Iconogrammi, dipinti alfabeti. La mostra personale di Massimo Pulini

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Roma – Nelle ultime opere, recentemente esposte anche al Museo Diocesano di Massa, Pulini fa omaggio al potere misterioso e dinamico delle parole e delle immagini quali fattori fondativi nella vita dell’autore. Utilizzando lastre di vetro e di plexiglass, l’artista ha condotto un primo ciclo di 105 opere dipingendo quattro alfabeti – latino, greco, ebraico e arabo, “le colonne del mondo nel quale sono nato e vissuto”, come lui stesso ci dice.

Le raffigurazioni di base corrispondono ai grandi generi della storia pittorica, sono ritratti, nudi, nature morte e paesaggi, un repertorio che Pulini ha frequentato anche nella sua lunga esperienza di storico dell’arte, che lo ha fatto divenire specialista dell’epoca barocca. Le lettere si fondono con i soggetti rappresentati, creando un insieme inedito. L’accostamento di queste due dimensioni, immagine e parola, apporta un nuovo significato e apre a ulteriori narrazioni.

I caratteri alfabetici – spiega l’artista – sono i simboli di una chimica del linguaggio, che legano i fonemi alle persone, i nomi alle cose. Una lettera è come una figura in posa, può contenere già tutta la parola, l’azione; un intero racconto, prima ancora di averlo letto.”

Massimo Pulini (Cesena, 1958) è titolare della Cattedra di Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna. Da più di tre decenni svolge un’intensa attività artistica, che lo ha portato ad allestire mostre personali in musei italiani, francesi, inglesi e spagnoli. Nel 2000, invitato da Maurizio Calvesi, ha allestito una propria installazione nella mostra Novecento alle Scuderie del Quirinale.

La carriera artistica di Pulini inizia nei primi anni Ottanta quando prende parte a mostre curate da critici come Calvesi, Italo Tomassoni e Italo Mussa che sono all’origine di gruppi variamente definiti coma Anacronisti, Ipermanieristi o Pittura Colta. Abilità pittoriche di stampo tradizionale e attenzioni alla storia dell’arte creano un mix che ha un forte appeal in un mondo critico e artistico che sta riscoprendo mezzi espressivi ormai abbandonati e si sta incanalando verso un ritorno alla figurazione. La sua ricerca personale ha varie stagioni e si distingue anche per l’utilizzo di numerosi mezzi espressivi, ma costanti rimangono i suoi interessi nei confronti della storia della pittura e della memoria. 

Numerose sono le sue partecipazioni a mostre collettive e tra quelle personali si segnalano quelle a Villa Adriana di Tivoli (1997), al Palazzo della Pilotta di Parma (1999), alla Galleria di Arte Moderna e Contemporanea del Comune di San Gimignano (2003), le antologiche della Saline Royale di Besançon (1997) e all’Istituto Italiano di Cultura a Londra (2006). Tra i lavori di maggiore impegno dimensionale si citano la decorazione della volta di una delle stanze degli appartamenti papali in Vaticano (2002) e il velario del Teatro Bonci di Cesena.

In qualità di storico, Pulini ha redatto numerosi saggi sulla pittura italiana del XVI e XVII secolo e curato varie esposizioni museali come le monografiche di Guercino (Milano, Palazzo Reale, 2003-2004; Londra, Dulwick Gallery, 2005) e del Sassoferrato (Cesena 2009). A lui si devono importanti scoperte e nuove attribuzioni che hanno arricchito il corpus delle opere di artisti quali Lorenzo Lotto, Annibale e Ludovico Carracci, Caravaggio, Guercino, Alessandro Turchi, Guido Reni, Simone Cantarini, Guido Cagnacci e numerosi altri. Per la casa editrice Medusa ha pubblicato quattro libri, riuniti nella raccolta La coperta del tempo (2008) e il monologo teatrale Caravaggio, nero fumo (2010). Con le edizioni Carta Canta ha pubblicato due romanzi: Gli inestimabili e Mal’occhio dedicato alla prima stagione artistica di Guercino.

Hanno scritto testi critici su Massimo Pulini: Mariano Apa; Adriano Baccilieri; Paolo Balmas; Rossana Bossaglia; Maurizio Calvesi; Luciano Caprile; Maurizio Cecchetti; Claudia Collina; Rosita Copioli; Roberto Daolio; Andrea Emiliani; Lucia Fornari Schianchi; Franco Solmi; Sabrina Foschini; Eleonora Frattarolo; Giuseppe Gatt; Sergio Guarino; Domenico Guzzi; Sir Denis Mahon; Gianluca Marziani; Gabriello Milantoni; Italo Mussa; Giancarlo Papi; Paolo Portoghesi; Concetto Pozzati; Carlo Ragghianti; Eugenio Riccomini; Lorella Scacco; Claudio Spadoni; Carlo Federico Teodoro; Italo Tomassoni; Marisa Vescovo; Marco Vallora; Claudia Zanfi.

Vernissage e cocktail: giovedì 7 e venerdì 8 marzo

dalle 18.00 alle 22.00

Massimo-Pulini_A_Olio-su-plexiglass_130-x-100-cm
Massimo-Pulini_Arabo—BAA_Olio-su-vetro_18-x-24-cm
Massimo-Pulini_Arabo—HAA_olio-su-vetro_18-x-24-cm
Massimo-Pulini_G_olio-su-plexiglass_130-x-100-c
Massimo-Pulini_Latino-B_olio-su-vetro_24-x-18-cm
Massio-Pulini_Latino-Z_olio-su-vetro_24-x-18-cm

RvB Arts – Via delle Zoccolette 28, Roma

la mostra resterà aperta fino a martedì 16 aprile

orari: 11:00-13:30 e 16:00-19:30; domenica e lunedì chiuso

Curatrice e organizzazione: Michele von Büren di RvB Arts

Testo critico: Luisa Grigoletto

info 3351633518 | www.rvbarts.com

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