Le api possiedono il pensiero astratto ma potrebbero estinguersi

99

 

Palermo – Se un giorno le api dovessero scomparire, all’uomo resterebbero soltanto quattro anni di vita. Questa frase è ormai celebre ed è attribuita ad Albert Einstein, che avrebbe così sottolineato il rischio della fine della impollinazione. In realtà per molti lo scienziato non l’avrebbe mai pronunziata. Una cosa però è assolutamente certa. Le api si sono spaventosamente ridotte quasi del cinquanta per cento. Tra le cause più probabili: pesticidi, campi di OGM, cambiamenti climatici ed onde elettromagnetiche. Altro pericolo che si sta ampliando è rappresentato dalla diffusione al di fuori del suo ambiente iniziale del dannosissimo calabrone giapponese, sorta di enorme vespa non affrontabile dalla api, che caccia e distrugge sistematicamente gli alveari, ormai presente anche in Italia e vergognosamente per nulla contrastato. Che le api siano un bene per l’umanità è avvertenza comune ma pochi sanno che essi sono gli unici esseri viventi, a parte i primati, ad avere consapevolezza del concetto di zero. E che abbiano naturale capacità di pensiero astratto.

Le conclusioni di questa ricerca sono riportate su “Science”.

Nella impressionante precisione matematica degli alveari regna una società matriarcale e laboriosa, condotta da una ape regina, e col ruolo del tutto subalterno dei maschi, i fuchi. Nel nostro paese sono attualmente presenti circa un milione e trecentomila alveari. Contiamo che vengano difesi e che aumentino.

Paolo Massimiliano Paterna

CONDIVIDI