Stanze d’artista. Capolavori del ‘900 italiano

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La cortigiana romana, 1930, Scipione (Gino Bonichi)
Il Cardinal Decano 1930, Scipione (Gino Bonichi)

Roma – Stanze d’artista. Capolavori del ’900 italiano Sironi, Martini, Ferrazzi, de Chirico, Savinio, Carrà, Soffici, Rosai, Campigli, Marini, Pirandello e Scipione. «La mostra presenta una lettura dell’universo poetico di alcuni tra i più significativi protagonisti della cultura figurativa italiana del secolo scorso che oltre alla pittura e alla scultura hanno privilegiato nella loro elaborazione creativa la parola scritta, affidandola ai diari, alle lettere, agli scritti teorici o critici. Una necessità, quella della scrittura, indispensabile a dar voce ad un rapporto sempre più consapevole tra l’atto creativo e i suoi presupposti culturali, tra linguaggio e riflessione critica. In questa prospettiva la mostra intende proporre uno sguardo diverso sul panorama culturale del Novecento italiano attraverso il confronto tra le opere provenienti da prestigiose raccolte private e quelle della collezione della Galleria d’Arte Moderna. La selezione dei circa sessanta lavori, tra dipinti, sculture e grafica, ha come obiettivo primo, nello spirito di reciprocità e dialogo tra raccolta pubblica e collezioni private, quello di approfondire la conoscenza del patrimonio artistico del primo Novecento attraverso consonanze ed accostamenti tra alcuni capolavori degli artisti più noti del XX secolo. L’intreccio dei linguaggi, insieme alla ricchezza e alla complessità dei percorsi, si sviluppa nelle diverse sale della sede museale creando illusorie “stanze”, ciascuna dedicata ad un autore. Dodici gli artisti “a colloquio”: Massimo Campigli, Carlo Carrà, Ferruccio Ferrazzi, Giorgio de Chirico, Fausto Pirandello, Marino Marini, Arturo Martini, Ottone Rosai, Ardengo Soffici, Scipione, Mario Sironi, accompagnati dalle loro parole. Piccoli branni tratti dagli scritti che si propongono come parti dialoganti di un insieme vasto e sfaccettato, quale è stato il panorama dell’arte italiana del Novecento. Le personalità degli autori e il periodo – gli anni Venti e Trenta – su cui si focalizza la mostra “Stanze d’artista”, offrono stimoli per nuovi approfondimenti su alcuni dei nomi più noti della scena artistica italiana e sulla loro poetica. I capolavori si rivelano, quindi, attraverso inedite letture critiche in un confronto stringente di temi e di anni che concorre ad una rilettura delle opere della collezione capitolina proposte insieme ad altre che da molti anni non sono state esposte al pubblico».

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Giuseppe Longo