Vincenzo Agnetti: Photo-Graffie Dopo le grandi manovre 1979 – 1981

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Catania – A due mesi dalla sua inaugurazione presso la Fondazione Brodbeck di Catania, la mostra   Photo-Graffie  Dopo le grandi manovre 1979 – 1981 a cura di Giovanni Iovane in collaborazione con l’Archivio Agnetti, giunge al termine.

Divulgazione dell’arte contemporanea, sinergie tra istituzioni pubbliche (accademie, scuole, università) e private (Archivio Agnetti), didattica sono, da sempre, i punti su cui la Fondazione Brodbeck investe, convinta che un lavoro di squadra e un lavoro sul e per il territorio sia il modo migliore per la crescita e lo sviluppo collettivo dell’intera comunità.

La Fondazione Brodbeck anche in quest’occasione ha dimostrato grande attenzione alla sezione didattica, organizzando tante visite partecipate rivolte a scolaresche, gruppi di adulti, turisti, addetti ai lavori e non con l’intento di far conoscere le opere dell’ultimo periodo di Agnetti e ospitando gli studenti del Biennio specialistico di “Visual Cultures e pratiche curatoriali” dell’Accademia di Brera, Vincenzo Argentieri, Emilie Gualtieri e Bianca Frasso, coordinati da Valeria Faccioni (Archivio Agnetti) che hanno collaborato al progetto espositivo nonché alla preparazione editoriale del libro Vincenzo Agnetti Photo-Graffie  Dopo le grandi manovre.

Recensioni e segnalazioni sulla stampa nazionale e locale hanno confermato l’impegno della fondazione catanese e reso omaggio ai grandi lavori di Vincenzo Agnetti. Artista “eccentrico” e di fondamentale importanza per le sperimentazioni concettuali a partire dagli anni ’60, i suoi primi interventi sono infatti teorici e a sostegno, attraverso la rivista “Azimuth”, di artisti come Piero Manzoni ed Enrico Castellani.

Agnetti realizza la serie delle Photo-Graffie dal 1979 al 1981. Si tratta di pellicole fotografiche esposte alla luce, trattate e graffiate al fine di “recuperare” il disegno o meglio l’elemento figurativo e talora pittorico dell’immagine. Dalla fine e dall’annientamento dell’immagine, così come da una fotografia che non presenta altro che il nero, è tuttavia possibile agire con graffi e con colori. Graffiare e dipingere divengono in tal modo dei “segnali”, delle forme poetiche, disposti su una struttura cancellata quale appunto la pellicola fotografica. Un’originale forma di espressione pittorica che nelle Vetrate si arricchisce ancor più di ulteriori possibilità spaziali (anche in questo caso con un procedimento alterato tra interno ed esterno). Tale “recupero” dell’immagine s’inserisce all’interno di un procedimento concettuale e insieme poetico che contraddistingue l’intera e straordinaria esperienza artistica di Vincenzo Agnetti.

Sotto il titolo generale di Dopo le grandi manovre (1979-1981) sono stati presentati in mostra 17 opere su carta realizzate mediante l’uso della fotografia, della scrittura, della china e talora del collage e del pastello.

Io sono stato colpito – dichiara lo stesso artista – da questo fotografo di circa cento anni fa, che era un grande fotografo. Ho trovato le sue immagini incollate in un vecchio album, che ho comprato da un rigattiere a Gibilterra. Erano piccole foto in bianco e nero, che un altro anonimo ha successivamente acquarellato. Io le ho rifotografate con una macchina da dilettante, le ho fatte ingrandire in un modo particolare e ho ottenuto queste cose. Mi interessano perché sono di un poeta che usava le foto. Da parte mia ho voluto inserirmi in questo spessore poetico”.

Anche in queste opere, “originate” da un vecchio album di tavole giapponesi, (l’album è stato esposto per l’intera durata della mostra) l’immagine fotografica s’inserisce simultaneamente in un processo artistico concettuale che fonde immagine, linguaggio e capacità espressiva pittorica.

Come per le Photo-Graffie, lo “spessore poetico” è la chiave di volta per la comprensione e soprattutto la visione di queste opere.

Elenco opere in mostra

Unfinished Culture

Vincenzo Agnetti

Photo-Graffie  Dopo le grandi manovre 1979 – 1981

1_ Vincenzo Agnetti, After the army manoeuvres, 1980,

hand-coloured photograph, writing in Indian ink and paint on paper, 56 cm x 81 cm

2_ Vincenzo Agnetti, Silence, 1980

hand-coloured photograph, writing in Indian ink on paper, 56 x 78 cm

3_ Vincenzo Agnetti, Senza titolo, 1980

hand-coloured photograph, Indian ink and aniline on paper, 56 cm x 78 cm

4_ Vincenzo Agnetti, Desiderio del tempo, 1980

hand-coloured photograph, writing in Indian ink and watercolor on paper, 54 cm x 76 cm

5_ Vincenzo Agnetti, Senza titolo, 1980

hand-coloured photograph and aniline on paper, 55 cm x 78 cm

6_ Vincenzo Agnetti, Senza titolo, 1980

hand-coloured photograph, writing in Indian ink on paper, 56 cm x 78 cm

7_ Vincenzo Agnetti, Listen, 1980

hand-coloured photograph, Indian ink, graphite and aniline on paper, 56 cm x 78 cm

8_ Vincenzo Agnetti, Senza titolo, 1979

hand-coloured photograph and Indian ink on paper, 78 cm x 56 cm

9_ Vincenzo Agnetti, Senza titolo, 1980

hand-coloured photograph, writing in Indian ink and felt-tip pen on paper, 54 cm x 76 cm

10_ Vincenzo Agnetti, Senza titolo, 1980

hand-coloured photograph, watercolor on paper, 54 cm x 76 cm

11_ Vincenzo Agnetti, Ssssilenzio, 1980

hand-coloured photograph, writing in Indian ink on paper, 56 cm x 81 cm

12_ Vincenzo Agnetti, Forgotten by heart, 1980

hand-coloured photograph, collage and writing in Indian ink, 51 x 76 cm

13_ Vincenzo Agnetti, Senza titolo, 1980

hand-coloured photograph, Indian ink and graphite on paper, 56 cm x 81 cm

14_ Vincenzo Agnetti, Andata e ritorno, 1980

hand-coloured photograph, collage and writing in Indian ink, 53 x 75 cm

15_ Vincenzo Agnetti, Senza titolo, 1980

hand-coloured photograph, paint and writing in Indian ink, 56 x 81,5 cm

16_ Vincenzo Agnetti, Plantations, 1980

hand-coloured photograph, writing in Indian ink, graphite on paper, 56 x 81cm

17_ Vincenzo Agnetti, Repeat, 1980

hand-coloured photograph, collage and writing in Indian ink, 56 x 81,5 cm

18_ Vincenzo Agnetti, Le strade terminano prima di cominciare, 1980

hand-coloured photograph and writing in Indian ink, 56 x 82 cm

19_ Vincenzo Agnetti, Listen, 1980

hand-coloured photograph, paint, felt-tip pen and Indian ink, 55.5 x 82 cm

20_ Vincenzo Agnetti, Use it, 1980

hand-coloured photograph, collage and writing in Indian ink, 56 x 81,5 cm

21_ Vincenzo Agnetti, Photo-graffia, 1981

scratching on exposed photographic paper with addition of colour, 70 x 60 cm; 60 x 50 cm

22_ Vincenzo Agnetti, Photo-graffia, 1981

scratching on exposed photographic paper with addition of colour, 70 x 60 cm; 60 x 50 cm

23_ Vincenzo Agnetti, Photo-graffia, 1981

scratching on exposed photographic paper with addition of colour, 70 x 60 cm; 60 x 50 cm

24_ Vincenzo Agnetti; Photo-graffia, 1981

scratching on exposed photographic paper with addition of colour, 70 x 60 cm, 60 x 50 cm

25_ Vincenzo Agnetti, Photo-graffia, 1981,

scratching on exposed photographic paper with addition of colour, 70 x 60 cm; 60 x 50 cm

26_ Vincenzo Agnetti, Photo-graffia, 1981

scratching on exposed photographic paper with addition of colour, 70 x 60 cm; 60 x 50 cm

27_ Vincenzo Agnetti, Photo-graffia, 1981

scratching on exposed photographic paper with addition of colour, 70 x 60 cm; 60 x 50 cm

28_ Vincenzo Agnetti, Photo-graffia, 1981

scratching on exposed photographic paper with addition of colour, 70 x 60 cm; 60 x 50 cm

29_ Vincenzo Agnetti, Photo-graffia, 1981

scratching on exposed photographic paper with addition of colour, 70 x 60 cm; 60 x 50 cm

30_ Vincenzo Agnetti, Photo-graffia, 1980,

scratching on exposed photographic paper with addition of colour, 60 x 70 cm; 50 x 60 cm

31_ Vincenzo Agnetti, Photo-graffia, 1980

scratching on exposed photographic paper with addition of colour, 70 x 60 cm, 60 x 50 cm

32_ Vincenzo Agnetti, Photo-graffia, 1980

scratching on exposed photographic paper, 60 x 70 cm; 50 x 60 cm

33_ Vincenzo Agnetti, Photo-graffia, 1981

scratching on exposed photographic paper with addition of colour; 60 x 70 cm; 50 x 60 cm

34_ Vincenzo Agnetti, Photo-graffia, 1981

scratching on exposed photographic paper with addition of colour; 60 x 70 cm; 50 x 60 cm

35_ Vincenzo Agnetti, Photo-graffia, 1981

scratching on exposed photographic paper with addition of colour, 70 x 60 cm; 60 x 50 cm

36_ Vincenzo Agnetti, Photo-graffia, 1981

scratching on exposed photographic paper with addition of colour, 70 x 60 cm; 60 x 50 cm

37_ Vincenzo Agnetti, Photo-graffia, 1981

scratching on exposed photographic paper with addition of colour, 60 x 70 cm, 50 x 60 cm

38_ Vincenzo Agnetti, Photo-graffia, 1981

scratching on exposed photographic paper with addition of colour, 70 x 60 cm; 60 x 50 cm

39_ Vincenzo Agnetti, Photo-graffia, 1981

scratching on exposed photographic paper with addition of colour; 70 x 60 cm; 60 x 50 cm

40_ Vincenzo Agnetti, Photo-graffia, 1981

scratching on exposed photographic paper with addition of colour, 60 x 70 cm; 50 x 60 cm

41_ Vincenzo Agnetti, Vetrata, 1981

scratching on exposed photographic paper with addition of colour in an iron frame (as a glass

window); 91 x 129 cm

42_ Vincenzo Agnetti, Vetrata, 1981

scratching on exposed photographic paper with addition of colour in an iron frame (as a glass

window); 91 x 129 cm

43_ Vincenzo Agnetti, Libro dimenticato a memoria, 1970

emptied and punched book, with blue bookmark and blue cotton cover; 70 x 50 x 3 cm (closed),

70 x 100 x 3 cm (open)

Vincenzo Agnetti

Vincenzo Agnetti nasce a Milano il 14 settembre del 1926, si diploma all’Accademia di Belle Arti di Brera e prosegue gli studi alla Scuola del Piccolo Teatro.

La sua produzione manifesta si è sviluppata in poco meno di quindici anni, dal 1967 al 1981.

Dalla fine degli anni ’50 agli inizi degli anni ’60 la frequentazione di pochi amici tra cui Castellani e Manzoni gli permette di condividere ideali, progetti e aspirazioni artistiche. 

Nel 1959 pubblica per la rivista Azimuth i suoi primi “scritti proposizionali”, quali la prefazione alle Tavole di Accertamento di Piero Manzoni e Non commettere atti impuri.

Nel 1962 inizia il suo periodo sudamericano. Insieme alla famiglia parte per l’Argentina dove lavora nel campo dell’automazione elettronica.

Nel 1967 passando per New York ritorna in Italia dove inizia la sua produzione artistica, spiegata e commentata con riferimenti precisi alla sua struttura e alla sua genesi all’interno del rammentatore critico. Tiene la sua prima mostra al Palazzo dei Diamanti di Ferrara, dove espone Principia.

Agnetti riparte, prima per la Norvegia e poi per il Qatar, con assenze più brevi.

Nel 1968 pubblica una autoedizione della Tesi e inaugura con il romanzo Obsoleto la collana Denarratori di Scheiwiller, con la copertina di Enrico Castellani.

Nel 1969 espone per la prima volta la Macchina drogata (1968) alla Galleria Visualità di Milano.

Nel 1970 realizza il Neg, una scultura che coniuga saperi provenienti dal suo lavoro in Sud America. A distanza di dieci anni, nel 1981, a New York, riprenderà il discorso iniziato con il Neg partecipando a Revolution per minute (the art record), un album musicale prodotto da Jeff Gordon e composto da 22 artisti, legati alla Galleria Feldman, tutti esponenti dell’arte visiva e concettuale.

Nel febbraio 1971 alla Galleria Blu di Milano espone una serie di feltri e di bacheliti che inaugurano un filone di lavori che diventerà estremamente prolifico .

Nel 1972 alla Galleria Martano 2 di Torino sono in mostra 14 proposizioni sul linguaggio portatile appartenenti alla serie dei Telegrammi, un altro aspetto della sua riflessione sul linguaggio. Espone Spazio Perduto Spazio Ricostruito alla Galleria Françoise Lambert di Milano.

Nel 1973 espone la serie di sette disegni Tempo Azione alla Galleria Anna Maria Verna di Zurigo. Nello stesso anno finisce di realizzare il Progetto per un Amleto Politico su cui stava lavorando sin dalla sua permanenza in Arabia.

Di quegli anni è l’intenzione di introdurre nel circuito artistico il discorso critico. Inizia la collaborazione con la rivista Domus appoggiata dall’amicizia con Lisa Ponti e la pubblicazione di inserzioni anonime sulla rivista Data di Tommaso Trini. Alcune collaborazione sono anche con artisti, come quella con Gianni Colombo con cui produce Vobulazione e Bioeloquenza, con Paolo Scheggi con cui realizza Il Trono e ancora con Claudio Parmiggiani per Lo Scriba.

Nel 1974 presenta Immagine di una mostra alla galleria Castelli di Milano, riproposta l’anno successivo a New York alla Galleria Feldman.

Nel 1975 Agnetti parte per New York dove apre uno studio a Manhattan e inizia la collaborazione con il gallerista Ronald Feldman. Stringe amicizie con altri artisti, in particolare con Shusaku Arakawa. Espone alla Galleria Sonnabend di Parigi Gli eventi precipitano (1974), un lavoro di tre sequenze di sei pezzi ognuna.

Nel 1977 espone all’Israel Museum di Gerusalemme “Mental Installation”. Il titolo collega tra loro opere prodotte tra il 1974 e il 1977: Sei villaggi differenti, Elisabetta d’Inghilterra, Mass Media, Il Delitto.

Nel 1978 pubblica per la casa editrice Guanda Macchiavelli 30, un libro di sue opere e poesie.

Nel 1979 inizia la serie Photo-Graffie, pellicole fotografiche esposte alla luce e graffiate al fine di recuperare il disegno. Inizia la serie Dopo le grandi manovre, rielaborazioni di alcune fotografie giapponesi di fine ‘800: questa pratica non è nuova ad Agnetti che già dal 1969 aveva sperimentato interventi su quadri e affreschi antichi, realizzando opere che nel loro insieme racchiudono il lavoro di due artisti in un determinato arco temporale.

Nel 1980 inaugura “Surplace” alla Galleria Toselli di Milano e Feldman di New York, una mostra di sculture ispirata alla performance La lettera perduta tenutasi l’anno precedente a Palazzo Grassi di Venezia. Tra il 1980 e il 1981 espone al Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano quattro grandi vetrate intitolate Le quattro stagioni.

Il 1° settembre 1981 muore improvvisamente a Milano lasciando incompiuta l’opera Il Lucernario.

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