Porta San Pancrazio

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Roma – La porta San Pancrazio è una delle porte meridionali che si aprivano nelle Mura aureliane di Roma. Si trova nei pressi della sommità del colle del Gianicolo, e la sua prima edificazione potrebbe risalire già verso la fine della Repubblica, quando un modesto nucleo abitativo ‘’trans-tiberino’’ venne racchiuso in una piccola cinta muraria. In seguito costituì il vertice occidentale di quella sorta di triangolo che la cinta, edificata nel 270 dall’imperatore Aureliano, compiva arrampicandosi sul colle.

L’intera porta San Pancrazio fu infatti parzialmente ricostruita nel XVII secolo da M. de’ Rossi, discepolo di Gian Lorenzo Bernini, in occasione dell’edificazione della nuova cinta muraria detta “Gianicolense“, voluta da papa Urbano VIII. Il de’ Rossi, infatti, si limitò ad eliminare la porta, mantenendo però la controporta aureliana. La nuova cinta sostituì, demolendolo, tutto il tratto di mura aureliane posto sul lato destro del Tevere, comprese le porte Portuensis e San Pancrazio, riedificate ex novo (la prima, l’attuale Porta Portese, circa 400 metri più a nord della posizione originaria) e con lo stile architettonico barocco proprio dell’epoca.

La porta divenne poi celebre per i combattimenti che in quella zona si svolsero nei mesi di aprile-giugno 1849 tra le forze militari della Repubblica Romana comandate da Giuseppe Garibaldi e le truppe francesi intervenute a protezione del papato. In quell’occasione la porta venne distrutta dai bombardamenti operati dai francesi. Ricostruita nell’aspetto odierno dall’architetto Virginio Vespignani nel 1854 su commissione di papa Pio IX, ebbe ancora un ruolo di primo piano il 20 settembre del 1870, quando da qui entrarono le truppe del generale Bixio, contemporaneamente a quelle che passarono da Porta Pia.

Durante i drammatici avvenimenti della primavera e dell’inizio estate del 1849, quando le truppe francesi aggredirono militarmente la Repubblica Romana ponendo la città sotto assedio per un intero mese, Porta San Pancrazio rivestì un ruolo di primaria importanza nella difesa disperata di Roma capeggiata da Giuseppe Garibaldi.

In memoria di quell’eroica resistenza, per la quale sacrificarono la propria vita uomini come Emilio Dandolo, Luciano Manara, Goffredo Mameli, nella ricorrenza del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, Porta San Pancrazio diventa sede di un museo dedicato alla Repubblica Romana del 1849 e alla tradizione garibaldina.

Luogo fortemente evocativo dei fatti, la porta costituisce anche un punto privilegiato di lettura dell’area storico-monumentale del Gianicolo che di quella dura battaglia conserva ad oggi ampia memoria a livello monumentale.
L’attuale porta S. Pancrazio, situata sull’altura del Gianicolo nel perimetro delle mura urbaniane o gianicolensi, fu costruita nel 1854-57 dall’architetto Virginio Vespignani sulle rovine della porta realizzata da Marcantonio De Rossi nel 1648 e semidistrutta durante le vicende belliche del 1849. A sua volta la porta seicentesca aveva sostituito l’antica porta Aurelia che si apriva nel recinto delle mura aureliane in posizione leggermente arretrata rispetto a quella odierna.
Il 19 aprile 1951 l’Amministrazione Comunale consegnò i locali all’Associazione Nazionale Veterani e Reduci Garibaldini per la realizzazione del Museo. Nel contempo fu avviato l’ordinamento dei materiali e della documentazione per la costituzione del Museo che è stato aperto al pubblico nel 1976 con due sezioni: la prima riguardante la Storia garibaldina risorgimentale e la seconda la storia e le vicende della Divisione italiana partigiana Garibaldi.

 

Museo della Repubblica Romana e della Memoria Garibaldina, Largo di Porta S. Pancrazio – Roma

 

Info:

Web: www.museodellarepubblicaromana.it

 

longo@gdmed.it

Giuseppe Longo

 

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