Sciarada (ovverossia: incontri ravvicinati del 4° tipo, quello culturale)

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Cefalù (Pa) – Titolo fittizio (derivato dal provenzale charrado “chiaccherata”), quello di questo articolo, sull’incontro avvenuto lo scorso 3 Gennaio sotto l’egida di SiciliAntica nella villa di Maria Cerami (al secolo Miriam), che viene, o tenta di venire alla luce con qualche difficoltà: vuoi per un difetto di forcipe o di inabile mano di chi lo adopera.

In ogni caso, non trattandosi qui di recensione, né di puro fatto di cronaca, ma di semplice avvenimento culturale osservato come attraverso la loupe di una volgarissima MdP (macchina da presa), condurrò questo mio fortuito contatto con i membri del detto Sodalizio presenti all’incontro alla stregua di un tipico racconto di avventure.

Mi è più congeniale.

In fondo, cosa dice Nietzsche nel suo mirabile “Al di là del bene e del male” se non che (testualmente): “…Infine si ama il proprio desiderio e non la cosa desiderata…”; o, meglio, ancora: “…Non esistono fenomeni morali, ma solo un’interpretazione morale dei fenomeni…”; per concludere, infine, con una problematica interrogazione “…Chi non si è già una volta sacrificato per il suo buon nome?…”

Tentiamo, comunque, di dirne qualcosa, con frasi che magari non dicono niente perché non all’altezza della situazione, cercando strenuamente di non sfigurare troppo.

Il tentare è sempre un atteggiamento meritorio che lega a sè qualche positivo intimo altrui consenso.

SiciliAntica (è superfluo e non va bisogno di insistere sulle sue culturali prestazioni di richiamo, data la risonanza dell’Organismo; anche perché chi sarebbe deputato a disquisirne, <in questo caso io >, standone fuori e rimanendone solo un semplice curioso osservatore, non è titolato a trinciar disamine), così come si evince dallo statuto è:

“…un’Associazione di Volontariato, strumento per costruire, con la partecipazione responsabile di tutti, una comunità realmente rispettosa della propria memoria storica. Opera per la ricerca, lo studio, la conoscenza, la tutela, la valorizzazione e la fruizione dei beni culturali, considerati nella molteplicità dei loro aspetti, non prescindendo dall’interesse per l’ambiente ed il territorio in cui gli stessi beni sono inseriti e dal quale non possono essere avulsi…”

L’articolo 1 è chiaro e lampante e non lascia dubbi sulle finalità stigmatizzate.

E qui mi fermo dal formulare ulteriori crediti presi a prestito da eterogenei comunicati ufficiali della stampa, perché sarebbe come rifarsi ad una realtà storica preesistente, stagionata, senza dubbio universalmente conosciuta ed apprezzata, che diventa però tediosamente ininfluente a volerla per un’ennesima volta riesumare riproponendola alla pubblica capillare fruizione.

Così, entrando nel merito dell’argomento che qui intendo trattare (il decorso della serata), perché, al solito mio, già me ne sono discostato parecchio, dirò che, grazie alla lungimiranza della predetta Miriam, insegnante di chiara fama, scrittrice di vaglia, spigliata manager nella conduzione del suo dicastero di Presidentessa del Coordinamento Provinciale in seno al su citato Organismo SiciliAntica, nonché splendido esemplare della nostrana fauna femminile, che ha graziosamente voluto (sua sponte) invitarmi al simposio, lo scorso giorno 3 pomeriggio, alle ore 17,00, mi sono trovato ad ascendere il monte che sovrasta questa ruggeriana città di Cefalù, tanto calma ed ubertosa in inverno così come quanto caotica e rutilante si presenta in estate (e che, in quest’ultima fase stagionale, il Cielo faccia qualcosa di più efficace affinché i posteggi per i residenti vengano credibilmente mantenuti e moltiplicati, allo stesso modo come fu dei pani e dei pesci di indimenticabile memoria).

Tutti i monti, le valli, i fiumi e quant’altro hanno un nome (l’essere umano è un catalogatore ed un classificatore della più bell’acqua), tuttavia la denominazione di questo monte, ahimé, mi sfugge, la sconosco, l’ignoro.

Che volete che vi dica, mi informerò con qualche saputo addottrinato locale ed alla prossima occasione di scribacchiare su qualche altro avvenimento comprensoriale sarà mia imprescindibile cura, dovere, impegno, comunicarvela.

Che si apprezzi la mia buona volontà, scusando nel contempo e di buon grado la mia casta ignoranza!

Intanto resta esclusivamente focalizzato il fatto che alle 17,00, ora italiana, del ripetuto scorso giorno 3 (come ho accennato prima), ho asceso questo monte, attento nella penombra vespertina a schivare le possibili trappole che la strada, resa viscida per il recente ed attuale maltempo, avrebbe potuto tendermi.

Ma, credetemi, sono riuscito a beffarle! Le trappole, intendo.

Sul quale monte insiste la contrada chiamata “Pisciotto”; nome catartico attribuito al luogo forse perché in tempi remoti assolveva degnamente a qualche specifica ineludibile funzione fisiologica da parte di chi lo abitasse o, forse, per qualche altro motivo a me non noto.

Ma oggi, data la sua spiccata posizione panoramica, sovrastante la città le cui molteplici serali luci tenderebbero ad eguagliarla ad una moderna Las Vegas, è divenuto ambìto sito residenziale di pregio, quantunque la strada che l’attraversa si presenti tortuosa, pericolosa e ripida e si affacci su inusitate voragini che sprofondano in una abissale valle sottostante della quale neppure conservo nel mio bazar mentale il nome.

“Omnia munda mundis”.

Ad aspettarmi ad un bivio convenzionato, dove sgorga un rivolo di rutilante fresca acqua sorgiva, onde precedermi ed indirizzarmi alla sede del programmato incontro col Direttivo del conosciuto Sodalizio, la stessa Miriam con la sua inseparabile amica Rosamaria.

Sono gli ultimi albori di un giorno piovoso, freddo e da non ricordare.

La casa dove avrà luogo il convegno (più villa che casa; anzi, essenzialmente villa!), riscaldata da un funzionantissimo camino, ostenta un ambiente elegante ed accogliente dove il gusto femminile di Miriam si amalgama con quello pratico di suo marito, Giuseppe Sferruzza.

Alla spicciolata arrivano tutti gli altri convenuti (facce simpatiche di personaggi titolati e culturalmente preparati, fra i quali mi vien fatto di pensare che io potrei solo rappresentare la minuta essenza della maestà dell’ignoranza) che riempiono con le proprie vetture il capace piazzale antistante il fabbricato.

Da lì a poco in un entroterra familiare dal clima ben temperato inizia la seduta attorno ad un ampio tavolo imbandito con non poche e prelibate munizioni da bocca.

La Miriam (sempre lei!) sa fare le cose in grande; con l’apporto, credo, di altre erogazioni alimentari da parte degli intervenuti ospiti.

Che dire di più? Pur sentendomi come un vaso di terracotta in mezzo a tanti altri vasi di rame (Don Abbondio insegna!) osservo e mi metto ad ascoltare.

Garantito il numero legale e preso posto intorno alla stuzzicante tavola imbandita, i convenuti cominciano ad escutere, verbalizzando a mano del segretario della seduta Geom. Giovanni Capizzi, i temi dell’ordine del giorno:

relazione del Presidente, elezione degli organi collegiali provinciali, raduno regionale 2019, partecipazione alla terza edizione “Operazione isola pulita” programmata per i prossimi 3, 4 e 5 Maggio 2019, partecipazione a “Una estate con SiciliAntica 2019”, proposte ed interventi dei Presidenti e componenti del Direttivo per iniziative a carattere provinciale e varie ed eventuali.

Della riunione fanno parte i Presidenti delle Sedi ed i Responsabili dei gruppi di lavoro operanti nella Provincia di Palermo.

Fra i presenti, naturalmente:

-Miriam Cerami nella sua doppia veste di Presidentessa del Coordinamento Provinciale dell’Associazione, come sopra specificato, nonchè come indefettibile e compìta padrona di casa; la quale, collaborata dal marito (estroso filmaker), ha atteso a ricevere gli ospiti e ad intrattenerli;

-Maria Teresa Rondinella, Presidentessa della Sezione di Cefalù del citato Organismo e della quale pure ampiamente ho trattato in passato evidenziandone meriti e fattiva opera di insegnante, archeologa e scrittrice;

-Marco Giammona, studioso di storia locale nonché prezioso Dirigente della sezione di Misilmeri, al quale si deve la creazione in un solo anno di ben 10 eventi culturali, molto interessanti ed apprezzati, realizzati con il fattivo supporto degli altri Soci del Sodalizio del luogo;

-Giovanni Capizzi (pure da me positivamente connotato in passato), Geometra del Comune di Scillato oggi in pensione, grande appassionato di beni culturali, nonché impegnato ad indirizzare al sapere adulti e giovani studenti delle scuole del territorio;

-Filippo Barbarìa, Dirigente della Sezione di Cefalà Diana, nonché giovane illuminato fotografo d’impegno. Rappresenta la vedetta di una realtà piccola ma ricca di interesse culturale. Recentemente, in simbiosi con l’Amministrazione locale, ha organizzato il presepe vivente, trasudante spirito di devozione e tradizione;

-Angelo Di Marco, Responsabile “giovani” del Coordinamento Provinciale di Palermo, è un cultore d’arte, di gastronomìa e di natura.

Inutile sottolineare, perché ampiamente risaputo, che gli adepti al Sodalizio in discorso appartengono a quella classe di studiosi, ricercatori, archeologi, storici, oltre che appassionati, che dedicano gratuitamente il proprio tempo ad eterogenee attività culturali, a ricerche di vario tipo, a seminari di dottrina, iniziative tutte volte a valorizzare il territorio oltre che a creare qualcosa di utile per la collettività; si consideri, ad esempio, la prossima realizzazione di un polo museale comprendente sezioni dedicate all’archeologìa, alla geologìa e ad altro, così come è già stato operato per il museo della civiltà del ferroviere con lo stesso fervore culturale che in atto, in sinergìa con l’Amministrazione Culturale di Roccapalumba, con la Sopraintendenza di Palermo, con gli archeologi Stefano Vassallo (Dirigente dell’Unità 5), Monica Chiovaro e l’archeologo Filippo Iannì, permea i progetti che si stanno portando avanti.

In tale ottica divulgativa la stessa Miriam Cerami ha realizzato uno dei diorami più grandi in Italia.

Tutte le Ph sono di Siciliantica

Inoltre, per quanto attiene alle molteplici programmazioni future, oltre a quelle già consolidate ed operative, sia locali (escursioni, presentazioni di libri, convegni, mostre, ecc.) che a carattere regionale, manifestazioni tutte che verranno coordinate dalle varie sedi provinciali dislocate nel palermitano, nascerà fra breve una branca innovativa dedicata agli uomini illustri che si sono distinti da Cefalù a Partinico, tra musica, letteratura, storia ed arte.

Per un inasprimento delle condizioni climatiche, che con la caduta di abbondante neve hanno di gran lunga peggiorato la viabilità, non è risultata presente alla riunione la giovanissima criminologa ed orgogliosa polizzana Eleonora Russo che ha in serbo diverse attività culturali da condividere con altre associazioni del territorio. La Stessa, il 22 Dicembre scorso, nella splendida cornice della casa comunale e dei musei di archeologìa e del giocattolo, ha partecipato con successo al percorso sensoriale dei riti natalizi polizzani.

Per lo stesso motivo climatico hanno pure dovuto disertare l’incontro: il Presidente della sede di Roccapalumba, Giuseppe Sanzone, dinamico e poliedrico ideatore di iniziative di precipuo richiamo, nonché le Presidentesse della sezione di Palermo, Angela Sclafani e Vitina Lentini, facenti parte della neonata sede di Partinico.

Dopo i rituali saluti istituzionali profferti dalla instancabile Miriam Cerami, che ha riassunto tutte le attività svolte dalle Sedi della citata Provincia di Palermo, si è proceduto alla votazione per l’elezione delle due vicepresidentesse che risultano essere state con voto unanime: Rosamaria Tumminello, preclara insegnante di lettere e storia per la sede di Cefalù e Francesca Fascella per quella di Misilmeri; entrambe in sostituzione rispettivamente di Rosalìa Lo Geffo e di Giuseppe Marte.

Miriam Cerami, pure con voto unanime, viene riconfermata nella carica sin qui detenuta ed in precedenza descritta;

Angelo Di Marco rimane Responsabile “ragazzi” della Sede di Scillato.

A questo punto, amici carissimi e stimati miei lettori, ho ritenuto esaustiva la mia presenza di osservatore esterno alla inoltrata durata del simposio; e, attesa l’ora tarda, la rimembrata conoscenza della tortusità della strada di accesso, prima estremamente in salita ed adesso in consistente discesa e, infine, il buio incombente per giunta, un buio denso ed impenetrabile che avrei dovuto forare con l’incerta luce dei fari, ho ritenuto opportuno e benefico per me accomiatarmi dall’onorevole accolta degli assisi astanti, scusandomi per il mio non più trattenermi in loco, e con buona pace degli stessi convenuti e superando qualche difficoltà stradale, me ne sono tornato alle patrie stanze e mi son messo di buzzo buono a compilare questa mia brevissima nota di cronaca sul serale incontro appena abbandonato, volendo per l’ennesima volta contribuire a render nota l’alacre operosità del celebrato Organismo SiciliAntica nella persona dei suoi illustri componenti.

Giuseppe Maggiore

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