Spazi fuori dal Tempo. I “Non luoghi” fotografati da Michele Di Donato

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da sx: Michele Di Donato, Piero Longo, Vincenzo Cucco

Palermo – Un accurato reportage si sofferma, generalmente, sulle architetture caratteristiche di una regione, oppure confronta la malinconia delle periferie con la frenetica attività delle metropoli, ricorrendo anche alla presenza delle figure umane, con lo scopo di realizzare la rappresentazione fotografica dei paesaggi urbani attraverso i quali si propone di descrivere un’area geografica e le problematiche relative al tessuto sociale.

Ma non solo e non sempre.

La mostra “Non luoghi”, allestita presso la Sala Eventi al quarto piano dello Store Mondadori di Palermo, propone trentacinque immagini in bianco e nero, con le quali il fotografo di origine pugliese Michele Di Donato ha esplorato, in momenti diversi, ambienti mitteleuropei e quartieri “nostrani”, riuscendo ad ottenere fotografie “concettuali” che non hanno il compito di trasmettere le consuete informazioni destinate ad arricchire il bagaglio culturale, storico, geografico o letterario di chi le osserva, dal momento che esse sono in grado di creare delle atmosfere affrancate dalle barriere spazio-temporali e percepibili direttamente a livello di suggestioni interiori.

La ricerca deve necessariamente partire da posti reali e concreti costruiti per soddisfare le esigenze del progresso nel mondo contemporaneo. Lungo i portici, nei garage e nei sottopassaggi delle stazioni anche i dipinti murali hanno acquisito dignità di decoro artistico, tuttavia, chi non li frequenta si ostina ad ignorare questi “misteriosi microcosmi”. I forti contrasti e le condizioni più estreme di luminosità costituiscono, in qualche modo, l’inizio dell’allontanamento dal realismo contingente. Quasi tutte le persone presenti all’interno delle inquadrature subiscono un effetto “mosso” che le trasforma in ombre indistinte e, inoltre, negli scatti notturni, la totale riduzione di ogni cosa a forme perfettamente bianche su uno sfondo buio suscita sensazioni oniriche riconducibili al dualismo tra bene e male o tra vero e falso. Visioni creative, talvolta inquietanti, più spesso provocatorie, ma per niente tragiche, insomma, affascinanti.

I non luoghi appartengono ad una dimensione illusoria, non sono collocabili nel passato, quindi non destano i ricordi e, pertanto, non possono essere descritti con lunghi discorsi o per iscritto, ma, tuttavia, la loro “proiezione” può essere comunque distintamente percepita.

In occasione dell’inaugurazione della “Personale”, avvenuta il 20 maggio alla presenza di un pubblico composto da visitatori competenti, stimati fotografi e giornalisti, il curatore

Vincenzo Cucco, Responsabile del settore Fotografia dell’Associazione Culturale Enzo La Grua, ha introdotto la dettagliata analisi del Critico d’Arte prof. Piero Longo e l’intervento dello stesso autore delle opere.

Le raffinate stampe del pluripremiato fotografo, nella loro moderna raffinatezza, evidenziano una padronanza tecnica tale da consentirgli di ottenere con disinvoltura i prestigiosi riconoscimenti, meritati sia in Italia che all’estero. Continuando a privilegiare il bianco e nero, Di Donato potrà destinare la sua produzione artistica a nuovi progetti espositivi ed editoriali di sicuro interesse per tutti gli amanti della Fotografia.

La mostra “Non luoghi” del fotografo Michele Di Donato, allestita all’interno dell’ampio Spazio Eventi del Mondadori Megastore di Via Ruggero Settimo, 16, a Palermo, sarà visitabile dal pubblico tutti i giorni dalle ore 9.30 alle 20.30 fino al prossimo 1° giugno .

L’ingresso è libero.

Andrea di Napoli

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