Operazione “Demetra”

90

I Carabinieri del TPC fermano un traffico di reperti archeologici siciliani. Arresti in Italia, Regno Unito, Germania e Spagna

I Carabinieri del TPC restituiscono un dipinto rubato nella chiesa palermitana della Magione
Olio su tela, risalente al XIX sec., raffigurante “Mons. Giulio Benzo”, Canonico della Magione
I Carabinieri del TPC con dipinti di falsari immessi nel mercato delle opere d’arte

Palermo – E’ un mondo silenzioso quello che ruota attorno al ritrovamento ed alla vendita di manufatti archeologici clandestini. La Sicilia, e non solo essa, viene saccheggiata dai tombaroli, ladri che pur di trovare un reperto di valore distruggono tutto ciò che sta intorno all’oggetto da recuperare. I ladri di reperti antichi continuno ad esserci, anche perchè questo è un mercato molto lucroso ma è anche vero che lo Stato non garantisce molto ciò che che possiede. Infatti se pensiamo che in Italia si trova il maggiore patrimonio archeologico del mondo, parte del quale ancora inesplorato, gli interventi per salvaguardarlo sono davvero pochi da parte della politica. Ma in tutto questo esiste un gruppo superspecializzato dell’Arma dei Carabinieri il cosidetto TPC Comando Tutela Patrimonio Culturale al quale dobbiamo, in questi anni, il ritrovamento di gran parte delle opere rubate o trafugate all’estero ed alcune di queste di inestimabile valore artistico ed economico. I Carabinieri hanno smantellato un’organizzazione criminale transnazionale dedita al traffico di beni archeologici siciliani.  23 arresti eseguiti tra Italia, Regno Unito, Germania e Spagna.

Dalle prime luci dell’alba, in Italia, Regno Unito, Germania e Spagna, è in corso una vasta operazione internazionale dei Carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale che, con il coordinamento di Europol ed Eurojust, stanno eseguendo un’ordinanza di applicazione di misure cautelari, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Caltanissetta, nei confronti di 23 persone. Al centro delle indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica nissena, le attività di una holding criminale transnazionale che, da anni, gestiva un ingente traffico di beni archeologici provento di scavi clandestini in Sicilia e destinati all’illecita esportazione all’estero.

Le indagini, avviate nel 2014, hanno permesso di recuperare oltre 3.000 reperti archeologici per un valore superiore ai 20 milioni di euro.

Maggiori informazioni nel corso della giornata.

Tonino Pitarresi

CONDIVIDI