La mostra fotografica “Females” di Ornella Mazzola … tra le donne

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Palermo – Il complicato mistero che sta dietro a “quello che le donne non dicono” viene svelato in una celebre canzone, ma le intense immagini realizzate dalla fotografa palermitana Ornella Mazzola riescono a darne una rappresentazione garbata ed efficace.

La mostra è stata allestita nella suggestiva Cripta dell’antica chiesa di Santa Maria del Piliere e, anche se non si tratta del primo evento espositivo ospitato in ambienti simili, la scelta di un luogo così estraneo alla mondanità risulta appropriato ed emozionante.

I soggetti fotografati dalla Mazzola, non solo sono tutti di genere femminile, ma rappresentano donne di diverse generazioni e, soprattutto, appartengono tutte alla sua stessa famiglia. Risulta, inoltre, evidente la stretta relazione tra le bambine, le giovani o le signore più anziane e gli angoli domestici, con i caratteristici arredi familiari, degli ambienti che le circondano.

Non si tratta di istantanee, ma dei cosiddetti “ritratti posati” e ciascuna delle parenti-modelle ha assunto delle pose che rispondono a delle raffinate “geometrie esistenziali” che arricchiscono l’immagine fissa di una valenza psicologica.

L’età delle donne dei ritratti fotografici esposti varia dall’infanzia alla senilità, eppure può sembrare che si tratti di una serie di “originali autoritratti” perché la mia personale impressione è che dietro ogni donna della sua famiglia la fotografa sia riuscita nel tentativo, più o meno consapevole, di cogliere anche qualcosa di se stessa.

Cripta S.M.Piliere

L’interessante progetto “Females” è stato promosso dall’Associazione Amici dei Musei Siciliani e il critico d’Arte Maria Teresa Salvati ha scritto per l’autrice un adeguato testo critico.

La mostra fotografica di Ornella Mazzolla “Females”, curata da Pamela Bono, è ancora visitabile il sabato e la domenica (22-23 settembre e 29-30 settembre) all’interno della Cripta della Chiesa di Santa Maria del Piliere, piazzetta Angelini n°1 (di fronte Palazzo Branciforte) a Palermo. L’ingresso è libero, ma è gradita una offerta volontaria.

Andrea di Napoli

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