Presentazione 16° Rapporto Annuale Federculture 2020

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Roma – Presentazione del 16° Rapporto Annuale Federculture “Impresa Cultura”. Riportiamo per i lettori la sintesi dell’intervento a cura di Andrea Cancellato, Presidente Federculture.

«Ho il dovere, ma anche il privilegio, di ringraziare il Ministro Dario Franceschini per la sua partecipazione a questo incontro in un momento così difficile e anche critico per il Paese e, è giusto riconoscerlo, anche per chi lo governa. Non era, e non è facile, affrontare questa situazione. Occorre molto impegno e coraggio, compresa la consapevolezza di poter sbagliare: il Ministro Franceschini ha queste caratteristiche e a lui abbiamo, anche nello stimolo e in qualche dissenso, sempre rivolto sostegno e apprezzamento.

Siamo certi che non mancheranno tutta l’attenzione e le risorse necessarie per qualunque impresa culturale colpita dalla crisi e dalle decisioni del Governo volte al contenimento della pandemia.

Abbiamo, pur in piena tempesta, il dovere di guardare verso la fine di questo percorso per attrezzarci meglio alla cosiddetta “nuova normalità”. A questo scopo, abbiamo indicato una serie di interventi che richiamo solo per titoli, poiché sappiamo tutti cosa vogliono dire:

1. Attuare le indicazioni della Legge di Bilancio 2018 sulle imprese culturali e creative;

2. Mobilitare tutte le risorse possibili, pubbliche e private, a sostegno della cultura estendendo tutte le forme di agevolazioni fiscali (da Art Bonus alla defiscalizzazione del consumo culturale);

3. Inserire, come già indicato, nei programmi europei l’adeguamento infrastrutturale di tutti i luoghi della cultura (teatri, musei, biblioteche, etc.) in modo da renderli sicuri e accoglienti per i visitatori, oltre che a favorire il miglior efficientamento energetico;

4. Sempre in campo di finanziamento europeo, prevedere una campagna di digitalizzazione di tutto il grande patrimonio archivistico delle nostre istituzioni culturali, al fine anche di consentire il lavoro di ricerca e di valorizzazione in remoto;

5. Dare corso al Fondo Cultura sia nella versione investimenti pubblici (compresi gli Organismi di tipo pubblico come le Fondazioni culturali), sia nella versione “fondo di garanzia” per le imprese culturali e creative che, a causa della crisi, non avrebbero le caratteristiche necessarie per poter attingere al credito (il famoso rating) indispensabile per poter progettare il futuro;

6. Prevedere una grande campagna di investimento per una nuova produzione culturale a livello nazionale, una sorta ci chiamate alle armi dalle città ai borghi, che sia capace di rivitalizzare il Paese che uscirà stremato dalla pandemia.

All’atto del suo insediamento come Ministro, l’on. Franceschini affermava che il Mibact era il più importante ministero economico dell’Italia, e noi con lui eravamo fieri di questa affermazione.

Oggi il ministero dei beni e delle attività culturali deve diventare il ministero più importante di un “nuovo” Welfare Italiano, cioè il ministero che contribuirà a rendere la cultura l’elemento chiave del nostro vivere in comunità e nella coesione del nostro Paese, il fattore più rilevante della nostra formazione e della nostra riconoscibilità nel mondo e fra le genti». (Andrea Cancellato, Presidente Federculture)

longo@gdmed.it

Giuseppe Longo

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