Fabio Strinati, ovvero un artista poliedrico che dalla natura trae le sue ispirazioni

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Fabio Strinati (Esanatoglia 1983) poeta, artista visivo, compositore e fotografo

Vi segnaliamo un talento inedito sia per la sua formazione artistica sia per l’uso inedito, etereo, della scrittura e da questa delle parole come segno simbolico per comunicare agli altri emozioni, idee, paesaggi interiori ma anche senso civico per quelle azioni che un animo nobile dovrebbe rifiutare come la violenza in ogni sua espressione:mafia, guerra, sopraffazione. Strinati incarna la purezza della parola, sia questa tradotta in versi o in prosa. Ogni frase nasconde una simbologia semantica a cui è possibile accedere solo con il terzo occhio, quello del nostro tempio interiore che tutti abbiamo ma molti ne ignorano l’esistenza, tanto siamo presi dalla superficialità delle cose che trascuriamo l’essenza. Ci sono molti messaggi intorno a noi dal significato profondo ma servono occhi per vederli ed orecchie per sentirli.

Tonino Pitarresi

L’autore: riesco realmente a parlare con gli alberi, nel senso che…sono nato in campagna, li curo, li ascolto e conversiamo un po.’ Sono un grande amante della montagna ma ” il mare risiede dentro di me come un’enorme bolla che rincorre un’onda figlia di questa vita assurda e misteriosa “.

Ha scritto testi dedicati a Bongiorno, ma anche a Falcone, Borsellino, Giancarlo Siani, Franco Imposimato, Peppino Impastato, solo per citarne alcuni. Testi dedicati a molte vittime cadute per mano della criminalità organizzata. “Sono una persona molto attenta su tutto ciò che riguarda gli aspetti umani, sociali, culturali ed ambientali. E considero le mafie delle vere e proprie valanghe di sterco.”

Nato a San Severino Marche nel 1983, vive ad Esanatoglia, un paese dell’entroterra marchigiano della provincia di Macerata. Carattere schivo, chiuso, riservato, introverso, abbandona gli studi all’età di 15 anni ed inizia a lavorare molto presto in un’azienda di cablaggi.

Nel 2001, in virtù delle sue posizioni pacifiste ed antimilitariste, presta servizio come obiettore di coscienza presso la casa di riposo Chierichetti di Gagliole. Questa esperienza sarà molto importante tanto che il suo rapporto con gli anziani lo porterà ad una fase di ripiego su tematiche come la vecchiaia, la solitudine e la concezione filosofica del tempo. Studioso autodidatta, legge libri di filosofia, di medicina, di teologia e di agronomia. Inoltre è un avido lettore di fumetti in particolare della serie Dylan Dog creata da Tiziano Sclavi, di cui possiede l’intera collana. Strinati, nutre una profonda ammirazione per Tiziano Sclavi tanto da definirlo “ mio unico idolo e maestro, un genio della penna e un saggio dell’anima; basta il suo volto per capire la grandezza del mistero e cosa realmente vi si celi dietro…”

Strinati è presente in diverse riviste ed antologie letterarie. Da ricordare Il Segnale, rivista letteraria fondata a Milano dal poeta Lelio Scanavini. La rivista Sìlarus fondata da Italo Rocco. La rivista letteraria e culturale italo-ungherese, Osservatorio Letterario – Ferrara e L’Altrove. La rivista Erba d’Arno diretta da Aldemaro Toni. La rivista Il Grandevetro.

Scrive regolarmente testi poetici per Etnie, rivista di culture minoritarie.

Sue poesie sono state tradotte in romeno e in spagnolo.

È inoltre il direttore della collana poesia per Il Foglio Letterario e cura una rubrica poetica dal nome Retroscena, proprio sulla Rivista trimestrale del Foglio Letterario.

Strinati è uno studioso dell’olismo, della patafisica, della poesia visiva, sonora, elettronica e concreta.

È stato inserito da Laura Margherita Volante nel volume “ Ti sogno, Terra “, viaggio alla scoperta di Arte Bellezza Scienza e Civiltà, inserito nei Quaderni Del Consiglio Regionale delle Marche. Il poeta Dante Maffia ha curato la prefazione della sua ultima raccolta poetica dal titolo “L’esigenza del silenzio”, scritta a quattro mani con la poetessa Michela Zanarella.

Intorno alla propria poesia, Strinati scrive: “ Poesia è quel suono che si rincorre fra una parola e l’altra in un chiaroscuro di ombre rapide e lucenti. Musica che nasce dall’istinto, da un Dentro dove solamente un’anima sintonizzata con il Fuori può cesellare lettere di un’armonia tanto melodiosa quanto frastagliata e dissonante. Uno spazio contenuto dentro a uno spazio più grande, o più piccolo: poesia corre veloce e sfugge alla vita nonostante la vita sia madre naturale ed artefice poetica dell’immortalità del dire. ”

Pubblicazioni:

2014 – Pensieri nello scrigno. Nelle spighe di grano è il ritmo.

2015 – Un’allodola ai bordi del pozzo.

2016 – Dal proprio nido alla vita.

2017 – Al di sopra di un uomo.

2017 – Periodo di transizione.

2017 – Aforismi scelti Vol.2.

2018 – L’esigenza del silenzio.

Per Paolo Bongiorno

A colpi di lupara il 27 settembre del 1960 veniva ucciso a Lucca Sicula, in provincia di Agrigento, da sicari mafiosi, il trentottenne sindacalista e politico comunista Paolo Bongiorno. Bongiorno era segretario della camera del lavoro di Lucca Sicula, padre di cinque figli e venne assassinato alle 22.30 vicino alla sede della Camera del Lavoro dove con coraggio e costanza difendeva i diritti dei lavoratori, e quel giorno aveva presieduto una riunione della Commissione di collocamento e si era messo in cammino verso casa per poi spirare tra le braccia della moglie incinta. Nella tasca dei pantaloni fu trovata una lettera da lui firmata, intestata alla CGIL, con cui stava riunendo i lavoratori per lo sciopero generale. L’ennesima, ultima, battaglia per i diritti. Purtroppo, lo stesso epilogo di Scalia, di Spagnolo e di tantissimi altri sindacalisti caduti proprio in quegli anni. Ai suoi funerali parteciparono i principali esponenti del partito dell’epoca. Primo fra tutti il segretario regionale della Camera del Lavoro, Pio la Torre, anch’egli in seguito ucciso e i familiari di Accursio Miraglia, il segretario della Camera del Lavoro di Sciacca, ucciso dalla mafia agraria nel 1947, anche lui alla vigilia delle elezioni. Proprio il giorno prima era stata presentata la lista dei candidati alle elezioni per il rinnovo del Consiglio Comunale, nella quale Bongiorno era candidato. Come spesso succedeva in quegli anni le indagini furono condotte in maniera sommaria e si cercò di attribuire il delitto a presunti contrasti tra candidati, mentre la matrice mafiosa venne subito denunciata dalla moglie, da alcuni testimoni e dal Partito Comunista.

A Paolo Bongiorno

Ho acceso per te un cero

che illumina notti insonni

quando pioggia nasce col chiarore

e picchia forte sui vetri

come colpi di lupara

a tradimento verso sera

bruciando il respiro dei polmoni

protetti da una ritta schiena

e quel muretto che al vento…,

si sgretola di polvere

che grigia e pesante intasa l’anima

che giace e riposa in un cimitero

col tuo nome a rischiarare

il nuovo giorno, di fertile speranza

di un color fiorito

che sul volto del rinnovo rifiorisce

il suo abito dipinto in volo.

Fabio Strinati

 

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