I concerti di massa e i decibel non sono compatibili con la conservazione dei teatri greci e romani!

55

 

Teatro Greco di Taormina trasfigurato e trasformato in uno stadio rischia di non essere riconosciuto dall’Unesco come patrimonio dell’umanita’!

Catania – Per interessi che nulla hanno da spartire con quelli pubblici ovvero della primaria garanzia della conservazione dell’identità quali documento ‘vivente’ storico dei Teatri classici , Greci e Romani, per tutto il periodo estivo vengono di fatto “privatizzati” e trasformati, trasfigurandoli e depauperandoli, in un mero stadio, così come il Teatro Greco di Taormina, il più conosciuto al mondo,   rischiando tra l’altro di non essere riconosciuto dall’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità, come invece dovrebbe essere da decenni.

Non vi sono dubbi che la serie di concerti di musica ad alta amplificazione con livelli di decibel molto oltre i limiti previsti per legge ed un numero di spettatori che vada oltre la sostenibilità strutturale dell’architettura dell’antico teatro Greco, nato per opere teatrali soft come tragedie, commedie e musica classica ( forse per aumentare e non di poco gli incassi che in gran parte andrebbero a beneficio di chi propone gli spettacoli lasciando alla Regione al Comune sono ‘briciole’) e non possono che depaupera la delicata muratura del monumento, in particolare della cavea già ridotta ai minimi termini, antica di oltre 2300 anni.

Per tutto ciò ci chiediamo perché i teatri classici, come quello Greco di Taormina, vengano a dispetto della normativa vigente sfruttati costantemente oltre ogni razionale limite per essere trasformati in veri e propri stadi calcistici , stravolgendone l’immagine storica e l’ intrinseca bellezza, con un sovraccarico non indifferente di strutture che lo ricoprono in gran parte con il rischio di fare dimenticare agli spettatori di trovarsi all’interno di un monumento millenario.

Forse perché – afferma il Portavoce Alfio Lisi – i Sovrintendenti, in primis, che dovrebbero gestire e proteggere il bene nel rispetto dell’articolo 1 (Princìpi) del Codice dei Beni Culturali, L.142 del 2004,  al comma 1 così recita,  “In attuazione dell’articolo 9 della Costituzione, la Repubblica tutela e valorizza il patrimonio culturale in coerenza con le attribuzioni di cui all’articolo 117 della Costituzione e secondo le disposizioni del presente codice”, oltre alle numerose Convenzioni e Carte internazionali sui teatri classici come quella di Verona del 1997 e quella di Siracusa del 2004, non hanno quell’autonomia che il loro incarico dovrebbe garantire loro?

Teatro taormina

Non basta che l’Assessore regionale ai Beni Culturali in seguito alla sensata proposta allarmata del Sindaco di Taormina ridimensiona il numero di concerti che si dovranno tenere quest’estate e portandole dai ben 52 dell’anno scorso a 32, se verrà rispettato l’impegno dichiarato in questi giorni tramite organi di stampa, ci vuole molto di più per rispettare in primo luogo la normativa nazionale sulla conservazione dei beni culturali che viene dimenticata e non fatta rispettare in toto e non certo per portare ricchezza a Taormina, né tanto meno turismo culturale che invece viene sacrificato a beneficio di concerti insostenibili per il loro impatto sul fragile monumento, che peraltro si potrebbero/dovrebbero realizzare nel moderno palazzo dei Congressi che invece rimane sotto utilizzato.

Sicuramente, a nostro avviso, se i Sovrintendenti ai beni culturali provinciali della Sicilia non fossero incaricati dal governo politico regionale di turno, ma, come i direttori dei Musei statali tramite concorso internazionale, che metta in primo piano autonomia, competenze ed esperienze sul campo, sicuramente potrebbero esprimere i loro pareri senza alcun condizionamento politico ovvero nella massima e garantita autonomia (senza paura di essere sostituiti come accade con Sovrintendenti che si mettono, anche se raramente, di traverso) e, soprattutto, nel rispetto dei beni culturali siciliani e della normativa vigente.

Ph:Il Teatro greco di Taormina trasformato in uno stadio

CONDIVIDI