L’effimero barocco di due carnevali romani

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Firenze – “Il carro d’oro di Johann Paul Schor. L’effimero splendore dei carnevali barocchi”. Uffizi, a Palazzo Pitti una mostra fa rivivere i carnevali barocchi. In esposizione insieme ad altre opere il grande dipinto del ‘Carro d’oro’ di Johann Paul Schor, dal 19 febbraio fino al 5 maggio.

L’effimero barocco di due carnevali romani

«Il 28 febbraio del 1664, giovedì grasso, uno spettacolare corteo carnevalesco ispirato al mito delle Esperidi, ninfe leggendarie custodi del giardino dei pomi d’oro, attraversò il centro di Roma fino a giungere dinnanzi al palazzo del principe Giovan Battista Borghese, promotore della straordinaria mascherata. Dominava il corteo una grandiosa macchina intagliata, dorata e ornata di fiori: era questo il Carro d’oro progettato da Johann Paul Schor così come tutto il magnifico apparato destinato a durare lo spazio di un pomeriggio.

Nella parte apicale del Carro, culminante in “una selva con pomi d’oro”, erano seduti trionfalmente, in vesti di Esperidi con abiti laminati in oro, il principe Borghese insieme ai nobili cognati Chigi e Boncompagni; le ninfe, che precedevano e accompagnavano il Carro distribuendo centinaia di pomi di zucchero dorato, erano caporali e soldati di casa Borghese in abiti di taffettà e raso giallo oro.

I documenti – ora pubblicati – ricordano che per la fattura delle ghirlande furono necessarie 25 mila foglie dorate e “parecchie giornate e notti per accomodar le fronde all’arbore del carro”.

Schor trasse alcuni spunti per gli apparati del Carnevale del 1664 da una precedente grandiosa festa svoltasi la notte del 28 febbraio del 1656 in onore della regina Cristina di Svezia, allora da poco convertitasi al cattolicesimo. Anche a questi apparati Schor collaborò, in qualità di aiuto di Gian Lorenzo Bernini.

Il dipinto prestato in quest’occasione, eccezionalmente, dal Museo di Roma testimonia, grazie alla pittura di Filippo Gagliardi e Filippo Lauri, la celebre Giostra dei Caroselli svoltasi nel cortile di Palazzo Barberini per il Carnevale del 1656 in onore di Cristina di Svezia.

Sia questo dipinto, sia il dipinto col Carro d’oro sono documenti unici e preziosi della grandiosità effimera dei carnevali barocchi che con i loro apparati stupefacenti erano soprattutto momenti di propaganda e affermazione sociale delle potenti famiglie aristocratiche che li promuovevano».

Sala delle Nicchie, Galleria Palatina, Palazzo Pitti, Firenze

Info e prenotazioni: Firenze Musei 055.294883

Servizio visite guidate

Info e prenotazioni:

Firenze Musei 055.290383

Email: e-mailfirenzemusei@operalaboratori.com

Sito web: www.uffizi.it

Foto a corredo dell’articolo: Filippo Gagliardi (Roma 1606-1659)e Filippo Lauri (Roma 1623-1694). Carosello a Palazzo Barberini in onore di Cristina di Svezia nel Carnevale del 1656. 1656-1657 circa. olio su tela. Museo di Roma, Roma

longo@gdmed.it

Giuseppe Longo

 

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