Jean Cocteau. La Squisitezza del Mondo di Pascal Schembri

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Parigi – Dal 18 gennaio in libreria per Odoya “Jean Cocteau. La squisitezza del mondo” di Pascal Schembri. (introduzione di Marco Ongaro). Artista eclettico, collettore di avanguardie, dandy: Jean Cocteau è stato tutto questo. Di origini nobiliari, le sue sostanze non gli impedirono di partecipare alla prima guerra mondiale. L’eclettico artista che si districò bene tra poesia, pittura, stesura di saggi e romanzi, regia e sceneggiatura eccelse anche nel ruolo di trait d’union tra i vari artisti dell’avanguardia parigina. Marcel Proust lo stimava come saggista, collaborò con Picasso e Satie all’opera Parade, si fece promotore di movimenti come “Lira e tavolozza” (Lyre et palette) e di ensemble come il Gruppo dei Sei, Cocteau era dietro l’obiettivo delle migliori foto ai tavoli della Rotonde quando a stazionarvi e a scambiarsi impressioni sull’arte e sulla vita erano tra gli altri Modigliani, Picasso, Jacob, Cendrars, la modella Pâquerette o il pittore cileno di Ortiz de Zárate. Imparò la naturalezza della sue pulsioni omoerotiche da Oscar Wilde, fu amico di Max Jacob e amante di Raymond Radiguet. Ma ebbe anche sincere amicizie con la piccola Edith Piaf e la scandalosa Kiki de Montparnasse. Il suo memoir Oppio, diario della dipendenza, lo avvicina ulteriormente al paragone con Andy Warhol: artista e catalizzatore in uno spazio/tempo unico per fervore artistico. Pascal Schembri restituisce un ritratto vivido e ragionato di un artista che con la sua produzione a tutto tondo ricorda le attitudini rinascimentali: un personaggio da riscoprire.

La felicità richiede talento. L’infelicità no. Ci si  lascia andare. Si sprofonda. Percio’ piace l’infelicità e la felicità spaventa la gente. “

 

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