolare. Questo stadio dura solo pochi minuti e in questa fase il sonno è molto leggero. Il sognatore che si risveglia allo stadio 1 potrebbe avere solo ricordi di immagini ipnagogiche vivide e bizzarre.

Stadio 2: In questa fase il sognatore comincia a rilassarsi completamente poiché l’attività cerebrale, la frequenza cardiaca e la respirazione cominciano a rallentare.

Stadio 3: E’ la fase in cui inizia il sonno profondo. Il sognatore che viene risvegliato durante questo stadio avverte un senso di confusione e stordimento.

Stadio 4: E’ lo stadio del sonno più profondo. Non si registrano movimenti oculari ed il sognatore, se risvegliato in questa fase, ha uno scarso ricordo dei sogni, che appaiono per lo più frammentati.

Dopo circa un’ora e mezza, alla conclusione cioè del quarto stadio, l’alternanza delle fasi si rovescia; si passa cioè dallo stadio 4, allo stadio 3, allo stadio 2 e allo stadio 1. A questo punto può cominciare una nuova fase del sonno: il sonno REM, che coincide con lo stadio 5.

Stadio 5 (sonno REM): E’ la fase del sonno attivo poiché il flusso sanguigno, la respirazione e l’attività cerebrale aumentano. Svegliarsi in questa fase del sonno permette il ricordo di sogni particolareggiati. Durante lo stadio 5 la muscolatura attraversa un periodo di simil-paralisi.

Il sogno.

Sono molte le teorie e gli studi sul significato dei sogni. Certamente la versione più classica, secondo la teoria psicoanalitica, vede il sogno come manifestazione inconscia di desideri proibiti e pertanto rimossi a livello conscio attraverso meccanismi quali: spostamento, condensazione e simbolismo. Le teorie più moderne affrontano invece lo studio sul sogno considerandolo come una modalità dell’attività cerebrale di completare e ristrutturare l’organizzazione psicologica. Attraverso il sogno, cioè, il sognatore potrebbe esprimere se stesso ed il proprio mondo interiore in relazione al mondo esterno, manifestando desideri, angosce o conflittualità dello stato dell’Io.

In tale processo ha un ruolo fondamentale la memoria. I sogni infatti contengono spesso residui diurni, ossia elementi che possono certamente essere ricollegati ad elementi o fatti accaduti recentemente e depositati nella memoria a breve termine.

Sogno e psicoterapia.

Negli ultimi anni, molti approcci psicoterapeutici si sono interessati alla rilevanza dei sogni, considerandoli come materiale importante del lavoro clinico. Attraverso il sogno infatti è possibile lavorare sulle esperienze emotive integrandole nei loro vari aspetti e recuperando gli elementi di rifiuto, di blocco o di controllo. Il sogno, in terapia, trova la sua importanza in quanto esperienza percettivo-emotiva e sensoriale. Per tale ragione è solo secondario il problema della sua veridicità neuroscientifica, poiché ciò che viene valutato nel lavoro terapeutico è il significato più o meno esplicito che il sognatore vi conferisce.

Nella mia esperienza clinica, il lavoro sui sogni, ha sempre arricchito, in modo non indifferente, il lavoro terapeutico, riempiendo di significato il contenuto psico-emotivo di silenzi o pensieri altrimenti inesprimibili.

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Torelli L’Abbraccio di un Sogno nell’Abbaglio di una Notte di Luna
Caterina Occhipinti

Lo sapevi che..

  • Anche gli animali sognano! Studi sugli animali hanno provato scientificamente che gli esseri umani e gli animali attivano le stesse onde cerebrali durante l’attività onirica.

  • Ci sono sogni universali. Sebbene i sogni siano influenzati dalle nostre esperienze personali, gli studi dimostrano che vi sono sogni universali come ad esempio: gli esami scolastici, volare, tardare ad un appuntamento o sentirsi incapaci di parlare o muoversi.

Per saperne di più..

Se siete interessati all’argomento potete approfondirlo attraverso la lettura di un classico della psicoanalisi: L’Interpretazione dei sogni (Freud) o attraverso la visione del film documentario “L’enigma del sonno” di Enrico Cerasuolo e Sergio Fergnachino (2004)”.

Caterina Occhipinti

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