“…Se ognuno fa’ qualcosa, allora si puo’ fare molto…”

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Cefalù (Pa) – Sono parole carismatiche di Don Giuseppe Puglisi, oggi Beato, l’eroico Parroco che il 15 Settembre del 1993 perdette la vita barbaramente ucciso da mano mafiosa.

Il libro “Due anni a Brancaccio con Padre Puglisi”, opera prima di Mario Catalano licenziata alle stampe per i tipi di “Edizioni Arianna” (Geraci Siculo), è frutto di un’approfondita intervista fatta a Gregorio Porcaro, ex Vice Parroco del Beato che operò con lui nei due anni a cavallo della sua dipartita nonché, oggi, nuovo coordinatore regionale di “Libera Sicilia” (Associazione contro le mafie fondata da Don Luigi Ciotti).

Porcaro, contattato da Catanese grazie alla casuale conoscenza di quest’ultimo col figlio di lui, ha acconsentito a ripercorrere analiticamente i rapporti di lavoro e d’amicizia che lo hanno legato a Don Puglisi, raccontando del loro primo conoscersi, di come originariamente, appena indossato l’abito sacerdotale, avesse ipotizzato di condurre il proprio ministero all’estero e di come, poi, si fosse convinto ad operare in Palermo a fianco di lui nella borgata Brancaccio.

Ha raccontato a Catanese di come, dopo l’omicidio di Puglisi e per alterne sue vicende si fosse deciso a rinunciare ai voti e di essere andato a lavorare altrove dove aveva conosciuto la sua attuale moglie e così via.

Ha, in buona sostanza, rivisitato tutta la propria vita pregressa ed ha parlato del suo attuale lavoro che lo trova ancora impegnato nel sociale.

Alla luce dei rapporti intercorsi col Beato Puglisi lo ha così stigmatizzato “…figura rivoluzionaria e cristiana che, in nome del Vangelo, ha sfidato la mafia…”.

Il testo raccolto e trascritto da Mario Catanese si avvale di un’accurata prefazione di Giuseppe Antoci, Presidente del Parco dei Nebrodi, e delinea l’alta personalità morale ed umana del martire che scaturisce viva e reale dall’appassionato ed appassionante racconto dell’intervistato, rivelando particolari inediti sulla grande volontà del redimere e sullo spirito di sacrificio del Sacerdote scomparso il cui cristiano insegnamento non potrà mai essere eluso o dimenticato.

Nota di colore: in occasione della visita pastorale a Palermo di Papa Francesco, l’autore è riuscito a donare il libro al pontefice.

Mario Catalano (classe 1991) è nativo di Termini Imerese.

Poche, ma determinanti, le notizie sul suo excursus esistenziale e professionale; personaggio , il Nostro, che sin dagli esordi, nutriva l’aspirazione a diventare filosofo e giornalista.

Conseguita la maturità scientifica al liceo “Nicolò Palmeri” della sua città, ha vinto nel 2018 la terza edizione del premio giornalistico internazionale “Cristiana Matano” classificandosi nella sezione “giornalista emergente under 30”; è stato autore di diverse interviste, una delle quali al sociologo Pietro Piro.

Ha curato l’ufficio stampa di numerose manifestazioni, fra le quali la rassegna cinematografica “Fotogrammi-Cinema/Doc” organizzata dall’Associazione culturale “Altriventi” e la quarta edizione del “Festival internazionale del vento e del mare” svoltasi in parecchie città siciliane.

Ha, inoltre, collaborato con l’agenzia di pubbliche relazioni e marketing “Ital Communications” fondata e diretta da Attilio Lombardi ed oggi dà il suo apporto alle testate: “La Repubblica – Palermo”, “Web TV Termini Imerese” e “Radio Panorama”, occupandosi principalmente dei rami di cronaca, politica e cultura. Cura, anche, l’ufficio stampa del pittore d’impegno civile Gaetano Porcasi, del film “La voce negli occhi” del regista Pietro Crisafulli e del “Celpp” (Centro educativo logopedico psicomotorio psicologico).

Giornalista pubblicista dal 2017, ha collaborato con diverse testate locali, fra le quali “Il Giornale del Mediterraneo”, “Il Caleidoscopio delle Madonie-report e news”, il “Quotidiano di Sicilia”, il “Giornale di Sicilia”, “L’Ora” ed il “MeridioNews”.

E’ un caso singolare che giovani giornalisti che si occupano di cronaca in generale, di cronaca giudiziaria in particolare e di quant’altro del genere siano divenuti scrittori trattando eclatanti fatti di mafia (Riccardo Lo Verso con il suo “La tela dei Boss” inerente al quadro della natività del Caravaggio trafugato nell’Ottobre del 1969 dall’Oratorio di San Lorenzo in Palermo, recentemente presentato in questa sede, ed adesso Mario Catalano col suo “Due anni a Brancaccio con Padre Puglisi”, ritratto più approfonditamente conoscitivo del Beato, schizzato, come detto, dal suo vice Gregorio Porcaro); ciò come se un comune senso di etica, di repulsione verso un habitat culturale e comportamentale che tracima i concetti del buon vivere civile, e di riscatto morale da una affliggente realtà da obliterare li spingesse in prima linea, baldi alabardieri di un necessario comune liberatorio certame, nell’evangelico tentativo puglisiano, il secondo testo, di cambiare le cose partendo, appunto, dalla rieducazione giovanile negli strati più problematici della popolazione, perché più facilmente abbordabili dalla malavita.

Non bisogna dimenticare, inoltre, che il parlare pubblicamente od a mezzo dei media di fatti di mafia non si è mai dimostrato salutifero; e qui vanno ricordati i nomi di quei giornalisti che, a prezzo della propria vita, non si son tirati indietro nel denunciare misfatti, vessazioni ed irregolarità, sostenuti dalla loro fermezza e dal loro indomito coraggio nel proseguire indagini e denunciando spartanamente il marcio ove vi fosse.

Siani, Cristina, De Mauro, Spampinato, Francese, Rostagno, Impastato, Fava, Alfano ed altri non sono soltanto dei sterili nomi di gente che fu, ma degli esempi di onestà intellettuale e di convinto attaccamento alla Istituzioni che a costo della loro vita operarono per la legittimità e per la giustizia; eppertanto vanno ricordati, tenuti nella massima considerazione e portati ad esempio alle nuove generazioni come patrimonio indelebile su cui formare la propria coscienza civile.

“…I ragazzi sono stanchi delle solite passerelle antimafia. Ci vogliono fatti concreti…”. Così soleva scuotere, lo scomparso presule, l’indolenza degli animi incerti.

Questo volume “Due anni a Brancaccio con Padre Puglisi” è stato presentato ieri, Venerdì 10 Maggio 2019 alle ore 18,00, nella Sala delle Capriate del municipio della città in seno al programma “Dalle parole ai libri – incontri in biblioteca” sotto il patrocinio del Comune di Cefalù e degli inerenti Assessorato alle politiche culturali e Biblioteca Comunale.

A presentarlo, introdotto dal Prof. Giuseppe Saja, il Prof. Vincenzo Garbo, Assessore alle predette politiche, che, con sagace disamina (è noto per gli acculturati interventi esplicitati “a braccio” su importanti argomenti plurimi), dopo aver fatto gli onori di casa portando all’autore Mario Catalano, ai relatori ed al pubblico il saluto del Primo Cittadino, Rosario Lapunzina, non presente in loco perché impegnato istituzionalmente altrove, ha disquisito sull’importanza che un testo del genere può oggi avere nel campo educativo e culturale scolastico con gli innegabili effetti positivi che può produrre sulle giovani inesperte coscienze; ha poi ceduto la parola al predetto Prof. Saja, conosciuto critico letterario ed incisivo scrittore ed a sua volta Presidente della citata biblioteca comunale, che ha dialogato con Catalano mettendo in luce gli aspetti più salienti del testo e forbitamente disquisendone e leggendone anche dei significativi tratti.

L’autore, richiesto, ha spiegato i motivi, precedentemente accennati, che lo hanno indotto alla elaborazione del libro, professando gli alti ideali costituzionali a cui si è ispirato.

A seguire, ha preso la parola la Prof.ssa Santa Franco, nota docente ed efficace scrittrice, la quale, come di consueto in simili occasioni, ha analizzato l’intimo significato del libro comparando l’odierna realtà sociale con le misure istituzionali poste a presidio del sereno vivere civile.

Fuori programma alcuni interventi del pubblico in sala, fra i quali, degni di menzione, quello dell’attuale Sindaco di Castelbuono, Dr. Mario Cicero, e quell’altro del Prof. Antonio Franco, docente e scrittore dotato di una

Mario Catalano

memoria storica e di una loquela di tutto rispetto.

L’incontro, in chiusura, ha lucrato anche una fattiva presentazione editoriale del testo da parte di Antonio Minutella, dirigente della nominata casa editrice che ne ha curato la pubblicazione.

Curiosa annotazione: fra il novero degli intervenuti all’incontro, atteso l’enorme richiamo prodotto dall’opera e dalla terrena vicenda di Don Puglisi, completamente assente il clero; sicuramente per la probabile non esauriente publicizzazione dell’evento.

Che dire di più, se non: comprate il libro e proficua lettura?


Giuseppe Maggiore

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