“The Italian Antimafia, new media, and the culture of legality”

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Catania – All’interno un capitolo del cortometraggio Per non dimenticare 23 maggio , ideato da Musumeci in occasione della commemorazione del giudice Falcone, Francesca Morvillo e degli agenti della scorta nella giornata del 23 maggio.

Il sindaco Enzo Bianco ha ricevuto a Palazzo degli Elefanti Giuseppe Musumeci, ex senatore accademico di Catania, che gli ha consegnato il libro “The Italian Antimafia, new media, and the culture of legality , edito da Robin Pickering-Iazzi, pubblicato dall’Università di Toronto (Canada) e scritto da un gruppo di professori e studiosi Statunitensi, specializzati in studi interdisciplinari di antimafia. Il volume è stato pubblicato quest’anno in coincidenza del 25° anniversario della strage di Capaci.
“Sono entusiata di questo progetto – ha detto Enzo Bianco – che pone al suo centro la legalità nella città di Catania. Un evento culturale importante considerata la grande visibilità che questo libro ha avuto anche grazie alla sua diffusione negli Stati Uniti”.
All’interno del libro, acquistabile online e già dispobile in Canada e negli USA vi è dedicato un capitolo, dal titolo: “Per non dimenticare: Antimafia Digital Storytelling and Reflections” scritto dalla professoressa Giovanna Summerfield (di origini catanesi ma ormai residente negli USA docente dell’Auburn Unversity in Alabama).
Un capitolo che parla del cortometraggio Per non dimenticare 23 maggio , ideato da Giuseppe Musumeci in occasione della commemorazione del giudice Falcone, Francesca Morvillo e degli agenti della scorta nella giornata del 23 maggio.
“Un racconto che nasce dal dolore – spiega Musumeci – e che si fa memoria, testimonianza e coraggio civile rispecchiando cosi il modo in cui oggi i giovani e le istituzioni vogliono responsabilmente assumersi l’eredità morale di combattere il fenomeno mafioso”.
Un cortometraggio girato nella città di Catania dove tra gli attori protagonisti hanno preso parte studenti, uomini della società civile e istituzioni locali quali il sindaco di Catania Enzo Bianco e il Magnifico Rettore. Ricordando eroi antimafia locali quali Giovanni Falcone, Alfredo Agosta, Giuseppe Fava, Beppe Montana, Giovanni Lizzio, Paolo Borsellino e la sua scorta, e riflettendo sull’influenza che avevano e che continuano ad avere sulle vite della comunità.
Attraverso il mezzo digitale,il giovane Giuseppe Musumeci non solo identifica il problema ma incita gli spettatori a ricordare quelli che sono vissuti prima di noi e ci invita a seguire le loro orme in azione, facendo riferimento alla frase che Falcone ci ha lasciato in eredità “Gli uomini passano, le idee restano, restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini”.
Seguendo i paradigmi di Marshall Ganz (2010), Musumeci comincia lo storytelling con una story of self, una storia del suo eroe e del suo credo; una story of us, mostrandoci le esperienze ed i valori che condivide con i suoi coetani; conclude con la story of now, dando evidenza tangibile delle sfide, delle scelte, delle strategie e delle azioni da affrontare per un bene comune. All’unisono, gli attori e spettatori si fanno testimoni, assumendosi la responsabilità di non dimenticare mai.

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