Battista Naperta. I Racconti dell’impiegato

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Palermo – Come per le precedenti puntate, pubblicate su questa testata, la narrazione non si svolge nella nostra realtà, ma in una dimensione parallela, negli anni settanta ed ottanta del secolo scorso. Come già detto tutti i nomi sono di pura fantasia.

Gli strani riti misterici delle Promozioni in Sikelia visti dagli antropologi del Pianeta Papalla

Nell’anno 3734 dalla Fondazione dell’Impero galattico di Kripton Alpha, un gruppo di esploratori provenienti dal Pianeta Papalla giunge sulla Terra. Pianeta secondario della stella di quinta categoria chiamata Sole.

Dagli archivi imperiali risulta come questo mondo si sia da tempo autodistrutto, a motivo della estrema stupidità degli umani, che ne furono specie dominante.

E tuttavia esso è oggetto di studio. L’astronave si ferma sopra una singolare isola triangolare che, da reperti, viene identificata come essersi chiamata Sikelia.

Una unità composta da sociologi ed antropologi di civiltà scomparse si mette subito al lavoro per studiare gli usi degli antichi abitanti. Tra le scoperte più significative quella degli strani riti misterici e tribali celebrati annualmente in occasione della ricorrenza delle promozioni negli enti pubblici e nelle banche sikeliane. Ripartiamo testualmente dal rapporto a Kripton Alpha.

Le promozioni avvenivano nelle banche e negli enti sikeliani secondo uno schema ormai consueto. Le cerimonie iniziavano 6 o 7 mesi prima con la ricerca della cosiddetta raccomandazione.

Era cosa non facile perché il postulante doveva preventivamente consultare gli auspici. Sembra si procedesse così: si divideva il consiglio di amministrazione dell’ente interessato in settori partitici. Lo si sottodivideva in correnti interne e quindi lo si miniaturizzava ulteriormente in aree uscenti dal sottogoverno (con interessi quindi di recupero) ed ambienti aspiranti ad entrarci (con interessi quindi di creazione). Qui il problema si complicava ulteriormente dato che i consigli di amministrazione sikeliani erano (inspiegabilmente per noi di Kripton Alpha) sempre scaduti. In lingua indigena pare si dicesse in attesa di normalizzazione.

La possibilità quindi della nomina di nuovi consiglieri (che pare avvenisse sempre dopo strane attività dionisiache chiamate congressi dove si adorava il dio Unanimità, altrimenti chiamato Grandissima Minchiata, introduceva elementi di alea perché poteva accadere che una raccomandazione con un consigliere in carica si rivelasse perdente nel caso in cui il consiglio venisse rinnovato prima della ricorrenza annuale delle promozioni. Era quindi in genere seguita la prassi di cercare un conoscente, sorta di mago chiaroveggente dotato della straordinaria capacità di riuscire ad interpretare le feste bacchiche chiamate attività precongressuali,di tutti i partiti, correnti ed aree che avrebbero potuto esprimere consiglieri di amministrazione.

Da documenti rintracciati pare che costoro fossero straordinariamente versati in scienze misteriche sikeliane quali geografia politica e dietrologia congressuale. Essi infine pare avessero libero accesso nella sede dei massimi oracoli e templi sikeliani, come nel sacrario detto delle Quattro colonne. Non è facile stabilire quale fosse la reale natura del compenso di questi chiaroveggenti ma pare accertato che, insieme ad altre cose non chiare, esso consistesse in stranissimi segni in fogli di carta, chiamati voti.

E’ curioso notare come in caso di mancata promozione di un postulante egli non perdesse la fiducia negli stregoni, ma si rivolgesse subito ad un altro considerato più potente. I maghi erano infine caratterizzati dal colore delle loro piume, di cui menavano gran vanto. In maggioranza esse erano bianche croce o rosso martello, ma se ne trovavano facilmente di colore intermedio.

Letti gli auspici e chiesto l’intervento dello stregone, il postulante sikeliota restava in trepida e fiduciosa attesa sino ad un mese circa dalla data prevista. In quel periodo iniziava una sorta di rito interno agli uffici consistente in riunioni quotidiane spontanee degli aspiranti che si univano, in qualsiasi momento dell’orario di lavoro, per darsi ipocrita sostegno reciproco, domandando e ricevendo informazioni del tutto inattendibili, pregando gli dei e minacciando assieme ed infine esprimendo pronostici nominativi. E’ da notare come anche altri colleghi, non promuovibili nell’anno, in genere partecipassero attivamente a queste cerimonie. Si citano casi di inumane crudeltà con scommesse selvagge sui perdenti, cioè i non promossi. In genere comunque la tensione sembrava paralizzare del tutto l’attività dell’ente da un mese prima ad un mese dopo l’annuale ricorrenza delle promozioni.

Oltre all’aumentata circolazione sanguigna dei sikeliani interessati, dovuta appunto alla tensione, aumentava la circolazione cartacea all’interno dell’istituto, con la apparizione, biologica, di un gran numero di circolari e volantini. In genere firmati da un sindacato (altro concetto per noi stupefacente) essi minacciavano sempre prima, esprimendo, immancabilmente, dopo, delusione, e proferendo minacce… per la prossima ricorrenza.

Il giorno precedente le promozioni tutto si paralizzava ed aumentavano incredibilmente le comunicazioni telefoniche in tutta la Sikelia e per la vecchia madrepatria di Urbe (di cui pare Sikelia fosse allora colonia).

La notte, e sino al compimento del rito, vedeva veglie di massa spontanee, da compiersi in attesa del responso. Giorni fausti per le promozioni erano il venerdì pomeriggio ed il sabato del calendario terrestre. La domenica (festiva) consentiva infatti il placarsi degli eccessivi entusiasmi dei non promossi e favoriva la prudenziale fuga del consigliere considerato colpevole di mancate promozioni. Contemporaneamente si smaterializzavano del tutto gli stregoni.

Cerimonia parallela e solo apparentemente contrastante era quella della telefonata notturna. Sorta di concorso a quiz in cui molti maghi tra loro concorrenti telefonavano al neo promosso per accaparrarsene comunque la gratitudine. Il quiz consisteva appunto nello stabilire quale di costoro avesse effettivamente compiuto l’esorcismo giusto. Anche perché pare accertato che la gran parte dei postulanti (per maggiore sicurezza) si rivolgesse contemporaneamente a più maghi, di diverso colore, chiedendo lo stesso favore.

Altro rito diffusissimo in Sikelia era quello della improvvisa scomparsa dei perdenti arrabbiati dall’ufficio per qualche giorno successivo. Ciò avveniva peraltro regolarmente in tutti gli uffici regionali e nelle tre banche maggiori di Sikelia. Pare comunque che la società sikeliota (a volte molto umana) tendesse alla comprensione in questi casi.”

Il racconto di un fatto emblematico è stato trovato, inciso su tavolette, negli archivi della Cassa Centrale di Sparagno Umberto Primo, nella città di Rompale. Si narra del ragioniere Corrado Ricottini, da 17 anni segretario, soprannominato dai colleghi il mulo dell’ufficio. Deluso per l’ennesima mancata promozione ed approfittando di un accordo sindacale che prevedeva la ristrutturazione dei gradi impiegatizi (in realtà solo nominalistica) con nuove denominazioni, annunciò ad amici e parenti che era stato promosso vice capufficio (grado corrispondente a quello già suo di segretario). Firmata una cambiale festeggiò l’inesistente aumento di stipendio e si fece fare i nuovi biglietti da visita. Ma fu smascherato, e venne impeciato ed impiumato durante la gita del Cral.

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