Gaetano Lo Monaco Celano, il cantastorie dei pupi siciliani

486

Palermo – Le tradizioni siciliane sono importanti, fanno parte della nostra storia e della nostra vita, come l’opera dei pupi della quale si hanno già notizie nel 1700, i cui protagonisti sono Carlo Magno e i suoi paladini, personaggi contenuti nei romanzi e nei poemi del ciclo carolingio, della storia dei paladini di Francia e dell’Orlando furioso. Le marionette sono appunto dette pupi dal latino “pupus” che significa bambino. Oggi voglio raccontare la storia di chi vuole continuare questa tradizione, tra mille difficoltà, di chi mette passione e cuore come Gaetano Lo Monaco Celano.

Gaetano, nasce a Palermo nell’ antico quartiere del Capo, nipote del noto cuntista palermitano Don Peppino Celano esperto maestro dell’arte drammatica, in particolare del “cuntu”, e valente costruttore di pupi siciliani. Gaetano cresce tra i vicoli di quella Palermo vecchia respirando l’aria del mercato dove echeggiavano parole come le “abbanniate”, dei venditori e il profumo dei panni stesi che inondava quelle stradine popolate. L’amore per i pupi di Gaetano cresce imitando il nonno che si dedicava alla costruzione dei pupi davanti il proprio teatrino in vicolo Pilicelli – 5, attivo fino agli anni 60.

Amici di famiglia che risiedevano in America un giorno gli regalarono dei giocattoli, come Big Jim, e Gaetano li trasformava usando le forbicine della nonna, del filo elettrico e delle lattine di coca cola riciclate e armava di vero pugno, con elmi, corazze, gambali e spade sotto gli occhi stupiti dei familiari, dando vita a Orlando, Rinaldo e i paladini che aveva a casa.

Sin da piccolo Gaetano si contraddistingue per la sua grande manualità nel costruire, la madre riusciva a tenerlo impegnato grazie a un piccolo martello, che ancora possiede per ricordo, e 50 lire di chiodini comprati da uno calzolaio , così trascorreva il tempo a piantarli finché non finivano i chiodi o magari non si schiacciasse un dito.

Nel 1973 purtroppo il nonno Peppino Celano muore in un tragico incidente, portando via con se un pezzo di storia del rione Capo; la tradizione di famiglia sembrava compromessa, ma in Gaetano cresceva la voglia di continuare la maestranza e la tradizione della magia dei cunti del nonno, e riuscì grazie all’aiuto attraverso i ricordi di sua madre, e allo zio Rosario Celano che sin da piccolo seguiva il padre Peppino, che gli fece da maestro raccontandogli le storie con il dialetto e i gesti che contraddistinguono la postura dei cuntastorie.

Il debutto sul palcoscenico di Gaetano Lo Monaco Celano avviene al Teatro Montevergini con lo spettacolo I 4 cunti per la regia di Fabrizio Lupo, Gaetano lo si può incontrare dove ancora continua la tradizione antica di costruire i pupi nel vecchio vicolo Pilicelli – 5, o seguire anche  attraverso il suo profilo instagram.

Francesco Paolo Arduino

Il M° Gaetano Lo Monaco Celano nel suo laboratorio
CONDIVIDI