“Bandiere di vita: il valore dell’essere”. Quando l’arte è cura dell’anima

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Taormina (Messina) – La Fondazione Antonio Presti – Fiumara d’Arte ha coinvolto 200 scuole del comprensorio ionico-etneo, con l’obiettivo di rigenerare e restituire alle nuove generazioni il valore dell’Essere come impegno civile e dono universale. Gli studenti attraverso i loro pensieri e i loro quadri offrono la Cura dell’Anima in questo luogo dove tutto il personale sanitario si prodiga con dedizione e professionalità alla Cura del Corpo.

Venerdì 4 maggio alle ore 9.30 consegna ufficiale delle bandiere-quadro: collezione permanente di opere realizzate da oltre 3mila studenti.

Messaggi universali che mirano dritti all’Anima. Pensieri puri che rivelano essenza e che sprigionano energia. Emozioni che restituiscono valore per riscoprire la vastità dei percorsi umani interiori. Colori, parole e segni per aprire un dialogo con l’Arte e la Bellezza, in un luogo dove il dolore rimbomba tra le corsie del cuore, cercando riparo nella speranza del futuro. È questo l’obiettivo del nuovo progetto “Bandiere di Vita: il Valore dell’Essere”, che il presidente della Fondazione Fiumara d’Arte Antonio Presti ha voluto donare come impegno civile, soprattutto nei confronti di coloro che si trovano in condizioni di fragilità.

Un’iniziativa nata grazie alla collaborazione con l’Ospedale San Vincenzo di Taormina, che venerdì 4 maggio alle ore 9.30, vedrà la consegna ufficiale di centinaia di bandiere-quadro realizzate da oltre tremila studenti di duecento scuole del territorio ionico-etneo, con il coinvolgimento dell’associazione Avulss di Gaggi e del Centro psicoeducativo di Trappitello.

Un’installazione permanente tra i corridoi del presidio ospedaliero della provincia messinese, che mira a restituire amore e calore sprigionato dalla forza eversiva delle parole. Uno spazio dove la libertà di espressione diventa valore della conoscenza come Cura per una società anestetizzata dall’individualismo. «Il Valore dell’Essere è il tema scelto per promuovere il senso dell’identità – sottolinea il mecenate Antonio Presti, impegnato da sempre a seminare Bellezza in un territorio spesso arido e privo di anima – in una contemporaneità che annulla le coscienze occorre, come unico atto di salvezza, restituire l’essenza all’essere, contro la frenesia del consumismo, l’inutile apparenza o la vanità del possesso. La vita è un comodato d’uso: coltivare la propria luce interiore è la risposta ad una società che ha perso ogni prospettiva d’utopia. La cura dell’Anima contrasta la dittatura dell’apparire e restituisce cuore».

La restituzione si rivela ancora una volta, dunque, il motore che spinge all’azione, un’azione caratterizzata da spirito di condivisione e apertura verso le istanze del territorio, che connota da anni le attività della Fondazione: «Mi piace immaginare gli occhi di chi vedrà queste opere – continua Antonio Presti – sguardi emozionati che rifletteranno i colori e la bellezza legati al vissuto di tanti giovani. I ragazzi decidono così di scegliere consapevolmente il valore dell’impegno sociale e della differenza rispetto ai disvalori contemporanei, offrendo una generosa testimonianza e un grande esempio di solidarietà e di senso civico».

Il direttore generale dell’Asp di Messina Gaetano Sirna e il direttore sanitario del presidio ospedaliero San Vincenzo di Taormina Rosario Cunsolo hanno accolto con entusiasmo le bandiere-quadro all’interno della struttura, dove tutto il personale sanitario si prodiga quotidianamente con dedizione e professionalità. «Gli studenti, i giovani, l’arte, la bellezza restituiscono con questo dono il nutrimento per la cura dell’Anima – commenta Sirna – il progetto della Fondazione Fiumara d’Arte, che intende recuperare e divulgare i valori dell’impegno civile e culturale, affidando alla scuola un ruolo attivo e sociale, arricchisce e abbellisce la nostra struttura attraverso l’educazione alla cittadinanza. Le bandiere, che come quadri riempiranno le pareti dell’intero ospedale, restituiranno gioia e speranza in un luogo segnato dalla sofferenza, confortando i pazienti, incoraggiando i familiari e accompagnando il personale nelle giornate di lavoro».

«La mission dell’ospedale è quella di curare il corpo – afferma Cunsolo – ma siamo certi che la comunicazione emozionale di queste bandiere sarà nutrimento per l’anima, in un percorso che estende gli occhi e la mente oltre le pareti del San Vincenzo. Un grazie va agli studenti e alla Fondazione Fiumara D’Arte che in questi mesi hanno lavorato senza sosta per donare alla comunità dell’ospedale questo messaggio di positività».

«In un ospedale – sostiene Carmela Cappa, storica dell’arte e funzionaria della Soprintendenza dei Beni Culturali di Catania, che ha collaborato al progetto – abbiamo donato gioia con le bandiere della vita, frutto dell’impegno, della fantasia e della creatività di migliaia di alunni che hanno scelto di esserci con la forza espressiva dei loro disegni, con la vitalità che trasmettono i colori e con la poesia e la libertà delle loro parole».

Bandiere di vita – il valore dell’essere

La cura

Intervista ad Antonio Presti

Prima la negazione del comodato d’uso delle Rocce di Capo Mazzarò, poi il pizzo sulle opere della Fiumara D’Arte: nonostante tutto questo, Antonio Presti continua il suo percorso di semina e rigenerazione, guardando al futuro in nome di quella Bellezza che da sempre caratterizza le azioni della sua Fondazione.

«All’inizio c’è la ferita, lo smarrimento, poi il percorso è sempre quello del ringraziamento, che ritrova nella Bellezza la mia diversità di pensiero e di futuro. Dopo quarant’anni di lotta, di solitudine, di sofferenza, si ripetono le dinamiche che condizionarono la genesi di Fiumara d’Arte, ma il livore si trasforma sempre nello spirito dell’amare – che non conosce mai fine – nella consegna di un futuro migliore, nel dono disinteressato e incondizionato che non chiede risarcimenti, non si nutre di rabbia ma di gratitudine. Il progetto “Bandiere di vita – Il valore dell’Essere” è un’ulteriore testimonianza del legame instaurato negli anni con il territorio e la comunità taorminese, in continuità con quanto fatto fino ad ora».

Al centro ci sono sempre i giovani, le scuole, gli insegnanti, il mondo civile, per restituire una visione altra, che mira a confermare il valore dell’identità attraverso la Parola, il Pensiero, l’Arte.

«Le bandiere-quadro diventano uno spazio di libertà di espressione in un percorso etico di crescita, sensibilizzazione e presa di coscienza nei confronti del territorio. In un luogo dove la sofferenza trasuda in ogni angolo, vogliamo lasciare un segno di speranza, un messaggio di Bellezza, in un processo circolare che rappresenta la vita, con i suoi dolori e le sue gioie. Vita che passa sì dalla morte, ma si consegna sempre alla rigenerazione. Ho strutturato per questo progetto una rete di duecento scuole come vettore di conoscenza, un ponte verso le nuove generazioni nel nome dell’innocenza, che è cura per l’anima, che a sua volta nutre il corpo».

Si tratta di un’operazione in cui i messaggi di amore, amicizia, condivisione, essenza, si oppongono con forza alla logica dell’apparire, dell’avere, della solitudine, del nichilismo imperante e divorante. Un progetto che riflette umanità e rievoca la straordinaria bellezza dell’interiorità.

«Tutto nasce nel segno della Conoscenza, quella dell’essere: una nozione semplice e universale. “Essere” equivale a esistere come pura essenza, riconoscendosi come entità unica e irripetibile. Materialismo e idealismo, soggettivismo e oggettivismo si contrappongono espropriando la Bellezza. In un’epoca contemporanea che annulla le coscienze occorre, come unico atto di salvezza, restituire l’essenza all’essere, contro la frenesia del consumismo e la vanità del possesso. Le opere donate dai ragazzi sono testimonianza di una bellezza figlia dell’armonia universale, ennesimo rinnovamento di quella dialettica tra etica ed estetica oggi spesso soffocata da un bieco individualismo e piegata da una rivoluzione tecnologica disumanizzante».

Protagonista del progetto è l’Ospedale San Vincenzo di Taormina, con i suoi medici, il personale, le famiglie e con chi è costretto a passare da quel tunnel nero che è la malattia.

«La Cura dell’Arte per chi soffre: un potere maieutico e terapeutico che s’innesta in un luogo impregnato di dolore. L’Arte e la Bellezza, dunque, per offrire un sollievo, una cura spirituale, prima ancora che fisica. Il mio ringraziamento va ai dirigenti e a tutto il personale dell’ospedale che hanno accolto il progetto, aprendo le porte della struttura ai giovani e alla gioia condivisa; ai presidi e agli insegnanti che hanno sposato la via della conoscenza quale strumento di contrasto al nichilismo imperante; a tutti gli studenti coinvolti – e sono migliaia – che lasceranno un’impronta di speranza, proiettando la luce del futuro. La rifondazione di un nuovo umanesimo passa dal recupero dei valori, dell’educazione, della convivenza sociale e della coscienza civica. Un percorso salvifico che restituisce essenza».

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