Risvegli Culturali (n.2). (Ovverossia: concilio argomentale in incontri tardoinvernali)

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Cefalù (Palermo) – Dopo le molteplici presentazioni di testi di poesia e di prosa, in lingua e in vernacolo, più o meno pubblicati su blog telematici locali e su antologìe o su libri a tiratura regionale e nazionale, eccellente frutto della linfa intimistica di plurimi noti autori contemporanei conterranei (testi laboriosi per più versi apprezzabili ma qualche volta alcuni meno), dopo esibizioni più o meno interessanti realizzate nel fastoso proscenio del teatro cittadino, il ritorno ad un passato storiografico di tutto rispetto, un passato che ha messo in contatto personaggi lungimiranti del calibro d’un Ruggero II d’Altavilla con l’evo moderno, un fisiologico passaggio di consegne da un’era all’altra, da un habitat conoscitivo ad un’altro, la conferenza di iersera, 1° Marzo, dall’emblematico titolo “Ruggero II: il sovrano di una problematica multiculturalità” tenutasi da parte dell’illuminato Prof. Francesco Paolo Tocco dell’Università degli studi di Messina nella sala consiliare detta “delle Capriate” di questo nostro glorioso Comune, non può che rappresentare una positiva fase di bilancio, un mirifico ideale consuntivo tendente, nelle sue linee generali, a riscoprire i legami che intercorrono fra i precedenti stimoli culturali a quelli attuali.

Indetta all’insegna dell’Organismo “Incontri in biblioteca, dalle parole ai libri”, sotto il patrocinio del Comune di Cefalù, dell’Assessorato alle politiche culturali e della locale Biblioteca Comunale, con la collaborazione del liceo artistico Diego Bianca Amato degnamente rappresentato, seppure non in forma ufficiale, dall’avvenente Prof.ssa Rosalba Gallà, insostituibile elemento propulsore nella economia scolastica del prefato Istituto, dopo gli istituzionali saluti profferti dall’Assessore alle dette Politiche Culturali, Prof. Vincenzo Garbo, in nome proprio ed anche in rappresentanza del Sindaco Rosario Lapunzina non presente al simposio per motivi d’ufficio, e dal Prof. Daniele Tumminello, Vice Presidente del Consiglio Comunale, che ha fatto gli onori di casa, eminenti e validi rappresentanti della nostrana vita cittadina, i quali, con preliminari forbite disamine, non hanno mancato di mettere l’accento sul tema della conferenza ponendo anche in luce le iniziative culturali che di volta in volta il Comune di Cefalù indice ed indirà nel presente e nel prosieguo, il programmato incontro di cui è cenno si è svolto in un clima suasivo e di estrema familiarità; modus agendi che ha suscitato e mantenuto vivo il costante interesse degli scelti intervenuti.

Introdotto dalla sagace loquela del Presidente del Consiglio della predetta biblioteca, Prof. Giuseppe Saia, cattedratico personaggio aduso a consimili colte presentazioni nonché moderatore d’eccezione per l’occasione, ha, infatti, preso la parola l’illustre Prof.Tocco, sopra già menzionato.

Superfluo rimarcare le molteplici benemerenze del Medesimo; ma per chi non lo avesse ancora a conoscere spendiamo qualche larvale riferimento, seppure carente, sulle molteplici attività culturali dallo Stesso portate avanti ed al costante impegno che in esse Egli ha profuso.

Laurea in lettere classiche nel 1990 a Palermo col massimo dei voti e lode; Dottorato di Ricerca in storia Medievale nel 1996 conseguito pure a pieni voti con la tesi “Niccolò Acciaiuoli. Vita e politica in Italia alla metà del XIV secolo”.

Tra il 1998 e il 2000 il Prof. Tocco intraprende una capillare ricerca su “I Maestri Razionali del Regno di Sicilia sotto Alfonso d’Aragona” e, nell’ambito del data-base del “Censimento dei santuari italiani”, si interessa ai sacrari cristiani allocati nella Sicilia Occidentale; conduce una ricerca su “Poteri autonomi ed enti ecclesiastici in Sicilia nei secoli XIV-XV” coordinata, poi, dall’apprezzato Prof. Sodale. Nel 2002 lo vediamo ricercatore di Storia Medievale all’Università degli Studi di Messina, nel quale ateneo, presso la facoltà di Lettere e Filosofìa e sino all’anno accademico 2011, insegna varie materie attinenti alla detta disciplina, all’archivistica ed all’esegesi delle fonti storiche.

Pubblica tre monografie: “Tra memoria e identità. La parabola insediativa di una famiglia fiorentina nella Sicilia tardomedievale: I Buondelmonti di Sciacca”, connubio tra storia familiare e storia sociale sciacchitana inserito nella dinamica realtà urbana della Sicilia dello stesso periodo; “Il regno di Sicilia tra Angioini e Aragonesi” e, la terza, su Ruggero II d’Altavilla, nella quale l’operato del monarca normanno viene focalizzato in chiave di imperialismo mediterraneo.

Nel 2010 licenzia alle stampe un volume miscellaneo sui centri minori dell’Italia medievale, “Ante quam essent episcopi erant civitates…”. Il testo, diviso in due sezioni, considera una parte dedicata alle principali aree politico-istituzionali della penisola italiana e della Sardegna e l’altra incentrata su alcune realtà minori siciliane con un particolare personale riferimento a Sciacca.

Invitato in plurimi convegni, tratta svariati argomenti: dalle realtà sociali di Sciacca, Palermo e Messina ai rapporti tra Bonifacio VIII e Carlo II d’Angiò; dalla dimensione religiosa della Sicilia tardomedievale alla presenza della nobiltà di origine toscana nel Mezzogiorno d’Italia e in Sicilia; dalla costruzione storiografica dell’identità siciliana all’evoluzione insediativa della Sicilia tardomedievale.

Nel 2003 organizza a Sciacca un convegno su “Identità e autonomie nelle città minori dell’Italia mediterranea tardomedievale” (questa tardomedievalità è una interessante costante che connota le opere del Nostro!). Nel 2005 cura presso la facoltà di lettere dell’Università di Messina l’organizzazione di una giornata di studi su “La Sicilia di Antonello e la Toscana del rinascimento: due realtà a confronto nella transizione fra Medioevo ed Età Moderna”, argomenti fondamentali su due periodi storici conseguenti che determinano e caratterizzano il suo non indifferente impegno letterario.

In seguito fà anche parte della segreteria scientifica del convegno internazionale, organizzato dal Prof. Enrico Pisapia e patrocinato dall’Università degli Studi di Messina, dal titolo: “Politica, società e cultura nella Sicilia aragonese e nei paesi del mediterraneo”. Nel 2007 a sua volta organizza a Spadafora una ulteriore giornata di studi sul tema: “Le terre degli Spadafora. Alla radice di un processo di lunga durata”.

Numerose le attuali iniziative in itinere che lo impegnano e coinvolgono: un approfondimento sulla presenza degli Acciaiuoli nell’Italia Meridionale e nel Mediterraneo orientale tra il XIV e il XV secolo, lavoro finalizzato alla stesura di una analitica monografia sull’argomento e, nel contempo, focalizza il suo interesse sulla realtà politica, economica e sociale di Sciacca nel più ampio contesto storico della dimensione sociale siciliana del quattrocento; ciò al fine di pervenire ad un particolareggiato studio sui ceti dirigenti isolani della popolazione dei quartieri palermitani con particolare riferimento a quello dell’Albergherìa.

Attraverso le accurate scelte semplici parole dell’addottrinato relatore, il cui ameno modo di porgere non alieno da facili battute di spirito ha suscitato il comune gradimento sia verso di lui che verso la materia trattata, la riesumata figura di Ruggero II d’Altavilla, lungimirante sovrano primo monarca assoluto del regno di Sicilia e fondatore della cattedrale di Cefalù, che viene fuori dal contesto assume quasi una luce nuova: quella di una personalità complessa di sagace condottiero, di grande stratega, ma, soprattutto, di accorto diplomatico al quale non sono estranei molteplici interessi culturali e le cui ambiziose e coerenti realizzazioni politiche connotano sottaciute aspirazioni imperiali mediterranee centrate sia sulla nostra isola che sugli stati viciniori.

Sotto la oculata amministrazione di tale colto storico personaggio il fondato regno raggiunse una tale potenza e fioritura artistica e culturale da suscitare sia l’ammirazione che l’invidia e l’odio dei contemporanei. Precipua eredità che poi è passata parzialmente nelle mani di un suo degno successore, il celebre nipote Federico II di Svevia.

L’intervento del Prof. Tocco ha evidenziato, altresì, gli aspetti sociali più reconditi che hanno permesso la convivenza, più o meno pacifica, fra musulmani e cristiani dell’epoca; difficile commistione resa possibile dalla lungimiranza di Ruggero II che purché ognuno rispettasse le leggi da lui emanate consentiva che ogni cittadino si regolasse secondo le proprie.

La Prof.ssa Patrizia Di Fatta, designer d’eccezione ed insegnante della collaterale materia presso il ripetuto Liceo Artistico, ha illustrato le trame tessili con cui sono stati confezionati due vestiti femminili, presenti in sala su manichini, che riecheggiano, l’uno i motivi ed i colori ornamentali che connotano il manto regale indossato dal monarca Ruggero II, a prestar fede alla leggenda al momento dell’incoronazione in Palermo, e l’altro certe squisite decorazioni che impreziosiscono in alcuna sua parte la prestigiosa normanna cattedrale di Cefalù; le dette due confezioni nel recente passato hanno formato oggetto di un fantasioso serale defilé organizzato nella nostra cittadina.

Fra lo scelto pubblico, dal seno del quale, alcuni, alla fine del pregevole intervento del relatore, non hanno mancato di interloquire col Medesimo avanzando delle pertinenti domande sull’esposto assunto ed ottenendo delle esaurienti risposte (e fra questi ultimi i Sigg. Saro Fava, la Sig.ra Rosalinda Brancato, titolata in importanti Organismi culturali, ed altri a me non noti), il Dr. Toti Coco, accreditato professionista presso il locale nosocomio nonché sensibile filmaker d’eccezione, l’arch. Salvatore Giardina, la poetessa Antonietta Castelli, la scrittrice Santa Franco, il Prof. Re col suo fedele cane (che mi parve, studiando la sua serafica fisionomìa, che volesse chiedere qualcosa anche lui), la Dott.ssa Daniela Mendola, esperta in studi storici ed antropologici, il Dr. Maccarrone, preclaro Dirigente della locale Azienda del Turismo, lo scultore Sebastiano Catania al quale si deve un interessante

Giuseppe Maggiore, scrittore e regista cinematrografico

studio in terracotta di encomiabili femminili nudi parossistici e l’attraente Miriam Cerami, insegnante e scrittrice, nonché coordinatrice dell’Associazione culturale Sicilia Antica; e, “non ultima”, la Prof.ssa Rosalba Gallà di cui s’é detto sopra.

Ha chiuso gli interessanti conversari l’Assessora Dott.ssa Tania Culotta, impegnata in varie branche del settore “edilizia” nei meandri del nostro Comune, disquisendo, dopo i saluti ed i ringraziamenti finali di rito, anche sull’opportunità di moltiplicare tali incontri culturali che indubbiamente rappresentano un proficuo aggiornamento alle nostre, seppur plurime, conoscenze.

Giuseppe Maggiore

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