“Natività” del Caravaggio, una delle opere più ricercate al mondo

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A cinquanta anni esatti dalla scomparsa della “Natività” del Caravaggio Palermo lancia un appello al Governo perché si tutelino le migliaia di opere d’arte in chiese, cappelle, oratori disseminati sul territorio nazionale.  

Il sindaco Leoluca Orlando: “Non si deve ripetere un furto come quello del Caravaggio”. A Palermo dieci giorni di manifestazioni, convegni, mostre e proiezioni. Sarà proiettata per la prima volta l’intervista a monsignor Rocco, parroco dell’Oratorio, che quasi venti anni fa accusò la mafia di aver commissionato il furto, ma che non fu mai ascoltato. La mostra sui “Capolavori” ri-materializzati da Factum Arte 

Palermo – In una notte di pioggia, due balordi rubano – in una data ipotetica tra il 12 e il 17 ottobre 1969 –  la Natività con i Santi Francesco e Lorenzo, l’unico dipinto autografo eseguito da Caravaggio per Palermo. I due forzano l’ingresso, rimuovono la Natività del Caravaggio dall’altare, asportano la tela dal telaio con una lametta, la arrotolano e la portano via. Il furto è semplice, l’Oratorio di San Lorenzo, dove il quadro era custodito, non è dotato di alcun sistema di allarme. Del furto si accorgeranno le due custodi il 18 mattina: danno l’allarme, ma della tela alcuna traccia. Da questo momento inizia la storia del Caravaggio rubato, una delle opere più ricercate al mondo, la tela di cui parlano i pentiti,  su cui indagò il giudice Falcone. Sul furto – su cui non si contano più le inchieste, gli articoli, i

NEXT Natività di Francesco Simeti

romanzi – si inseguono le ipotesi più surreali e, nello stesso tempo, più veritiere. L’unica verità è che … non esiste, tuttora, una verità sul Caravaggio, e che sono passati cinquant’anni esatti.

Da Palermo viene così lanciato un appello perché si tutelino le migliaia di opere su tutto il territorio nazionale, spesso conservate in chiese, cappelle, oratori senza adeguati sistemi di vigilanza. Il sindaco Leoluca Orlando: “Palermo è orfana del suo Caravaggio, non deve succedere mai più, in nessun luogo. Per quanto riguarda la Natività, ammesso che sia ancora integro, sono convinto che il quadro non sia più in mano alla mafia, ma che questa se ne sia già liberata da tempo”.

Proprio per questo motivo, per tenere viva l’attenzione sul furto e, nello stesso tempo, dare impulso alle indagini – nel 2017 la Commissione antimafia, guidata dall’onorevole Rosi Bindi, ha riaperto il fascicolo, acquisendo le nuove dichiarazioni di Mannoia e di Grado ed è arriva alla conclusione che il quadro sia ancora esistente – gli Amici dei Musei Siciliani, presieduti da Bernardo Tortorici di Raffadali, hanno ideato un programma composito che si srotolerà dal 10 al 20 ottobre, a cinquant’anni esatti da quella maledetta settimana dove avvenne il furto.

Organizziamo questo programma di eventi per tenere sempre accesa la luce sulle indagini sulla scomparsa del Caravaggio – spiega Bernardo Tortorici -; per affiancare le istituzioni nella campagna di messa in sicurezza del patrimonio italiano, che è condivisa dalla Federazione italiana degli Amici dei musei. E infine, per porre l’attenzione sull’uso delle nuove tecnologie per la ri-materializzazione delle opere d’arte definitivamente scomparse”.

Caravaggio50 ha molte anime: si parlerà della Natività analizzandola dal punto di vista scientifico, si farà il punto sulle indagini, verranno proposte mostre a corredo, proiezioni, documentari.  Il 15 ottobre, al Teatro Biondo, sarà proiettata la (già) famosa intervista rilasciata nel 2001 al regista Massimo D’Anolfi da monsignor Rocco, il parroco dell’Oratorio di San Lorenzo (scomparso nel 2003). Un video rimasto per anni nei cassetti che il regista sta montando proprio in queste ore e che sarà mostrato in assoluta anteprima; un vero atto d’accusa – a distanza di quasi diciotto anni – del custode dell’Oratorio, lanciato subito dopo il furto ma restato inascoltato. Monsignor Rocco accusa il boss Gaetano Badalamenti raccontando di aver avuto offerta, ricevendo un brandello della tela come prova, la possibilità di una trattativa. Alla proiezione sono stati invitati il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini e l’onorevole Rosi Bindi.

Al fitto programma di manifestazioni di Caravaggio50 interverranno ospiti, critici d’arte, curatori scientifici, politici, Forze dell’Ordine. Da Palermo giunge quindi un appello nazionale per la tutela del patrimonio, contro ogni furto, offesa, ferita, a salvaguardia dell’opera d’arte, di qualunque genere, periodo, linguaggio essa sia.

In questo ambito acquista una particolare importanza il lavoro di ri-materializzazione di grandi capolavori dispersi (distrutti, rubati, bruciati, comunque perduti), firmato da Factum Arte, fondata da Adam Lowe, che ha già realizzato la Natività in 3D che due anni fa, alla presenza del presidente Mattarella, è stata sistemata al posto della tela rubata, all’Oratorio di San Lorenzo. Altre sette “ri-materializzazioni” formano una mostra unica nel suo genere, “Il ritorno dei capolavori perduti” che sarà inaugurata giovedì 10 ottobre al Museo Abatellis, dove resterà fino all’ 8 dicembre, prima di iniziare il suo viaggio in giro per il mondo. La mostra, a cura degli Amici dei Musei Siciliani in collaborazione con SkyArte e Factum Arte, è promossa dall’Assessorato regionale ai Beni Culturali e da Palazzo Abatellis. Fa parte del programma de Le Vie dei Tesori e si visiterà con il coupon del festival. Tra i 160 luoghi aperti per cinque weekend, fino al 3 novembre, Le Vie dei Tesori propone la visita guidata e narrata dell’Oratorio di San Lorenzo.

Il programma di Caravaggio50. Il programma di Caravaggio50 avrà un’anteprima nell’inaugurazione della mostra “Il ritorno dei capolavori perduti”, giovedì 10 ottobre alle 18 a Palazzo Abatellis. Lunedì 14 ottobre, alle 18,30 all’Oratorio di San Lorenzo, è in programma un convegno scientifico su “La Natività con i Santi Lorenzo e Francesco di Michelangelo Merisi da Caravaggio” a cui interverranno il responsabile dei beni architettonici della Diocesi, padre Giuseppe Bucaro, gli storici e studiosi Francesca Curti, Michele Cuppone, Giovanni Mendola, Maurizio Vitella. Martedì 15 ottobre alle 21, al Teatro Biondo, la video proiezione “La verità di Monsignor Rocco” a cui interverrà il regista Massimo D’Anolfi. Sarà presente il sindaco Leoluca Orlando, sono stati invitati il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini e l’onorevole Rosi Bindi.

Il 16 ottobre alle 18,30, nelle stanze che cinquant’anni fa erano abitate dalle sorelle Gelfo, custodi dell’Oratorio, che scoprirono il furto della tela del Caravaggio, sarà allestita la mostra “NEXT – le altre Natività”. Il progetto degli Amici dei Musei Siciliani, partito nel 2010, tende a non “metabolizzare il lutto” ma a tenerlo sempre vivo e presente. Per questo motivo ogni anno è stato invitato (o sfidato) un artista ad elaborare una nuova, originale versione della “Natività”, a colloquio con lo spazio vuoto. L’opera viene inaugurata la notte di Natale e resta esposta fino al 17 ottobre (data ipotetica del furto) dell’anno successivo. Delle nove Natività finora realizzate, otto saranno esposte – firmate da Laboratorio Saccardi, Francesco De Grandi, Adalberto Abbate, Fulvio Di Piazza, Igor Scalisi Palminteri, Daniele Franzela, Alessandro Bazan, Francesco Simeti, ognuno con il suo linguaggio – e si uniscono come capitoli di un’unica mostra da sfogliare. Manca l’opera di Studio Azzurro (2012/2013) che era un universo informatico in cui immergersi.

Il 17 ottobre alle 21,15 all’Oratorio di San Lorenzo, la narrazione e cunto de “Il furto del Caravaggio raccontato” diventa uno spettacolo di Salvo Piparo che farà rivivere i diversi “personaggi” dell’affaire Caravaggio, con Costanza Licata ed Egle Mazzamuto, musiche eseguite dal polistrumentista Michele Piccione: la notte del furto, le due anziane custodi, la denuncia, le ipotesi dei pentiti, la città distratta: Salvo Piparo ha costruito un testo drammaturgico che pesca, come è suo solito, dal mondo “popolare” e da salotti per regalare un affascinante racconto teatrale.

Il 18 ottobre il Centro sperimentale di cinematografia (Cantieri della Zisa) ospiterà una maratona dedicata alla “Natività”: dalle 18 verranno proiettati “C’era una volta un Caravaggio”, documentario di Rai Educational; “Operazione Caravaggio”, capitolo della serie “Il mistero dei capolavori perduti”, prodotta da Sky Arts Production Hub, diretta da Giovanni Troilo e co-prodotta da Ballandi Arts; alle 20 la docu-inchiesta “Caravaggio, il boss e il mercante svizzero” realizzata per “Falò”, programma di approfondimento della Radiotelevisione svizzera di lingua italiana (RSI), da Maria Roselli e Marco Tagliabue che approfondiscono l’ipotesi sul ruolo di un misterioso personaggio, un mercante d’arte che potrebbe essere stato in affari con il boss Badalamenti. L’uomo, morto già da molti anni, è stato identificato dagli inquirenti ma la sua identità è top secret. La serata si chiude alle 21 con l’ultimo film di Roberto Andò, “Una storia senza nome” sul furto del Caravaggio.

Il 19 ottobre alle 19 si ritorna a San Lorenzo, per  “Storie da un Oratorio”, narrazione per pupi e voci, testo di Carmela Catalano. In scena, i pupi di Salvatore, Francesco e Luciano Bumbello, Luciano Guarino, a cui Sandro Dieli darà voce, per raccontare più di 400 anni di storia. Organizza il Museo delle Marionette “Antonio Pasqualino”.

Caravaggio50 si chiuderà il 20 ottobre alle 19 all’Oratorio San Lorenzo con “In memoria di un Caravaggio rubato” , concerto per violoncello solo di Silvia Gira, musiche di Giovanni Sollima.

Le tesi dei pentiti. Le tesi dei pentiti sono tante, si sommano le une sulle altre. Marino Mannoia nell’ ‘89 e poi nel ‘96 dichiara al giudice Falcone che la tela è  stata rubata su commissione ma quando l’acquirente la vide, la rifiutò perché ridotta in pessime condizioni: ritratterà dopo trent’anni, offrendo un’altra verità; Gerlando Alberti prova a venderla, non ci riesce, la seppellisce con un tesoro di dollari; Brusca ne patteggia la restituzione con lo Stato in cambio di un ammorbidimento del 41 bis. Spatuzza racconta che era stata conservata in una stalla e che sarebbe stata mangiata dai topi e dai maiali. Chi racconta che la tela avrebbe “benedetto” i summit di mafia, chi che fosse usata dai boss come scendiletto. Un’infinità di storie, storiacce, millanterie, piste, ipotesi investigative, riscontri, verifiche,  che finiscono nel nulla. Nel 2017 la Commissione antimafia, guidata dall’onorevole Rosi Bindi, riapre il fascicolo ed acquisendo le nuove dichiarazioni di Mannoia e di Grado, arriva alla conclusione che il quadro sia ancora esistente, passato dalle mani del boss Gaetano Badalamenti e,  tagliato in diversi pezzi, sia finito in Svizzera.

16 Ottobre | Ore 18,30 | Oratorio di S.Lorenzo

NEXT – Le altre Natività”

Dal 2010 gli Amici dei Musei Siciliani hanno ideato un progetto, NEXT, che si propone di andare oltre un insanabile vuoto, il furto della “Natività” di Caravaggio: ogni anno viene invitato (o sfidato) un artista ad elaborarne una nuova, originale versione. Il colloquio con lo spazio vuoto, con l’assenza violenta, chiama la presenza degli artisti per colmarla. Il Lab’oratorio diventa così committenza di un tema specifico, nella speranza di riuscire a provocare nel mondo dell’arte un’ispirazione che faccia del bello e del messaggio spirituale, il contenuto dell’opera.

Nove Natività sono fino a questo momento, “nate”: ognuna è stata inaugurata la notte di Natale, a mezzanotte, e ed rimasta esposta fino al 17 ottobre dell’anno successivo, a ricordare la data (possibile) del furto. In occasione del cinquantenario, otto delle nove Natività – di Laboratorio Saccardi, Francesco De Grandi, Adalberto Abbate, Fulvio Di Piazza, Igor Scalisi Palminteri, Daniele Franzela, Alessandro Bazan, Francesco Simeti – diventano i capitoli di un’unica narrazione artistica. Manca solo quella di Studio Azzurro, che nel 2012 realizzarono un universo immersivo virtuale. “NEXT – Le altre Natività” si inaugura il 16 ottobre, alle 18,30 in uno spazio simbolico: le stanzette al primo piano dell’Oratorio San Lorenzo, un tempo occupate dalle custodi, le sorelle Gelfo, che si accorsero del furto e diedero l’allarme. Ingresso libero.

26 dicembre 2010 | 17 ottobre 2011 – L’opera di Laboratorio Saccardi – formato in quel periodo da Marco Leone Barone, Giuseppe Borgia, Vincenzo Profeta, Tothi Folisi – rispecchia il registro fortemente provocatorio e l’atteggiamento dissacratorio del collettivo nei confronti di eventi mediatici, realtà sociale, culturale, economica e politica fornendo la propria interpretazione dei fatti.

26 dicembre 2011 | 17 ottobre 2012 – Francesco De Grandi si misura con una Natività perduta calando la sua opera in un contesto naturale, primordiale, quasi vergine.

Non in mostra 26 dicembre 2012 | 17 ottobre 2013 – resti[tua]zione è l’opera collettiva a frammenti e rete informatica di studio azzurro. Attraverso un interscambio di memorie e conoscenze, nasce un’installazione immersiva, un percorso “materico” e sensoriale che apre le porte ad un’estensione virtuale, una “restituzione di frammenti”, accessibili attraverso i QR-code, fruibili all’interno dell’universo delle reti informatiche.

26 dicembre 2013 | 17 ottobre 2014 – Adalberto Abbate gioca con il termine Nativitas, indagandone le diverse accezioni, interpretazioni, linguaggi.

26 dicembre 2014 | 17 ottobre 2015 – La Natività di Fulvio di Piazza si riallaccia ad una pittura di mondi altri, dove l’immaginazione prende forma con pennellate attente, tipiche della sua cifra artistica. Di Piazza inventa una Natività collocata in un tempo e uno spazio surreali, giocosi, tra nuvole e apparizioni reali e, al contempo, allucinatorie.

26 dicembre 2015 | 17 ottobre 2016 – Igor Scalisi Palminteri cala il suo angelo distrutto in un ambiente scuro, lo immerge in una memoria immemore che sente la tremenda assenza.

26 dicembre 2016 | 17 ottobre 2017 – Daniele Franzella, mantenendo tema e dimensioni della tela di Caravaggio, offre un’opera composita e originale, in cui storia e contemporaneità si fondono in un immaginario fiabesco, atemporale, che rievoca le più tradizionali rappresentazioni presepiali.

26 dicembre 2017 | 17 ottobre 2018 – La riflessione di Alessandro Bazan attorno all’iconologia presepiale, rivista e ricontestualizzata all’interno di uno scenario palermitano popolato di personaggi iconici prestati dal Jet set o desunti dal repertorio caravaggesco.

26 dicembre 2018 | 17 ottobre 2019 – Francesco Simeti offre una sua personale riflessione sulla Natività, integrando e compenetrando all’interno della composizione dettagli grafici estratti dal corredo decorativo dell’oratorio. Le sculture lignee del trapanese Leonardo Bongiorno (1703), poste a sostegno degli scranni, divengono la quinta scenica di uno scenario fiabesco, un eden primigenio in grado di evocare il miracolo della creazione e della rinascita.

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