Riflettori su… Toti Sutera

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Palermo – Da anni, conoscevamo Salvatore (Toti) Sutera come bravo cantante lirico e attore in numerosi spettacoli del compianto Guastavo Scirè e, recentemente, nella Compagnia di Franco Zappalà jr. Per caso, lo abbiamo scoperto, anche, scrittore. Palermitano, Toti Sutera svolge nella sua città attività di docente di Educazione Musicale; laureato in filosofia e diplomato in canto al Conservatorio di Matera, parallelamente alla sua attività di docente, svolge quella di cantante lirico e didatta di tecnica vocale. Attento studioso della storia della sua isola e del contesto socio-culturale nel quale vivono e agiscono i personaggi dei suoi racconti, a volte sospesi tra realtà e favola, l’autore fa spesso parlare i protagonisti delle sue storie in dialetto, una lingua concreta, incisiva e immediata. Lo testimonia “Vento di Scirocco” (Collana Le stanze-Edizioni LE.I.MA.), la sua prima opera contenente una serie di otto racconti, che hanno il sapore di favole in cui la realtà si fonde con il sogno, in una onnipresente Sicilia onirica che fa da comune denominatore a tutte le storie. Il primo racconto, Vento di scirocco, analizza la vita del protagonista, Ciccio Sciascia, in un arco di tempo che si sviluppa tra la fine dell’Ottocento e il primo dopoguerra e in un contesto geografico che spazia dalle tonnare di Favignana agli scenari di guerra del nord-est italiano. Il primo racconto, Vento di Scirocco, analizza la vita del protagonista, Ciccio Sciascia, in un arco di tempo che si sviluppa tra la fine dell’Ottocento e il primo dopoguerra e in un contesto geografico che spazia dalle tonnare di Favignana agli scenari di guerra del nord-est italiano. L’uomo che abbracciava gli alberi è una dichiarazione d’amore di un anziano contadino alla natura, fonte della vita. L’emigrante, racconta la storia dell’emigrazione degli uomini del sud verso l’America, terra di speranze ma più spesso di illusioni. Ne Il brigante e l’eremita, l’impresa dei Mille viene analizzata da due punti di vista antitetici. Milord ha per straordinario protagonista un purosangue inglese sullo sfondo dell’epopea post-garibaldina. Una dedica è una delicata storia d’amore, velata di malinconia, ai tempi della Resistenza e vissuta in un intenso flashback dai due protagonisti. L’ultimo applauso è un’irriverente storia che ha per interpreti degli attori al di fuori del mondo dello spettacolo tutto lustrini e finti sorrisi. E, infine, Il puparo, è la drammatica storia di un artista girovago e dei suoi paladini che trova la sua sublimazione nell’onirico dove anche la favola può diventare realtà. Vento di Scirocco, 3° in classifica per vendite alla Feltrinelli di Palermo nel gennaio 2015, ha avuto una tiratura e distribuzione nazionale; ha partecipato alle manifestazioni “Una marina di libri”, alla Fiera Internazionale del Libro al Lingotto di Torino e alle diverse manifestazioni Jingle Books a Palazzo Asmundo. Nello scorso mese di novembre, Sutera, è stato invitato a presentare il suo libro al Centro Cultura Italia di Ginevra, alla presenza del Console generale italiano, ed è stato venduto dalla Libreria Payot, la più grande della città ginevrina. Ma il nostro scrittore non si è fermato; a Simone Alaimo, noto basso-baritono, gloria villabatese, ha dedicato il libro “Anche un basso può volare… alto”, edito da Azzali, Parma e, siamo certi che Toti Sutera continuerà a produrre altri libri; nel classico “cassetto”, infatti, conserva tanta altra “roba” che, prima o poi, spera di pubblicare.

Franco Verruso

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