Battista Naperta. I Racconti dell’Impiegato

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Premessa

Questa premessa è utile per comprendere il quadro storico in cui è collocato il racconto, la lettura è facoltativa, chi vuole può andare subito alla narrazione.

Palermo – L’universo parallelo in cui sono avvenuti i fatti oggetto dei Racconti di Naperta, pur ad essa radicalmente estraneo, ha similitudini impressionanti con la realtà del sistema creditizio dell’Italia Meridionale negli anni settanta e ottanta, sino a lambire il 1992. Allora le banche, pubbliche e private, esprimevano la propria presenza datoriale attraverso Assicredito ed una Acri strutturata diversamente da adesso. Dall’altro lato c’era una moltitudine sindacale fatta da sigle confederali; altre sigle erano dalle stesse storicamente accettate in Intersindacale; poi venivano i negletti autonomi, di ogni colore, alcuni di essi colpevoli di pensare.

Gli ambiti contrattuali andavano dai Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro (CCNL) ai Contratti Integrativi Aziendali (CIA). Ed ulteriori sindacati furono presenti solo in quella sede. Molti erano i sindacalisti. Erano allora differenti le qualifiche del Personale, divise in dirigenti, funzionari, impiegati e subalterni. Ma adesso il progresso ha portato un evidente miglioramento lessicale, e sono quasi tutti Q. Q di prima, Q di seconda, Q di terza e via. Ed all’interno della Q la gran parte è fatta da consulenti. Lo sono anche i cassieri. Con una rivoluzione nominalistica che -con rispetto parlando- ricorda quella dei netturbini all’improvviso promossi tutti ad operatori ecologici. Allora, il preposto, direttore d’agenzia, disponeva di flessibilità ed autonomia, che utilizzava comunque rischiando personalmente. Adesso tutto è deciso da computer ed algoritmi. Allora, le banche si occupavano di credito, adesso vendono computer, biciclette e diamanti (spesso taroccati, come da cronaca). Qualcuno dice che questo è progresso. Ma il cambiamento più grande è avvenuto dentro il sistema, in modo levantino: la mergermania. Le banche più grosse, non solo in Italia, fastosamente e baroccamente amministrate, e perciò in crisi, hanno trovato un modo facile per garantirsi la sopravvivenza. Quello di “salvare” incorporandone depositi, attività ed edifici, le banche più piccole, profondamente innervate al territorio, e che in crisi quasi sempre non erano. Ma è bastato affermarlo, e ciò ha consentito straordinarie locupletazioni, garantendo nel contempo mantenimento di quegli altissimi e ingiustificati livelli retributivi donati ad amministratori non sempre eccelsi, ed offensivi ai più elementari principi di ragionevolezza. Numerosi i banchicidi. Politica distratta o benedicente. Tutto ciò ha portato inoltre a nuove forme di colonizzazione, con autentici incapaci, però raccomandati, spediti dalla banca incorporante al meridione, ad acquisire titoli direttivi che mai avrebbero potuto ottenere nei loro siti naturali. La fortuna degli imbecilli.

Naperta, allora bancario, ma già con la passione, letteraria e civile, dello scrivere, di quel mondo fu osservatore ed aedo. Ma venne poi, “per malia ed incantamento”, trasportato nella dimensione parallela, sikeliana, incommensurabilmente lontana nello spazio-tempo dalla nostra descritta realtà. Ma stranamente incommensurabilmente a noi vicina per sostanza e realismo di avvenimenti. Così la descrive con umorismo (cioè con riso tra le lacrime). Sono i misteri della vita.

Le puntate precedenti de “I Racconti dell’Impiegato” sono apparse su questa testata il 16 aprile 2019 ed il 24 maggio 2019. Questa opera era stata precedentemente pubblicata a puntate sulla prestigiosa rivista Sud Nord negli anni 1983-84.

La nuova normativa contrattuale dei bancari in materia morale e sessuale

Nei momenti di crisi della società, quando crollano i valori del buon senso e della civile convivenza spesso l’uomo ricorre ai miti e alle fantasie del passato e ritorna, con l’emozione, alle cose che aveva archiviato con la ragione. Questa nostra epoca rivaluta il Medioevo. Ed il Medioevo ci viene incontro con elfi, gnomi, folletti e leprecani, e ci consola. Ma ci presta anche una scienza ed una casistica morale che ci illumina e ci guida.

Ciò vale anche per i bancari. Parrebbe anzi che durante recenti incontri tra le associazioni dei datori di lavoro (le banche) e le numerosissime organizzazioni sindacali, sempre preoccupate del benessere dei lavoratori, proprio traendo spunto dallo spirito medioevale, si sia creata una Commissione di Studio per definire e disciplinare alcune materie da inserire nella prossima tornata contrattuale. E’ nota infatti la tendenza a considerare il Contratto in senso omnicomprensivo, autentico novello Evangelo che deve fornire al bancario una guida sicura, anche sul piano etico, per tutti gli accadimenti della sua vita. Così il Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro ed il Contratto Integrativo Aziendale dovranno nei prossimi anni essere stelle comete di comportamento civile e morale per la categoria degli impiegati di banca in Sikelia.

Siamo pertanto lieti ed orgogliosi di potere anticipare taluni nuovi istituti normativi ancora allo studio, ma su cui esiste già larga convergenza con i sindacati, che saranno presto in «dotazione» alla categoria.

Intendiamo in questa sede riferirci al futuro capitolo su Norme relative al comportamento morale e sessuale. Esso risulterebbe in via sperimentale disciplinato da un Obbligo verbalizzato di accordo sul comportamento subordinato in materia morale e sessuale degli impiegati, e da un Verbale di accordo sui diritti, competenze e prerogative sessuali di dirigenti e funzionari.

Il primo dei due documenti sarà allegato, con scambio di lettere con i sindacati, al prossimo contratto degli impiegati, di cui costituirà la parte normativa innovativa, ma non sarà sottoposto a ratifica assembleare, essendo del tutto esclusa la capacità giuridica dell’impiegato a discutere della sua posizione contrattuale in cose così importanti. Il secondo dovrà invece essere approvato da referendum a cui verrà allegato un questionario riservato a opzioni migliorative sui diritti sessuali di dirigenti e funzionari. In caso di approvazione verrà inserito nel nuovo contratto del personale dirigente e direttivo.

Esaurita questa breve parentesi procedurale dobbiamo adesso, prima di studiare le singole norme, analizzare le fonti del nuovo diritto.

Esse si ritrovano essenzialmente nel Diritto medioevale che allora disciplinava il rapporto di lavoro bancario. Com’è noto l’Italia, sia pure divisa, era già progredita. Furono i bancari fiorentini e pisani ad inventare le cambiali e l’orario di sportello. Ma furono i notari siciliani dell’illuminato Federico II di Svevia a porre le prime fondamentali distinzioni sul bancario come oggetto, poi subito accettate dall’intero mondo finanziario e riprese ad Anversa e nelle Fiandre.

La dottrina distingueva un bancarius eminens atque illustrissimus, facilmente assimilabile con l’odierno dirigente, un bancarius superior, l’attuale funzionario, e un bancarium infimum, ovviamente l’impiegato, altrimenti chiamato servitor e, dagli inglesi già allora all’avanguardia, definito slave.

Sul piano grammaticale deve notarsi l’uso dello accusativo neutro per la terza categoria, mentre si adoperava il nominativo maschile per le prime due. Ciò rispondeva, ben correttamente, alle teorie allora vigenti sulla subordinazione totale dell’impiegato.

Altra fonte è la Teologia medioevale. Sono stati rinvenuti dei manuali ad uso dei confessori. In essi, secondo lo spirito dell’epoca, sono contenute minuziose casistiche sui peccati e sulle penitenze. Se ne trae che mentre il peccato sessuale è per sua natura sempre mortalis per l’impiegato, è invece vulgaris atque venalis per il funzionario. Mentre è escluso che possa peccare (per la sua stessa natura angelica) il dirigente.

Le stesse penitenze divergono, Rosari per i funzionari, lunghissime pene corporali (cilici, fustigazioni; gogne, etc.) per gli impiegati. Più di tutti grave è però il peccato di ribellione o comunque di ogni forma di opposizione al volere del superiore. Esso può dar luogo, anche, alla immediata castrationis da eventualmente applicare in loco da parte dei superiori presenti, che, in questo caso assumono la funzione di braccio secolare.

A tale proposito è interessante notare come nella bella terra di Sikelia, del bancarium, sempre in odor di peccato ed eresia, si occupasse un ramo particolare del Tribunale dell’Inquisizione, il Sanctissimus Ufficius Personalium, dal cui nome, organizzazione e funzionamento parrebbero aver tratto esempio odierne strutture interne di aziende creditizie contemporanee, in particolare il Servizio Personale, il cui corretto acronimo è Serpe. Questo ramo dell’Inquisizione era competente a giudicare, emettere sentenze e procedere esso stesso all’applicazione della pena.

A completare questa visione, dell’ormai lontano e dimenticato passato, e per definire ancor meglio il funzionamento di questa nuova duplice morale che, nel caso di signalatus atque raccomandatus diveniva triplice, daremo contezza di episodi accaduti, esclusivamente, in illo tempore. Parrebbe accertato che, allora, i centri di potere delle attività bancaria sikeliana, amministrazioni centrali e direzioni generali, si trovassero nella città capitale, la bella Rompale.

Si narra, anzi si sussurra, che in quelle belle epoche e da quelle parti un bancarius eminens (dirigente) trovasse di prima mattina un bancarius superior (funzionario) avvinghiato, anzi in latino «abboccatus», da una bancariam infimam.

Del caso si parlò a lungo, ma trattandosi di bancarius superior le voci vennero messe a tacere. Si andò tuttavia al Sanctissimus Ufficius Personalium essendo stata coinvolta la bancariam. Giusto fu il responso! Il bancarius superior fu rapidamente promosso in bancarius eminens, (dirigente) che (è notorio) è immunis gratia Dei. La bancariam invece venne definita ancillam e come tale fu assolta.

Infatti la casistica medievale indicava esplicitamente tre casi in cui il bancarium infimum poteva essere considerato humanus. Il primo riguarda il già ricordato signalatus atque raccomandatus. Tale può definirsi il subordinato che dimostri di essere parente o conoscente del Vicerè, dei comites o dei cavalier serventi che allora, ovviamente non ora, lo si constata quotidianamente, governavano la Sikelia. In tale ipotesi era addirittura possibile il ribaltamento della situazione e l’emissione di una nota di plausum che era titolus meritorius per la carriera.

Il secondo caso era riservato alla ancillam, cioè quella bancariam infimam che soggetta allo ius primae atque secundae atque tertiae noctis da parte del superior (funzionario) ne riceve per magnanimo riflesso, il diritto di impunibilità.

Il terzo caso era riservato alla vestalis che era a totale disposizione del dirigente e che assumeva di riflesso la sua dignità sacralis e la totale immunità.

Evidentemente impunibilità e immunità erano termini relativi alla funzione esercitata e cessavano al cessare di essa. Esaurito il discorso sulle fonti torniamo all’analisi della futura normativa e trattiamo del più importante dei nuovi istituti giuridici, il nuovo Diritto di famiglia bancaria.

Nel nuovo Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, il CCNL del settore bancario, verrà anzitutto riconosciuta la coppia laterale. Viene infatti avvertita l’esigenza, soprattutto negli uffici delle direzioni generali e delle amministrazioni centrali delle banche sikeliane, di regolarizzare la posizione di molti bancari, di entrambi i sessi, che hanno un duplice rapporto affettivo. Quello nominale, volgarmente detto matrimonio, al di fuori del lavoro, e quello reale in ufficio. Per venire loro incontro è previsto che questo secondo e più importante rapporto venga ufficialmente riconosciuto. I servizi del Personale, i ricordati Serpe, delle aziende di credito sikeliane, sempre precorrenti i tempi e sempre dotati di ottimi sistemi di informazioni e raccolta dati, sono già da tempo in possesso della mappa di tali situazioni (orari e luoghi di incontro, natura e durata del rapporto, doni di fidanzamento e loro valore, previsioni per il futuro, effetti del rapporto ai fini delle raccomandazioni e delle promozioni etc.). Ciò è soprattutto possibile come conseguenza della meritoria attività dei delatori presenti in ogni ufficio, già trattati in un nostro precedente capitolo. Di essi dovrebbe ormai essere chiara anche ai nostri tre lettori (tra essi il preoccupato editore) la positiva natura di beatus.

Basterà pertanto una semplice domanda, avanzata ovviamente per le vie gerarchiche e siglata appunto dal delatore ufficiale del Servizio, per maturare taluni effetti. Essi sono anzitutto il rilascio dello stato di famiglia bancaria con la situazione aggiornata. E’ poi possibile richiedere la sostituzione dei perduti assegni di famiglia con i nuovi assegni di concubinaggio. Tra l’altro in base all’attuale giurisprudenza parrebbe accertato che tali nuovi benefici, non gravando sul bilancio dell’INPS di Sikelia, siano esenti dai tagli già in corso. Tali riconoscimenti avranno naturalmente effetto erga omnes bancarios. Così potrà essere sottoposto a procedimento disciplinare chi non dovesse, ad esempio, chiamare signora la dattilografa nubile ma amante ufficiale del funzionario, e ciò soprattutto durante le gite aziendali. Questa normativa servirà indubbiamente al generale chiarimento. Complicazioni possono sorgere solo in caso di trilateralità o quadrilateralità. Quando cioè (ma a onor del vero queste cose in Sikelia non sono mai avvenute!) uno o due colombi abbiano già in corso un rapporto matrimoniale esterno con altro bancario/a dello stesso istituto.

In questo caso il nuovo rapporto produce sempre gli stessi effetti giuridici, però, dietro insistenti richieste del Sindacato (sempre preoccupato di queste ed altre pendenze del bancario) è stata introdotta una clausola di salvaguardia per i partner abbandonati. Essa consiste in una indennità di corna il cui importo è commisurato a precisi parametri (peso e misura delle corna, anzianità di servizio delle stesse etc.).

L’altra grande innovazione consisterà nella introduzione dello equo canone bancario. Anch’esso proposto dai Sindacati, sempre attenti alle esigenze reali della categoria, e riguarda il problema del fitto e dell’utilizzo degli appartamenti mono o bilocali che si trovano nella zona delle direzioni generali e delle amministrazioni centrali delle aziende di credito sikeliane. La procedura è innovativa ma equa. In ogni ufficio saranno scelti un paio di impiegati per l’esplorazione della zona. Trovato l’immobile che abbia le caratteristiche richieste (vicinanza agli uffici in modo da essere utilizzato negli intervalli o per esigenze urgenti anche nelle ore di lavoro, ingresso discreto e senza portiere etc..), l’impiegato lo prenderà in locazione pagando, ovviamente, del proprio.

Sono previste tre chiavi. La prima toccherà al Dirigente del servizio, con diritto di pieno, assoluto e discrezionale utilizzo nell’orario di lavoro e nei fine settimana; la seconda al Funzionario che potrà utilizzarla durante lo straordinario del subordinato e nelle ore notturne dei giorni feriali. La terza all’impiegato locatario che potrà accedervi una volta ogni quindici giorni, in orari rigidamente prefissati, per compiervi le pulizie domestiche, i lavori di manutenzione ed il periodico rifornimento alimentare. Questi compiti dovranno inoltre essere svolti personalmente dal subordinato, proprio per garantire riservatezza e dignità all’immobile. Ovviamente, sempre allo scopo di tutelare la serietà e la moralità del rapporto di locazione è assolutamente vietato al subordinato di portare donne nell’appartamento! Nei casi di trasgressione sono previste pesanti sanzioni disciplinari da parte del Servizio Personale, il menzionato Serpe.

Tutto ciò concorre a porre ordine in un settore particolarmente bisognoso di attenzione. Tra l’altro la nuova normativa è in prospettiva altamente utile per eventuali esigenze di trasloco delle direzioni generali e delle amministrazioni centrali. Se ad esempio, Servizi ed Uffici centrali di una delle tre più significative maggiori banche sikeliane, si trasferissero da piazza del Borsello alla via della Libertate, potrebbe scatenarsi una ricerca indiscriminata di monolocali nella nuova zona che, se non disciplinata, potrebbe privare dirigenti e funzionari del “luogo” loro contrattualmente dovuto, dove esercitare nei confronti di ancille e vestali le loro legittime prerogative contrattuali.

Provvidenzialmente giunge quindi la nuova normativa a porre ordine e moralità. A noi, umili scriba, osservatori della realtà bancaria, non resta che sommessamente narrarla perché passi alla storia.

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