Addio a Oliviero Beha, voce controcorrente del giornalismo italiano

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Palermo – Si è spento, dopo una malattia che l’ha portato via velocemente, Oliviero Beha. Aveva 68 anni, la stampa italiana perde il giornalista dagli occhi verdi che diceva sempre quello che pensava senza guardare in faccia nessuno. Un uomo e giornalista libero e appassionato che scriveva e fustigava lucidamente questa società decadente. Il suo impegno è servito a creare una moltitudine di nuovi cittadini che “pensano” quindi “sono” il futuro di questo Paese.

Nato a Firenze nel 1949, Beha attualmente era editorialista del Fatto Quotidiano dopo aver lavorato alla Repubblica, all’Unità e a Paese Sera.

Ma Oliviero Beha aveva fatto anche molta televisione, iniziando con Andrea Barbato nella trasmissione culturale “Và pensiero”.

Uno dei suoi maggiori successi è stato il programma radiofonico, su Radio Uno “Radio Zorro”, di cui firmerà anche una versione televisiva, “Video Zorro” su RaiTre. Tra il ’96 e il ’97 Beha ancora in Rai con “Attenti a quei tre”, programma del palinsesto notturno. In seguito, torna a dedicarsi alla radio, prima con “Radioacolori”, poi “Beha a colori”.

Beha è stato anche autore di testi teatrali, saggista e poeta.

La notizia della morte di Oliviero Beha è stata data sul sito del Fatto Quotidiano da una delle figlie, Germana: “É stato un male molto veloce, papà se n’è andato abbracciato da tutta la sua grande famiglia allargata di parenti e amici. Sono convinta che papà lascerà un vuoto profondo nel mondo dell’informazione perché a dispetto del suo carattere burrascoso, a volte irriverente, spesso ironico, dispotico e a tratti per alcuni arrogante, è stato, è, e rimarrà un giornalista libero. La “libertà è un lusso di pochi” mi ripeteva…”

ngibiino@gdmed.it

Antonino Gibiino

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