Mirabilia

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Giuseppe Maggiore, scrittore e regista cinematrografico

 

Cefalù (Palermo) – Il dibattere, il discutere, il dissertare, l’innovare il dialogo con appropriate veridiche intuizioni intercalandolo con musiche e canti, monologhi e quant’altro, l’esprimere un parere stillato dalla conoscenza, dal gusto, dall’esperienza d’una vita e d’una professionalità mature profferte a beneficio di quanti sono attratti dall’arte, suprema panacea che innalza l’essere umano sino alle più alte vette di un empireo elegiaco e subliminale mondandolo dalle terrene pastoie che l’esistenza non lesina mai ad alcuno, argomentando su problemi d’attualità e di imprescindibile culturale sostanza, è il supporto ideologico, la pietra filosofale, l’intimistica essenza primordiale, il leitmotiv che alimenta e dà forza all’impegno a mantenere viva e costante quella tradizione sociologica, che più che una tradizione è verosimilmente una dimensione catartica, che ha da sempre accostato l’uomo al suo ambiente rendendolo partecipe del corale afflato cosmogònico.

Ed è in tale filone ed in tale spirito che s’innesta e si situa la conosciutissima trasmissione dall’esemplificativo titolo “Incontro con l’Arte” avvenuta lo scorso 24 Marzo nei prestigiosi studi televisivi di “Radio Cammarata Cefalù”, messa in onda in diretta streaming su “federico cammarata tv” e sulla pagina facebook “adriano cammarata”, condotta da Pino Simplicio sotto la regìa di Adriano Cammarata nel collaudato palinsesto “Scusi…permette?”, che, indubbiamente, col suo lungo permanere, ha fatto storia.

Incontro al quale si è potuto accedere durante il suo dispiegarsi intervenendo estemporaneamente e direttamente per via telefonica onde esprimere i propri commenti ed interloquire con i vari relatori presenti.

In buona sostanza Simplicio ha invitato attorno ad un tavolo munito di microfoni quattro artisti di eterogenea estrazione culturale, i quali, nel caso in esame, attraverso l’orpello del narrare, dell’affabulare, del disquisire, del recitare, del suonare e del cantare, hanno dato vita ad un simposio d’autore da cui è scaturito un interessante dibattito culturalmente indefettibile ed apprezzabilmente costruttivo; dibattito che in determinate altre occasioni ha trattato di particolari tematiche che spaziano dai vaccini obbligatori agli esiti delle riunioni tenutesi all’U.S.R., dalle assemblee dei dirigenti scolastici e diffide agli scioperi indetti dall’UDIR, dalla complessità delle funzioni del dirigente scolastico a quant’altro.

Cliché, modus operandi e sistema che da sempre hanno coinvolto l’attenzione e l’interesse dei cultori degli argomenti trattati.

Primo (inter pares) fra questi quattro personaggi che hanno animato la seduta del predetto 24 Marzo u. sc., Nicolò D’alessandro, pittore che ha sempre promosso la Sicilia nel mondo; nato a Tripoli vive a Palermo. Narratore d’eccezione, partecipa alla vita artistica dal 1961 e si interessa di ricerca estetica contribuendovi con scritti critici. Firma scene e costumi in spettacoli teatrali e collabora come direttore artistico per alcune Case editrici. E’ autore di un prestigioso disegno a china dall’enigmatico titolo”La valle dell’apocalisse”.

A seguire, Emanuela Davì, attrice, cantante e performer che basa su un approccio squisitamente narrativo il suo rapportarsi all’arte, voce recitante, danzatrice, designer e architetta. Il suo è un ampio affascinante percorso di vita che intreccia svariate esperienze: dagli studi musicali alla laurea e dottorato di ricerca in Architettura, alla drammatizzazione ed al teatro-danza.

Terza fra cotanto senno, Gisa Messina, cantautrice costantemente impegnata in progetti teatrali di successo.

Ed infine quarta, e non ultima, Teresa Triscari, critica letteraria, saggista ed autrice di racconti.

La trasmissione si è dispiegata nello spazio temporale di due ore, durante le quali ha avuto corso un pacato alternarsi di pensieri, di letture, di canti, di dialoghi inerenti al significato culturale del racconto ed al senso etico ed estetico dell’arte. Tutto ciò si è realizzato in maniera molto naturale, spontanea, estemporanea, riflettendosi sulla particolare dimensione emotiva affidata alla capacità narrativa della Davì ed ai contrappunti musicali offerti dalla Messina con la sua indomabile chitarra.

I brani letti, tratti dalla raccolta “La cantatrice muta ed altri racconti”, “Innamorato di un’alga” e “La guardatrice muta” di Nicolò D’Alessandro, al di là delle pulsioni emotive che innegabilmente generano nel fruitore, sono rivelatori di profondi squarci sulla natura intimistica dell’autore nonché sul suo particolarissimo universo immaginifico; quegli altri di Teresa Triscari Ilardo “C’era una volta… e c’é ancora” , “I pomodori salvati” e “I leagan”, come già è stato efficacemente connotato da taluna fonte critica “…esprimono uno sguardo innamorato verso la città di Cefalù come <condensato> urbano di storie e Storia, di arte che convive con la frugalità del quotidiano senza soluzioni di continuità o richiamano l’attenzione sulla necessità di tener vigile quello stesso sguardo nell’osservare e comprendere i meccanismi lesivi dei diritti umani…(sic)”.

Da non dimenticare, inoltre, che la mirifica Teresa, nella qualità di Direttrice dell’Istituto di Cultura di Varsavia ha dato alle stampe delle avvedute riflessioni recensive, fra le tante, su argomenti eterogenei: su Francesco Mazzola “Il Parmigianino” su “La trama senza fine della pittura di Laura Pitscheider”, su “Il segno grafico e l’avventura nella poesìa” e, soprattutto, su “Il segno, come archetipo su Nicolò D’Alessandro”.

Momento particolarmente emotivo in sede di trasmissione la lettura del monologo “Pasquale Culotta educatore” di Emanuela Davì, preclara discente del de cuius; lettura attraverso la quale l’autrice ha avuto modo di esplicitare anche il legame che la tiene avvinta alla nostra città. Un testo, tale monologo, grazie al quale la Davì sembra entrare in simbiosi con la linfa intimale di Pasquale Culotta evidenziandone la capacità di serenamente interagire con chi gli stava intorno da qualsiasi estrazione sociale provenisse; connotazione, questa, pure affermata dalla moglie, Rosalinda Brancato, messasi in contatto in diretta telefonica durante il procedere del simposio.

“…Un monologo (a detta di Nicolò D’Alessandro) pedagogicamente perfetto. Un testo solo apparentemente elogiativo del Maestro di Emanuela, che, utilizzando l’Architettura come metafora, nella sostanza restituisce il senso del processo educativo…”

Ma sono, appunto, i tasselli musicali della Messina e le canzoni di cui è autrice (“La mia stagione”, “Amicizia” e “L’uomo che sta giù”) a legare i precipui momenti dedicati alle letture con quelli discorsivi delle interviste fatte a D’Alessandro ed alla Triscari distribuiti nel corso dell’intera serata.

Attraverso l’intrecciarsi degli interventi dei quattro ospiti presenti in istudio e quello della Sig.ra Rosalinda Brancato intervenuta in diretta telefonica come sopra accennato, la formula affabulatoria si conferma nel suo rapporto con la pratica artistica, divenendo dimensione comunicativa ed auspicato spazio di condivisione.

Ma chi è veramente Pino Simplicio, Il Prof. Giuseppe Simplicio, conduttore della trasmissione di cui s’è chiosato e d’altre similari, al di là della retorica dei suoi titoli di Preside e Docente emerito e fatti salvi gli importanti ruoli ricoperti sia nella nostra città che nel comprensorio (è stato anche impegnato dirigenzialmente in seno alla Fondazione Culturale Mandralisca)?

E’ un personaggio che proviene da una pluralità di eterogenee iniziative culturali che lo hanno sempre contraddistinto nel panorama informativo del nostro territorio.

Collateralmente, infatti, agli impegni scolastici ormai definitivamente risolti e durante anche il permanere degli stessi, sin dal lontano 1981, il Nostro, assieme al prestigioso attore Arturo Manera reduce dall’aver calcato le tavole di palcoscenici locali e non, ha condotto per ben due anni dalla spiaggia di Cefalù e grazie all’efficienza ed alla professionalità degli “Studi di Radio Cammarata di Cefalù” sopra menzionati, la conosciutissima ed apprezzata trasmissione radiofonica dall’originale titolo “Scusi…permette?”; palinsesto in seno al quale il descritto “Incontro con l’Arte” è andato felicemente in porto (e che poi Simplicio ha continuato a condurre da solo per oltre vent’anni) ed il cui titolo, mi sia consentito parlarne, mi riporta in un qual certo senso a quell’altro, rinomato, che vide l’inizio della carriera artistica di Fellini al Marc’Aurelio e ch’ebbe come emblema un altro frontespizio interrogativo: “Ma tu, mi stai a sentire?”.

Dopo una fattiva breve esperienza trasmessa da “Radio CRM” col titolo “Qua e là”, portata efficacemente avanti in collaborazione col giornalista Mario Lombardo, personaggio più che noto in quanto collaboratore al foglio “La Sicilia” di Catania e, a suo tempo, anche a “L’Ora” di Palermo, nonché autore del libro “Giudice popolare al maxiprocesso” scritto a seguito della sua esperienza in tale veste esperita negli anni 1986/1987 nell’aula bunker di Palermo, Simplicio dal 2016 è ritornato a trasmettere dagli studi di “Radio Cammarata” una performance domenicale che si occupa di notizie di attualità; inoltre, ogni Martedì, conduce un programma dal titolo “Spazio Libero” che interagisce su argomenti di scuola, in parte sopra e nel prosieguo generalmente accennati.

Si tratta (quest’ultima) di una trasmissione propositiva di spunti di riflessione sui multiformi problemi che coinvolgono la scuola, sulle sue strutture, sui suoi dinamismi e sui suoi progetti; simposio radiofonico, questo, al quale di volta in volta vengono invitati personaggi del mondo della cultura e dell’arte, in modo da determinare un dibattito foriero di possibili educative condivise soluzioni.

La trasmissione, come s’è detto, prende corpo settimanalmente, o, più volte alla settimana, soprattutto durante la stagione invernale, ove avessero a verificarsi estemporanei avvenimenti degni di essere menzionati e trattati portandoli alla pubblica fruizione su una internazionale ribalta. Gli argomenti dibattuti, tanto per addurre alcuni esempi, spaziano dalle contingenze di una singola problematica territoriale a quelle più pluralistiche che condizionano svariati settori in generale.

Particolarità degna di nota, queste due ultime trasmissioni, la domenicale e “Spazio Libero”, possono essere seguite in diretta streaming su “Federico Cammarata TV” e su “Facebook-profilo Adriano Cammarata”, messe in onda rese possibili oltre che dalla indiscussa professionalità nel settore dei due editori, Adriano e Federico Cammarata, anche dalla potenzialità delle attrezzature in buona parte create ad hoc dagli stessi editori molto conosciuti ed apprezzati nel comprensorio.

Inoltre e ad abundantiam, le molteplici sfaccettature del suo carattere han fatto sì che l’amico Pino Simplicio, così come prima si è accennato, anche durante l’esplicarsi dei suoi impegni scolastici ed assieme alle altre prestigiose incombenze validamente sostenute e portate onorevolmente a termine, assommasse in sé altri importanti incarichi che l’hanno visto in prima fila come cultore d’arte e pigmalione di vicende sportive e ricorrenziali.

Ricordiamo anche la sua versatilità nel rendersi eclettico speaker nelle ricorrenze agonistiche cefaludesi e nelle collaterali saghe paesane e contadine.

Talché, nel suo caso, parlerei addirittura di sacerdozio culturale; un sacerdozio convinto e spartanamente sostenuto con competenza e passione. La sua iperattività lo rende giovialmente brillante facendo di lui un capace ed ambito intrattenitore.

Ma è superfluo far qui un panegirico alla sua riconosciuta poliedrica personalità se non inserendola anche nel contesto di altra dinamica culturale iniziativa che lo vede ideatore e nel contempo conduttore di una trasmissione messa in onda con l’ausilio di Ninni Bonacasa, Direttore del giornale online Ceripnews nonché di recente insignito di medaglia d’oro dell’Ordine dei Giornalisti di Sicilia per la sua tessera d’iscrizione che data da più di 50 anni.

Concludo con una citazione di un illustre personaggio che credo caschi a fagiolo ed a commento di quanto sopra s’è riportato.

“…La vera cultura (asseriva Zenobio) si deve basare sulla qualità degli argomenti trattati estrapolati dalla miriade di tutti quegli altri che non pertengono al tema proposto…”

Giuseppe Maggiore

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