10 dicembre 1948 – 10 dicembre 2018

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Genetliaco importante d’un lungimirante baluardo sociale di mondiale rilevanza.

Presa di coscienza a fronte d’una morale bistrattata ed obsoleta.

Autoriconoscimento dell’umanità nell’uomo.

“Suum cuique tribuere” (dare a ciascuno il suo – Ulpiano)

Cefalù (Pa) – <…Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti.

Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire verso gli altri in spirito di fratellanza…>

E’ il primo articolo della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, documento approvato e proclamato il 10 Dicembre del 1948 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite; liberale atto che rappresenta il fondamento della libertà, della pace e della giustizia nel mondo in quanto sancisce i diritti individuali, civili, politici, economici, sociali, culturali di ogni persona.

E’ un codice etico di importanza storica fondamentale, basilare trattato che fissa le naturali imprescindibili prerogative che spettano all’essere umano.

Il 1948, anno di rilevanti avvenimenti sociali, politici e di cronaca che hanno vivamente interessato l’opinione pubblica! Alcuni dei quali:

entrata in vigore della Costituzione Italiana, assassinio del Mahatma Gandhi ad opera di un fanatico indù, firma d’un trattato di amicizia e di commercio tra Italia ed Usa, approvazione del Piano Marshall da parte del Congresso americano, fondazione dell’Organizzazione Europea per la cooperazione economica a cura dei paesi aderenti a quest’ultimo, elezione alla Presidenza della Repubblica Italiana di Luigi Einaudi nelle prime elezioni politiche, nascita del quinto governo De Gasperi che inaugura la formula del quadripartito, espulsione della Iugoslavia dal Cominform perché accusata di deviazionismo ideologico e antisovietismo, Palmiro Togliatti Segretario del Pci viene ferito in un attentato, Truman è rieletto Presidente degli Stati Uniti e, non ultimo, oggetto della presente disamina, l’Onu approva la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo.

Il testo di tale convenzione (che affonda le sue originarie radici nel movimento illuminista scaturito, a sua volta, dagli effetti cruenti della rivoluzione francese (1789) i cui prodromi sono ravvisabili nella filosofia empirica e nelle conoscenze scientifiche di pensatori come Bacone, Locke, Newton e Hume, cruenti effetti, dicevamo, che, tuttavia, diedero corpo a personaggi del calibro di un Voltaire, di un Montesquieu e d’un Fontenelle) vagheggia l’avvento di una società cosmopolita in cui tutti gli esseri umani siano liberi di parlare e di credere affrancati dal terrore della costrizione e dalla miseria, sancisce l’uguaglianza dei diritti fra uomini e donne, favorisce il comune progresso sociale ed intende instaurare le migliori condizioni di vita nella più ampia libertà di ognuno;

è la base di molte delle conquiste civili del XX secolo e costituisce l’orizzonte ideale della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, confluita, poi, nel 2004 nella Costituzione Europea.

Il 10 Dicembre di quest’anno cade, com’é noto, il 70° anniversario di tale statuizione.

Anche Cefalù, sotto l’egida del Comune, onorevolmente rappresentato di parte del Patriziato Istituzionale e della locale Comunità MASCI, ha voluto a buon diritto rinverdirne ed onorarne la memoria.

In tale ottica ieri alle ore 9,30 al teatro “Salvatore Cicero” si è svolto un simposio commemorativo.

Reputo opportuno disquisire sulla mattinata in modo scalettato, quasi tentare una synopsis, onde renderla in modo virtuale maggiormente recepibile a chi si attarderà a leggerne il resoconto.

Al tavolo, piazzato al centro del proscenio, vediamo assisi i cinque eminenti Relatori ai quali è devoluto il compito di intrattenerci sull’argomento; nell’ordine di scanno: Curreri, Garbo, Nicastro, Asciutto e Muffoletto.

Prende per primo la parola il Dr. Franco Nicastro, moderatore dell’incontro, personaggio di spicco nel giornalismo regionale con incarichi di preminenza sempre onorevolmente esplicati. Già Presidente dell’Ordine dei Giornalisti di Sicilia nonché della locale Fondazione Culturale Mandralisca, saggista al quale si devono testi pubblicati sulle riviste periodiche “”Cronache parlamentari siciliane” (edita dall’Assemblea Regionale Siciliana), “Quaderni dell’Autonomìa” e “Segno”; versatile vignettista, anche, ed autore di rubriche di satira politica e di costume nonché di numerosi volumi sulla storia della Sicilia del dopoguerra (ne cito alcuni titoli: “Giuseppe D’Angelo, il democristiano che sfidò la mafia, le mafie e l’Antimafia”, “Mafie e partiti. Il bifrontismo del P.C.I.” ed altri, scritti in collaborazione con Romolo Menighetti: “Storia dell’Autonomìa Siciliana. Dal fascismo allo Statuto”, “Storia dell’Autonomìa siciliana. Dalla Regione pensata al governo Alessi”, “Storia della Sicilia Autonoma”, “L’eresìa di Milazzo”).

Non sono pochi.

Il Nostro, nell’ambito delle tematiche che promanano dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, oggetto dell’incontro, efficacemente disegna un esauriente excursus delle tappe ideologiche e sociali che hanno portato alla stesura del documento.

Cede, poi, la parola all’Assessore alla Cultura, Prof. Vincenzo Garbo, il quale, dopo gli istituzionali saluti ai convenuti espressi in nome proprio ed in rappresentanza del Sindaco della città, Rosario Lapunzina, assente per impegni inerenti alla sua alta carica contratti precedentemente, ribadisce i concetti essenziali che hanno motivato nel lontano 1948 la redazione del documento in discorso e, rivolgendosi preminentemente ai discenti in sala che hanno occupato tutte le poltrone disponibili riempiendo il teatro (gli ordini superiori dei palchi sono stati destinati altresì dagli altri intervenuti), li invita a far tesoro di quanto è stato detto e di quanto verrà detto, ed a loro volta a discuterne in famiglia ed altrove e di trasmetterne i concetti ad altri in modo di acquisirne una comune consapevolezza perenne, ribadendo infine l’importanza del convegno per le sue inerenti umane intime considerazioni.

A seguire, sempre presentato dal Nicastro, si fà (mi ripeto ad nauseam: non ci si scandalizzi dell’accentazione della terza persona singolare del presente del verbo fare. Personalmente ritengo che vada accentata per distinguerla dalla similare particella. Trovandomi al cospetto di tanta corale culturale presenza è mestieri che io avanzi qualche semplice spiegazione a mò di mia difesa) al microfono il Prof. Salvatore Curreri, docente associato di Istituzioni di Diritto Pubblico presso L’università degli Studi “Kore” di Enna, vincitore del premio “S. Catinella” indetto dall’Università di Palermo per la migliore tesi in diritto pubblico con un saggio in diritto costituzionale su “Sovranità popolare e partiti politici” (relatore il Char/mo Prof. A. Mannino).

Il Prof. Curreri, preparato Insegnante, costituzionalista della più bell’acqua, rifuggendo da toni retorici e cattedratici ma disquisendo in maniera estremamente discorsiva e suadente e prendendo le mosse da episodi storici che han fatto sì che l’intolleranza allignasse affliggendo e vessando l’umanità invece di soccorrerla prevenendone i bisogni, ha messo l’accento sulla necessità di una comune cooperazione, soprattutto da parte dei giovani sulle cui spalle graverà domani l’eredità che lascerà la nostra generazione; ciò affinché i diritti sanciti dal documento commemorato possano appieno trovare la loro più completa realizzazione.

Un bel discorso, quello del Prof. Curreri, una lectio magistralis mirabile, degna del suo status di docente universitario.

Ancora una volta il Dr. Nicastro prende la parola per cederla al Magister della Comunità MASCI di Cefalù, Dr. Salvatore Muffoletto (successore nella carica del preclaro Adulto Scout Dr. Rosario Ilardo, studioso ed apprezzatissimo autore del libro sulla Rocca di Cefalù dal titolo “L’eccelsa Rupe”, oltre a suoi vari altri scritti di carattere amministrativo-culturale), ben integrato nel suo specifico ruolo direttivo sagacemente esplicato nell’ambito del sodalizio, che, facendo riferimento alla storia che ha segnato l’operatività dell’Organismo amministrato, ha introdotto i lavori del convegno evidenziando il valore della Carta sui Diritti Umani, adottata, appunto, settant’anni fa.

Il suo intervento è stato ad arte intramezzato, a supporto, dalla impressionabile visione di due brevissimi video centrati sulla precarietà della vita dei deportati nei campi di concentramento di Dachau e sulle efferate crudeltà, in totale dispregio ai precisi dettami sanciti dalla Carta dei Diritti Umani, a cui gli stessi venivano sottoposti.

Mirabili e coinvolgenti questi due filmati, bisogna pur dirlo. L’autore della composizione delle immagini, lo stesso Muffoletto, avvalendosi come commento parlato di un suggestivo pezzo tratto dalla lirica “Se questo è un uomo” di Primo Levi ed utilizzando materiale di repertorio di particolare impatto visivo, ha realizzato un efficacissimo interessante trailer che sicuramente permarrà nelle coscienze per molte fiate.

Il Rev. Mons. Prof. Liborio Asciutto, Assistente Ecclesiastico della detta Comunità MASCI di Cefalù, apprezzato e conosciutissimo nel nostro comprensorio sia per i suoi innegabili meriti morali e letterari che per la sua consistente ecumenica dottrina e sul quale più di una volta in un recente passato ho avuto modo di dissertare enumerandone ed elogiandone le affermate valenze, terzo intervenuto nell’economìa della tematica promossa dall’incontro, ha evidenziato il lato etico della ripetuta Dichiarazione soffermandosi principalmente sui suoi incisivi effetti umani ed ecclesiali.

In seno alla manifestazione, a mente del concorso letterario indetto in simbiosi dalla predetta Comunità MASCI e dal Comune di Cefalù sul tema del rispetto e del riconoscimento dei Diritti Umani di universale pertinenza, sono stati premiati gli alunni dei locali Istituti Superiori risultati vincitori nella competizione.

Qui, grazie alle esaurienti e capillari notizie (che fedelmente riporto) fornitemi dal Magister della prefata Comunità, Dr. Salvatore Muffoletto, nonché dall’Amico Prof. Franco Maggio, Componente del Magistero del ripetuto, personaggi che ringrazio per il loro esauriente informativo sostegno, passo ad elencarne i nomi con le motivazioni valutative attribuite ai componimenti presentati.

a) – meritevoli di menzione per aver riportato un punteggio non inferiore a 80/100 con in seguente giudizio complessivo

“I saggi avrebbero potuto essere meglio approfonditi, pur essendo pertinenti per il contenuto, coerenti per l’argomentazione e quasi sempre corretti per lo stile” (sic):

– Antonio Castiglia (80/100) dell’ “I.P.S.S.E.O.A.”,

– Pia Coco (80/100) della 3/A del Liceo Linguistico “Ninni Cassarà”,

” Ginevra Franzò (80/100) della 4/B Architettura e Ambiente del Liceo Artistico “Diego Bianca Amato”,

– Sergio Imperiale (80/100) della 4/A del Liceo Classico “Mandralisca”,

– Giorgio Palumbo (80/100) della 3/C del Liceo Classico “Mandralisca”,

– Vincenzo Parisi (80/100) della 4/A del Liceo Linguistico “Ninni Cassarà”,

– Irene Rampulla (80/100) della 3/A del Liceo Linguistico “Ninni Cassarà”,

– Serena Ausilia Sireci (80/100) della 4/B Architettura e Ambiente del Liceo Artistico “Diego Bianca Amato”,

– Vincenzo Tumminello (80/100) della 4/D dell’ “I.P.S.S.E.O.A.”

Ai sopraddetti viene consegnato un attestato di merito ed una brochure sui Diritti Umani.

b) I premiati:

– Sofia Cimino, studentessa della 4/A del Liceo Classico “Mandralisca” con il punteggio 100/100

1^ classificata con la seguente motivazione:

“Per il contenuto approfondito e documentato, per l’argomentazione articolata, per la rielaborazione personale, originale, ricca di sfumature e riflessioni”.

– Dalila Prestigiacomo, studentessa della 5/D del Liceo Linguistico “Ninni Cassarà” con il punteggio di 95/100

2^ classificata con la seguente motivazione:

“Ha prodotto un saggio valido per il contenuto e per l’argomentazione, ma le citazioni, che risentono di riecheggiamenti libreschi, avrebbero potuto essere rielaborate in modo più personale”.

– Giorgia Allegra, studentessa della 4/A del Liceo Classico Mandralisca con il punteggio di 90/100, 3^ classificata con la seguente motivazione:

“Il saggio presenta contenuti pertinenti, un’argomentazione coerente e una rielaborazione personale. Difettano, talora, la raffinatezza formale e il registro linguistico”.

A questi tre premiati vengono consegnati: un attestato, una brochure sui Diritti Umani, una targa ed un libro 3D sulle invenzioni di Leonardo da Vinci.

La commissione giudicatrice del concorso letterario è composta dai Sigg. Proff.:

Anna D’Arrigo, Cetty Arrigo, Giuseppina Pace, Cinzia Muscarello, Giovanni Guagliardo, Sac. Liborio Asciutto e Francesco Maggio.

Hanno collaborato, inoltre, fornendo la propria disponibilità, I Sigg. Proff.:

Rosalba Gallà del già nominato Liceo Artistico “Diego Bianca Amato”, Salvatore Ilardo e Mario Gianbalvo dell’ “Istituto Alberghiero”, Il Dirigente scolastico del Liceo “Mandralisca” Dott. Francesco Di Maio, la Dirigente Scolastica del Liceo Linguistico “Ninni Cassarà” Prof.ssa Danila Crimi e la Prof.ssa Maria Ausilia Bennici, Fiduciaria del medesimo.

Tutti i superiori nomi, siano quelli dei premiati con le relative motivazioni agli stessi attribuite che quelli degli Insegnanti preposti all’esame dei testi presentati, sono stati inoltre anche enunciati sul palco dalla Prof.ssa Anna D’Arrigo, sopra già citata, facente parte del corpo insegnante del Liceo Classico Mandralisca.

Nutrita la presenza di un attento e scelto pubblico che non ha mancato di applaudire gli stimati oratori che hanno proficuamente occupato la ribalta ed i parecchi discenti intervenuti.

Nel palco che mi ha accolto ho avuto modo di conoscere e di apprezzare la Prof.ssa Maria Grazia Tamburo con la quale ho potuto scambiare delle positive osservazioni inerenti alla serata durante il suo iter.

A questo punto mi si consentano due sole piccole note di eversivo costume, ahimé: alcuni ragazzi (più femmine che maschi) disseminati in sala, o per leggerezza giovanile o per il prolungarsi della cerimonia, più che seguire pedissequamente le concioni, soprattutto a loro specificatamente rivolte dai Relatori, hanno preferito, a tratti, interessarsi al display del proprio cellulare o sommessamente parlottare; così come l’inopportuno cicaleccio disturbante di quanti stazionavano nelle immediate vicinanze fuori della location poteva anche essere opportunamente evitato.

E per rimanere nel tema, così, tanto per definire un tutto e niente tralasciare, focalizzando un ben altro tassello della nostra progredita società, non mi sembra disutile anche ammettere, in altro campo, che, purtroppo, sia la televisione con alcune sue trasmissioni non appropriate all’ora ed al fruitore che certi film che nella stessa o nei cinema vengono programmati (pellicole che ostentano un montaggio vorticoso che definirei aggressivo per il susseguirsi di pezzi brevi di lancinante negativo effetto), lavori spesso inneggianti ad una gratuita violenza od a risibili modi di costume ma che dovrebbero, invece, fornire un insegnamento educativo alle giovani leve, non facilitano di certo il compito di quanti attendono a far sì che la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani definitivamente si consolidi e permanga integra e duratura nel tempo.

Risultano essi un cattivo esempio comportamentale che spesso viene emulato.

E badate bene che io non sono affatto un moralista!

Ph:Lorenzo Ilardo (Comunità MASCI, Cefalù)
Ph:Lorenzo Ilardo (Comunità MASCI, Cefalù)

Copertina:Ph di Lorenzo Ilardo (Comunità MASCI, Cefalù)

Giuseppe Maggiore

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