“Femminicidio e violenza di genere. Appunti per donne che vogliono raccontare”. Di Maria Concetta Tringali, edizioni SEB27

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Catania – In cosa consiste il femminicidio, da cosa ha origine, quale dimensione ha questa violazione dei diritti umani? Come incoraggiare le donne a rinunciare alla loro abnegazione e a denunciare chi le vuole dominare fino ad annientarle. L’autrice ha ascoltato nel suo studio di avvocata e nel centro antiviolenza Galatea di Catania molte storie di donne che hanno cercato aiuto e si sono salvate, ma anche di madri le cui figlie non ci sono riuscite. In quel vortice finiscono spesso i anche minori, sia in quanto testimoni della violenza commessa dai padri, sia in quanto essi stessi vittime di quella violenza. A tutti questi crimini nelle cronache viene troppo spesso attribuito il carattere del raptus, come se alla base del femminicidio non ci fosse premeditazione, come se non fosse il culmine di una catena persecutoria. Quali forme di tutela offre lo Stato per proteggere le sue cittadine. Quali ombre permangono su quello che pare non essere ancora un “sistema” di protezione compiuto; troppo disomogenei sono gli interventi e spesso inadeguati per fronteggiare quella che è tutt’altro che un’emergenza ma un fenomeno strutturale e radicato.

Maria Concetta Tringali, vive e lavora come avvocata a Catania, patrocinando cause di diritto di famiglia. Offre supporto alle donne vittime di violenza domestica al centro antiviolenza Galatea, associazione che dà protezione alle vittime e si occupa di prevenzione della violenza di genere. Pubblica regolarmente articoli su “MicroMega”, “EinaudiBlog” e “Alley Oop – Il Sole 24 ore”, organizza con l’Università degli Studi di Catania e il centro antiviolenza Galatea incontri sulla parità e la violenza di genere; fa inoltre parte di GIO, Gender Interuniversity Observatory (La Sapienza, Tor Vergata, Foro Italico e Roma Tre). 

Il volume si propone di raccontare le storie delle donne, di quante sono riuscite a venir fuori da una relazione violenta, ma anche quella di chi non c’è più.

L’idea di fondo è di giungere, attraverso di loro, a spiegare gli strumenti che il sistema offre a chi vuole intraprendere il percorso di liberazione. 

Il registro linguistico scelto non è strettamente tecnico. Il libro dunque non è rivolto ai soli giuristi o agli addetti ai lavori, ma intende al contrario raggiungere un pubblico vasto di uomini e donne.

È disponibile da marzo e lo si può acquistare in libreria oppure on line e sul sito della casa editrice a questo link https://www.seb27.it/content/femminicidio-e-violenza-di-genere.

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