Odyssey

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Palermo –  Odyssey, l’installazione realizzata da Ai Weiwei nasce da un progetto di ricerca sui rifugiati e sui campi profughi nel mondo, avviato nel 2015 dal grande artista cinese che vive e lavora tra Berlino e Pechino. Il progetto è promosso da Amnesty International Italia, in occasione della sua XXXII Assemblea generale, e dall‘Assessorato alla Cultura del Comune di Palermo. L’organizzazione è di ruber.contemporanea, in collaborazione con Accademia di Belle Arti di Palermo | dICODA Dipartimento di Comunicazione e didattica dell’Arte.

Oggi, nella stagione della pena di morte e della schiavitù, – ha affermato il Sindaco Leoluca Orlando – chiedo a Amnesty International di inserire sue iniziative nel cartellone di Palermo Capitale italiana della cultura 2018 perché la cultura non è solo l’arte ma anche la cultura dei diritti. A Palermo non ci sono migranti perché chi vive nella nostra città è palermitano e ci aiuta a scoprire i nostri diritti. Questo lo ha capito Ai Weiwei che verrà nella nostra città prima della chiusura di Odyssey”.

Odyssey è realizzata nell’ambito di Diritti in Cantiere”, una ricca serie di iniziative culturali ed educative che precede, a partire dal 21 aprile presso i Cantieri Culturali alla Zisa, i lavori della XXXII Assemblea generale di Amnesty International Italia, il massimo momento deliberativo dell’Organizzazione per la tutela dei diritti umani, che ha scelto quest’anno la Sicilia, approdo mediterraneo, sede d’incontro e di scambio tra popolazioni, lingue e culture millenarie diverse, per la cornice dei propri messaggi in favore dei diritti umani.

Dichiara Antonio Marchesi, presidente di Amnesty International Italia: “Amnesty International non fornisce solo cifre, solo dati statistici che, per quanto allarmanti, rischiano di comunicare poco e male la sofferenza di tante donne, uomini, bambini. Amnesty vuole anche raccontare le storie individuali di tante persone, in fuga dalla persecuzione, dalla guerra, dalla povertà, che vengono sempre più spesso trattate con ostilità, ricacciate indietro, tenute il più lontano possibile da chi avrebbe invece il dovere, giuridico e morale, di fornire loro aiuto. in un momento storico nel quale assistiamo a uno dei più consistenti movimenti di migranti e rifugiati dalla seconda guerra mondiale, Amnesty International unisce le proprie forze con quelle di Ai Weiwei, artista di fama mondiale, che ha messo a disposizione una propria installazione. Con l’obiettivo comune di riuscire a convincere il mondo a invertire la rotta, a capire, molto semplicemente, che i migranti sono, come noi, esseri umani”.

Il progetto Odyssey è il risultato di un’indagine attenta, condotta da Ai Weiwei e dal suo staff, che mira all’analisi della cornice storica, politica e sociale in cui la “crisi dei rifugiati” – che rappresenta il focus della ricerca – si sviluppa.

Il motivo iconografico del “floorpaper” è composto da un intreccio di immagini tratte dai social media e dal materiale raccolto dall’Artista nel corso dei suoi viaggi nei diversi campi profughi del mondo, ed organizzato formalmente secondo stilemi che si ispirano agli elementi grafici e compositivi delle antiche civiltà greche ed egizie. Le illustrazioni stilizzate in bianco e nero presentano immagini giustapposte, come nella pittura vascolare greca, e i contenuti rimandano all’immaginario mediatico del XXI secolo, rappresentato da scene di militarizzazione, migrazione, fuga e distruzione.

Prosegue la programmazione a ZAC con interventi site specific di grandi protagonisti dell’arte contemporanea – afferma l’Assessore alla Cultura del Comune di Palermo Andrea Cusumano – Ai Weiwei, tra i più influenti artisti dei nostri tempi, ha realizzato un progetto pensato per Palermo e la nostra politica di accoglienza, dialogo e scambio culturale al centro del Mediterraneo. Un’ulteriore conferma della riacquistata centralità culturale della nostra città e della sua capacità di dialogare in modo fattivo con le più importanti istanze del contemporaneo. Un altro importante appuntamento per lo spazio ZAC che sempre di più acquista il ruolo di Turbine Hall del Sud”.

Un progetto di ricerca che ha radici profonde, come spiega lo stesso artista: «Ho pensato alla mia esperienza come rifugiato. Quando sono nato, mio padre, Ai Qing, è stato denunciato come nemico del partito e del popolo. Siamo stati mandati in un campo di lavoro in una regione remota lontano da casa […] È un’esperienza terribile essere considerato straniero nel tuo paese, nemico della tua gente e delle cose che più mio padre amava» (Laundromat, Jeffrey Deitch Gallery, New York, 2016). Il suo interesse per lo studio di questo tema nasce già nel 2011, quando Ai Weiwei viene arrestato, ma può concretizzarsi solo nel 2015 quando gli viene restituito il passaporto e la possibilità di viaggiare fuori dalla Cina per visitare i campi profughi di diversi paesi, tra cui Grecia, Turchia, Libano, Giordania, Israele, Gaza, Kenya, Afghanistan, Iraq, Pakistan, Bangladesh, Messico. Nel 2016 gira un documentario sulla situazione mondiale dei rifugiati.

Ai Weiwei, da sempre impegnato tra attivismo politico e ricerca artistica, è forse l’artista cinese oggi più famoso nel mondo e nel 2015 è stato nominato Ambasciatore della Coscienza di Amnesty International. Ha realizzato per Palermo un’istallazione di straordinaria forza che condensa in una grafica allo stesso tempo terribile per la forza dei contenuti e accattivante per la pulizia della forma, le immagini raccolte in questi anni di ricerca.

Ai Weiwei (1957) è un artista che vive e lavora tra Berlino e Pechino. Suo padre, il poeta Ai Qing, è stato denunciato dal Partito Comunista Cinese nel 1958 e la sua famiglia mandata ai campi di lavoro, prima vicino la Corea del Nord e in seguito nella provincia di Xinjiang. La famiglia torna a Pechino solo nel 1976, dopo la fine della Rivoluzione Culturale.

Ai Weiwei ha studiato animazione presso la Film Academy di Pechino e all’inizio degli anni Ottanata si è trasferito a New York per studiare Arte. Quando, dieci anni più tardi, torna in Cina, Ai Weiwei inizia a sostenere artisti sperimentali pubblicando libri underground e curando esposizioni d’avanguardia.

Ha lavorato con molti media, realizzando sculture, installazioni, fotografie, progetti architettonici e film/documentari. Ai Weiwei è un fermo sostenitore dei diritti umani e della libertà di parola; nel 2012 ha ricevuto il premio Václav Havel Creative Dissent per i diritti umani e nel 2015 il premio Ambasciatore della Coscienza per Amnesty International.

Le sue opere sono state esposte in tutto il mondo in mostre monografiche, tra queste: Law of the Journey, National Gallery in Prague, Praga (2017), translocation — transformation, 21er Haus Museum of Contemporary Art, Vienna; Ai Weiwei. Libero, Palazzo Strozzi, Firenze; Around Ai Weiwei: Photography 1983-2016, Camera Centro Italiano per la Fotografia, Torino; Ai Weiwei 2016: Roots and Branches, Lisson Gallery, New York; Ai Weiwei 2016: Roots and Branches, Mary Boone Gallery, New York; Laundromat, Jeffrey Deitch, New York (2016), Ruptures, Faurschou Foundation, Copenhagen; Ai Weiwei, Galleria Continua, Pechino; Ai Weiwei, Royal Academy of Art, Londra; Ai Weiwei @ Helsinki, Helsinki Art Museum, Helsinki; Circle of Animals/Zodiac Heads, Contemporary Art Centre Malagá, Malagá (2015) Evidence, Martin-Gropius-Bau, Berlino; @Large: Ai Weiwei, Alcatraz, San Francisco; On the Table. Ai Weiwei, La Virreina Image Centre, Barcelona (2014), 55a Mostra Internazionale d’Arte La Biennale di Venezia, Padiglione della Germania, Venezia; Ai Weiwei: Screening Room, Hotel Bauer, Venezia (2013); Ai Weiwei: According to What?, Hirshhorn Museum, Washington D.C.; Interlacing, Jeu de Paume, Parigi (2012); Circle of Animals, Somerset House, Londra; Ai Weiwei: Absent, Taipei Fine Arts Museum, Taipei (2011); Ai Weiwei: Sunflower Seeds, Tate Modern, Londra (2010); So Sorry, Haus der Kunst, Monaco, Ai Weiwei: New York Photographs 1983-1993, Three Shadows Photography Art Centre, Beijing (2009); Ai Weiwei, Kunsthalle Bern, Berna (2004).

Tra le mostre collettive ricordiamo: Roland Flexner – Ai Weiwei, Massimo De Carlo, Hong Kong (2017), Terra provocata, Fondazione del Monte, Bologna; East Asian Video Frames, Pori Art Museum, Pori; Performing for the Camera, Tate Modern, Londra UK; Chinese Whispers, Kunstmuseum Bern & Zentrum Paul Klee, Berna (2016), 56a Mostra Internazionale d’Arte La Biennale di Venezia; Go East, Art Gallery of New South Wales, Sydney; A Brief History of the Future, Louvre; Andy Warhol | Ai Weiwei, National Gallery of Victoria, Melbourne, Australia (2015), 14a Mostra Internazionale d’Architettura La Biennale di Venezia, Palazzo Franchetti, Venezia; Beyond and Between, Leeum Samsung Museum of Art, Seoul (2014); Busan Biennale, Busan (2012); 29a Biennale di San Paolo, San Paolo; documenta 12, Kassel (2007); I Triennale di Guangzhou, Guangdong Museum of Art, Guangzhou (2002); Fuck Off, EastLink Gallery, Shanghai (2000); II Stars Exhibition, National Art Museum of China, Beijing (1980); I Stars Exhibition all’esterno del National Art Museum of China, Beijing (1979).

Le sue opere sono presenti nelle seguenti collezioni: Centre Pompidou, Paris; De Pont Museum, Tilburg; Essl Museum, Klosterneuburg; Los Angeles County Museum of Art, Los Angeles; Louisiana Museum of Modern Art, Humlebaek; Guggenheim Museum, New York; Museen Dahlem, Berlin; Museum DKM, Duisburg; Museum für Asiatische Kunst, Berlin; Museum of Contemporary Art, San Diego; Museum of Modern Art, New York; Rubell Family Collection, Miami; Hirshhorn Museum and Sculpture Garden, Washington, DC; Tate Collection, London; Queensland Art Gallery, Brisbane,; Walther Collection, Neu-Ulm.

Amnesty International è un movimento di oltre sette milioni di persone determinate a creare un mondo più giusto in cui ogni persona possa godere dei diritti umani sanciti dalla Dichiarazione universale dei diritti umani. Fondata nel 1961 dall’avvocato inglese Peter Benenson e insignita del Premio Nobel per la pace nel 1977, Amnesty International conta oggi soci, sostenitori e donatori in più di 150 paesi nel mondo eha contribuito a ridare libertà e dignità, in 50 anni di attività, a oltre 50.000 persone, salvando tre vite al giorno.

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