Un fugace incontro con Paolo Villaggio

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Paolo Villaggio

 

Palermo – Da sempre appassionato di spettacolo, seguivo tutti i varietà che la tv trasmetteva, specialmente la domenica. E, proprio la domenica pomeriggio, dopo la TV dei ragazzi, nel 1968, dagli studi Rai di Milano, andava in onda ”Quelli della domenica”, che comprendeva la partecipazione di noti cantanti e di giovani comici quali Cochi e Renato, Ric e Gian e Paolo Villaggio che animavano vari sketch. Proprio la comicità di quest’ultimo mi colpi, quando nei panni del Professor Kranz, scendendo a velocità da una scaletta e gridando “Chi viene voi adesso?”, con un caricaturale accento tedesco, s’intratteneva col pubblico trattandolo… male. Altri personaggi divertenti creati dal comico genovese, erano Giandomenico Fracchia ed il Rag. Fantozzi, che rappresentavano l’italiano medio. Ha preso parte a più di settanta film, numerose le sue partecipazioni a show televisivi, scrittore prolifico, persino doppiatore e attore di teatro e, proprio a teatro, ebbi modo di incontrarlo nel 1998 quando, al Biondo, con la Compagnia del Piccolo di Milano, Villaggio presentava “L’avaro” di Molière. Mancavano meno di venti minuti all’inizio dello spettacolo; andai nel suo camerino ma non lo trovai, cominciai a chiedere agli altri attori dove fosse e tutti mi indicavano il suo camerino per gli ultimi ritocchi del trucco… ma lì non c’era. L’attrice Ottavia Piccolo mi suggerì di vedere dietro le quinte ma, anche lì non c’era; intanto, si avvicinava l’ora d’inizio… ritornai nel camerino di Villaggio dove incontrai Ettore Conti (l’attore milanese, spalla di Gino Bramieri in diverse sitcom, ndr), che mi disse di seguirlo. Arrivati alla… toilette, Conti mi riferì che, reduce da una brutta raucedine, Villaggio doveva fare speciali gargarismi prima di entrare in scena. Per una strana coincidenza, anch’io avevo un abbassamento di voce causato da una brutta influenza e, proprio Paolo Villaggio, quando lo salutai, accorgendosi del mio disturbo, disse: “coraggio, passerà anche a lei come è passato a me”. Improvvisamente una voce avvertiva, “tutti gli attori in scena”; a quel punto, Villaggio, prima di rientrare in camerino, molto gentilmente mi salutò dicendomi: “la ringrazio molto per la visita ma adesso se ne vada… altrimenti il Direttore di scena mi farà una sgridata… pazzesca!” Frase che mi ricordò i tanti film di Fantozzi.

Franco Verruso

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