Rinnovato il Consiglio Generale della Fondazione Giorgio Cini

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Isola di San Giorgio Maggiore
Palazzo Cini

Venezia – Rinnovato il Consiglio Generale della Fondazione Giorgio Cini. Giovanni Bazoli è stato confermato alla guida della Fondazione. Ugo Campaner, Renata Codello e Luisa Delgado nominati nuovi membri del Consiglio Generale. Si è riunito il Consiglio Generale della Fondazione Giorgio Cini, presieduto da Giovanni Bazoli. All’ordine del giorno vi era il rinnovo del Consiglio per il triennio 2017-2019 e l’approvazione del bilancio consuntivo per l’anno 2016. Giovanni Bazoli, alla guida della Fondazione veneziana dal 2001, è stato confermato Presidente; il Consiglio Generale ha visto invece la nomina di tre nuovi membri: Ugo Campaner, rappresentante della Compagnia della Vela, ente membro di diritto statutario della Fondazione, Renata Codello, Segretario Regionale del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo per il Veneto, e Luisa Delgado, Amministratore delegato di Safilo Group. Nel corso del 2016 la Fondazione Giorgio Cini ha curato, in autonomia o in coproduzione con altri enti, la concezione, produzione, gestione, promozione, comunicazione e distribuzione di 91 eventi culturali. Il quadro complessivo è arricchito dalla pubblicazione di 28 titoli tra libri, cataloghi, riviste e prodotti editoriali multimediali. Inoltre, anche nel 2016 la Cini ha promosso – attraverso il suo Centro Internazionale di Studi della Civiltà Italiana intitolato a Vittore Branca – l’attività di ricerca nei diversi ambiti delle discipline umanistiche, offrendo a 162 studiosi, tra giovani ricercatori e accademici affermati, l’opportunità di trascorrere un periodo di ricerca a Venezia, di lavorare nella Biblioteca della Manica Lunga e di avere accesso agli straordinari archivi della Fondazione Giorgio Cini, che nel 2016 si sono ulteriormente arricchiti ricevendo importanti donazioni. Tra le nuove acquisizioni si ricordano in particolare: l’archivio personale del compositore, teorico, didatta e organizzatore musicale Franco Oppo; l’archivio personale del noto regista e critico teatrale Maurizio Scaparro e lo straordinario archivio del gallerista e collezionista Carlo Cardazzo e del figlio Paolo, che documenta la storia della Galleria del Cavallino di Venezia, dal 1942 ai primi anni del Duemila. Tra gli eventi più significativi organizzanti dalla Fondazione Cini nel 2016 si ricorda la realizzazione del nuovo auditorium “Lo Squero”, progetto di riqualificazione funzionale che ha trasformato un edificio ottocentesco sull’Isola di San Giorgio Maggiore, dove un tempo si costruivano e riparavano imbarcazioni, in una sala da concerti panoramica e dall’acustica eccezionale. L’intervento, realizzato dagli architetti Cattaruzza e Millosevich con il contributo del Provveditorato Interregionale per le Opere Pubbliche del Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia e della Fondazione Virginio Bruni Tedeschi, ha vinto il premio speciale della giuria del prestigioso premio di settore RI.U.SO05. Nel 2016 è stato inoltre avviato il progetto “Replica”, grazie al quale nell’arco di circa tre anni saranno digitalizzate tutte le fotografie (oltre un milione) della preziosa fototeca dell’Istituto di Storia dell’Arte. Il progetto – che non è esagerato definire epocale – si configura anche come un modello per le grandi istituzioni pubbliche e private che si propongono di salvare, valorizzare e promuovere le loro raccolte documentarie. Frutto di una collaborazione internazionale tra il Digital Humanities Laboratory (DHLAB) dell’École polytechnique fédérale di Losanna e la Fondazione Giorgio Cini (nell’ambito della Venice Time Machine, iniziativa realizzata dell’École polytechnique fédérale di Losanna in partnership con Università Ca’ Foscari e Archivio di Stato di Venezia e con il sostegno della Fondation Lombard Odier), Replica si pone l’obiettivo ultimo di realizzare un motore di ricerca con chiavi iconografiche dedicate agli artefatti pittorici e architettonici. Nel 2016 la Fondazione Giorgio Cini ha reso anche omaggio a Vittorio Cini presentando al pubblico, per la prima volta riuniti, i dipinti veneti della sua collezione. “Capolavori ritrovati della collezione di Vittorio Cini” è stata un’eccezionale esposizione di capolavori realizzati dai più grandi artisti veneti dal Trecento al Settecento, come Crivelli, Tiziano, Lotto, Guardi, Canaletto e Tiepolo ospitata al secondo piano della Galleria di Palazzo Cini a San Vio, casa-museo del grande mecenate. Altra iniziativa esemplare realizzata nel 2016 perché ha rappresentato l’apice di un progetto di valorizzazione e ricerca di una delle collezioni più preziose conservate a San Giorgio è stata “Mindful Hands. I capolavori miniati della Fondazione Giorgio Cini”. L’esposizione, frutto di un lavoro durato quasi quattro anni, ha inoltre stabilito un nuovo standard qualitativo a livello mondiale nella presentazione al pubblico dei codici miniati. Il bilancio d’esercizio relativo all’anno 2016 si è invece chiuso secondo le previsioni.

Fondazione Giorgio Cini Onlus, Isola di S.Giorgio Maggiore, Venezia

longo@gdmed.it

Giuseppe Longo

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