Ferdinando Scianna e le sue memorie la mostra “Viaggio, Racconto, Memoria”alla GAM

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Ferdinando Scianna. Ph Andrea di Napoli

 

Palermo – La grande mostra antologica del fotografo bagherese Ferdinando Scianna, allestita a Palermo, presso la Galleria d’Arte Moderna, costituisce l’ultimo di tre eventi espositivi che, nell’arco di un paio d’anni, sono stati dedicati agli autori dell’Agenzia Magnum, Steve McCurry, Henri Cartier Bresson e, appunto, Ferdinando Scianna ed alle loro formidabili produzioni.

Le parole del titolo attribuito alla mostra, “Viaggio, Racconto, Memoria”, sono, secondo Scianna, dei sinonimi; infatti assumono il medesimo significato e sono contemporaneamente elementi sostanziali delle sue fotografie. Le 180 immagini sono state selezionate senza fare distinzioni tra il materiale prodotto per la pubblicità, per la moda o per altri lavori, ma attingendo indistintamente dall’intero archivio professionale. Il materiale esposto è suddiviso in capitoli (memoria, racconto viaggio, ossessioni, ritratti, riti e miti ) che a loro volta prevedono ulteriori sezioni, in tutto 19.

La memoria è presente in tutte le fotografie ed in esse l’autore ricerca e racconta anche le proprie ossessioni ricorrenti (il sonno, l’ombra …) o il legame con i soggetti ritratti.

In un’epoca in cui la maggior parte delle immagini sono insignificanti o folkloristiche e destinate ad un consumo effimero, suscita un vero sollievo rivedere le fotografie del passato. Oltre che dal preciso equilibrio estetico, l’attenzione degli osservatori viene colpita anche dagli intensi contenuti attraverso i quali ciascuno instaura una sorta di rapporto emozionale con le fotografie e con l’autore che le ha proposte.

Scianna si ritiene un fotoreporter capace di “trovare” tutte le immagini che realizza e di non avere mai “costruito” nemmeno gli “scatti” per la moda. Ogni fotografia può trasformarsi anche in parole, ma, prima di tutto, è immagine, luce e forme che l’obiettivo di Ferdinando Scianna ha tradotto in Arte. Ma oggi la Fotografia difficilmente viene sottoposta ad una osservazione consapevole, in quanto costretta a subire le rigide regole dei designer, per apparire, sempre e comunque, “bella”; insomma, è profondamente cambiata, anzi, anche se chiamata allo stesso modo, è altra cosa rispetto alla Fotografia così come l’abbiamo conosciuta.

Un originale allestimento accompagna il visitatore, sin dalla “partenza”, lungo un percorso in cui si incontrano fotografie, disposte in cerchio o sospese e oscillanti, alle quali girare attorno, soffermandosi o procedendo spediti. Anche se riguardano gli stessi argomenti e rispettano la stessa sequenza, le immagini stampate sui libri sono strutturate diversamente rispetto sia a quelle esposte che a quelle osservate durante le proiezioni che durano soltanto per il tempo previsto dal computer. Per i libri Scianna sembra avere una predilezione, dal momento che ne ha pubblicati più di 55, in quanto consentono al lettore di sfogliarli a proprio piacimento e magari di apprendere qualcosa dal testo esplicativo.

L’affollata presentazione della mostra, alla quale hanno partecipato anche il sindaco di Palermo e gli organizzatori, ha costituito per gli addetti ai lavori una occasione imperdibile di incontrare il noto e apprezzato reporter ed ascoltare le sue riflessioni mai banali. Attualmente Scianna è impegnato nella creazione di un data-base che, attraverso opportune parole chiave ed adeguate indicizzazioni, renda meno laboriosa la ricerca delle più significative tra circa un milione di fotografie realizzate in oltre cinquant’anni.

Al termine della conferenza stampa, Ferdinando Scianna, che ha analizzato il rapporto tra fotografia e memoria, ha voluto esprimere la sua personale gratitudine alla Sicilia, terra dalla quale ritiene di non essere mai andato completamente via, a tutte le persone che lo apprezzano e lo sostengono, ma specialmente ha ricordato colui che è stato il suo più importante “maestro”, Leonardo Sciascia, che significativamente definisce “angelo paterno”.

La mostra fotografica di Ferdinando Scianna, “Viaggio, Racconto, Memoria”, promossa dal Comune di Palermo, è stata curata da Denis Curti insieme a Paola Bergna e all’art director Alberto Bianda ed organizzata da Civita. Allestita presso la Galleria d’Arte Moderna di Palermo, in via sant’Anna 21, la mostra sarà aperta al pubblico fino al 28 luglio nei seguenti orari:

Dal martedì alla domenica ore 9.30 – 18.30 Lunedì chiuso.

La biglietteria chiude un’ora prima

Biglietti
La mostra è accessibile con un biglietto dedicato o con un biglietto cumulativo che comprende anche la visita della Galleria d’Arte Moderna.

Intero € 10,00 Cumulativo Mostra + Museo € 12,00

Ridotto € 7,00 per gruppi (minimo 15 persone), visitatori tra i 19 e i 25 anni, maggiori di 65 anni, titolari di apposite convenzioni. Gratuito per visitatori fino ai 18 anni, scolaresche, 1 accompagnatore per classe, visitatori diversamente abili con accompagnatore, studenti dell’Accademia Belle Arti di Palermo, giornalisti (iscritti all’Albo o accreditati), soci ICOM, guide turistiche. Sarà, inoltre, disponibile l’audioguida (in italiano e in inglese), attraverso la quale l’autore racconta in prima persona il suo modo di intendere la fotografia e non solo.

Andrea di Napoli

ph. a.d.n. di proprietà dell’autore

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