I Racconti dell’impiegato

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Palermo – Continuiamo la pubblicazione de “I racconti dell’impiegato” di Battista Naperta, la cui prima puntata è apparsa su questa testata il 16 aprile 2019. La narrazione si svolge nella realtà parallela della bella terra di Sikelia, negli anni settanta e ottanta del secolo scorso. Come sempre i nomi sono di assoluta fantasia.

Il delatore professionista

Questo scritto prende ispirazione da alcuni aneddoti narratimi da un preoccupato collega del Banco di Sikelia, Nicola Degli Incerti. Ne sono perplesso, ma lo stendo per dovere di cronaca, nella assoluta convinzione che il prototipo della figura centrale della narrazione sia invece radicalmente inesistente. È’ anzi sicuramente evidente la impossibilità che questa tipologia umana possa mai essere vissuta. Meno che mai nella realtà parallela in cui hanno luogo i nostri racconti. Ebbene secondo il collega, Totò Lodelfio dell’Ufficio Affari Relativi dell’Amministrazione Centrale del Banco di Sikelia potrebbe essere un delatore.

Ma subordino il mio parere e desidero invece trattare la questione attingendo ad una definizione scientifica, che riporto integralmente, traendola dalla specifica voce dell’Enciclopedia Italiana Treggatti, redatta dal chiarissimo luminare tuttologo Rosario Lo Pilo.

«Il Delatore è una specie estremamente diffusa e prolifica. Vive preferibilmente nelle amministrazioni pubbliche e negli enti locali e territoriali ma si incontra con estrema facilità anche nelle banche e nel settore privato. Dal punto di vista scientifico il delatore professionista è colui che ha un rapporto personale ed esclusivo, di confidenze più che di confidenza, al di fuori e al di sopra di qualsiasi organigramma, col capoufficio, col preposto o, nei casi più evoluti, col direttore e col presidente.

La definizione più corrente, ma impropria, si allarga a ventaglio dal concetto massimo di segretario particolare, passando da quello mediano di origine semantica italiota di ruffiano sino a quella sanguina e popolaresca di spiuni, comune soprattutto in Sikelia. Il delatore ha in genere un aspetto pasciuto ed è comunque ben messo, in ossequio alle circolari che prescrivono l’uso di giacca e cravatta, che osserva pedissequamente, e la cui violazione contesta ad ignari colleghi nell’intimità del suo rapporto col superiore, Egli conosce tutte le arti subdole della barzelletta e dell’aneddoto ed usa preferibilmente un tono confidenziale ed ammiccante alla Uriah Heep per facilitare il dialogo con il collega, da cui trarre la materia prima della sua delazione. E’ in genere rispettosissimo dell’orario di lavoro e tiene al rispetto formale ma tende a divenire addirittura sfacciato nell’inosservanza qualora la sua «funzione» si sia ormai imposta ed ingeneri timore o, comunque, il desiderio di evitarlo nei colleghi. Parimenti è spesso seduto, in Sikelia si direbbe anzi ammucciatu, in modo da meglio osservare, e quindi potere narrare dell’altrui mancanza di precisione. In generale il suo carico di lavoro gli consente notevole autonomia di movimenti. Si narrano casi di delatori di cui nessuno ha mai saputo con precisione cosa diavolo facessero.

Comunque, date le loro conoscenze i delatori sono in genere abilissimi a risolvere ogni problema circa carenze di materiale in ufficio. Dalla carta igienica alla calcolatrice. In questi casi la loro opera, prestata affettuosamente, è addirittura preferibile in rapidità e precisione a quella degli uffici dei Provveditorati. Il delatore inoltre è sempre molto affabile con i colleghi, e li chiama al telefono immancabilmente e confidenzialmente in caso di malattia per informarsi della loro salute. E della data del loro rientro in ufficio.

In caso di incertezza esistono due modi sicuri per identificarlo. Il primo è infallibile ed è costituito dalle gite organizzate dal Cral aziendale. Egli è, immancabilmente, quello che si batte di più per far prevalere il punto di vista del superiore, circa le modifiche al programma della gita; e può arrivare, con assoluta dedizione, sino al sacrificio estremo di portare disinvoltamente borse o accappatoi sul bordo di piscine dove sguazzi l’oggetto della sua deferenza. Il secondo è più casereccio ed economico ma altrettanto sicuro. Comporta però l’appostamento presso la portineria del superiore nei giorni precedenti le festività di Natale e Pasqua. Immancabilmente, spinto da biologico e periodico richiamo, vi giungerà il delatore, portando beni commestibili in buona quantità (soprattutto pesce, carne e vino).

Il delatore, infine, è un personaggio storico, nel senso che è sempre esistito, presso ogni civiltà e sotto ogni latitudine.»

Questo dice la dottrina, e noi ossequiosi ne prendiamo atto. Riteniamo quindi che ciò meriti l’attenzione anche dei sindacati bancari. La sua preparazione e qualificazione professionale (corbezzoli ce ne vuole per fare il delatore!) e la assoluta necessità funzionale della sua presenza (pare infatti che negli uffici non se ne possa fare a meno) rendono urgente una presa di posizione in merito. Lanciamo quindi ai partiti, alle forze sociali e culturali, agli amministratori e ai sindacati, aziendali e nazionali, un appello perché nelle prossime contrattazioni integrative aziendali si studi – azienda per azienda – il modo di creare un ruolo apposito dove fare confluire gli elementi più preparati ed anziani, riconoscendone la professionalità.

Per intanto, onde procedere ad una immediata sanatoria dei casi più urgenti, invitiamo tutti i lavoratori a voler segnalare al Servizio Personale, il cui acronimo è legittimamente Serpe, delle loro amministrazioni i casi di loro conoscenza, servendosi delle normali vie gerarchiche o, nei casi più indifferibili, per corriere interno ma in questo caso con l’autorizzazione scritta del preposto e la sigla del delatore dell’ufficio. Proponiamo infine una graduatoria per titoli ed anzianità di servizio di delazione (ma che sia pubblica onde non far sorgere i soliti idioti sospetti). Invitiamo infine tutti i Consigli di Amministrazione interessati, considerate le notevoli esigenze di delatori degli uffici centrali e periferici, delle banche e degli enti pubblici, e sulla base della suddetta graduatoria, a volere procedere al più presto all’inquadramento, nel grado superiore, dei casi più meritevoli per anzianità di mansioni… di spiuni, appunto. (2-continua)

Battista Naperta

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