Diario di un frammento

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Patti (Me) Vicenda di una tranche de vie frantumata e ricomposta, narrata in uno stile dinamico e asciutto, essa si articola in frammenti, ognuno dei quali evoca un’unità perduta. Il frammento – che è al tempo stesso l’oggetto e la forma discorsiva del racconto di Margherita Versari è spesso il risultato di un gesto violento, dell’atto di frangere, ossia spezzare, rompere, parcellizzare ciò che prima costituiva un tutto; ma ha anche un significato geografico (separazione, allontanamento) e uno storico (discontinuità). È frammentaria, infine, la scrittura di Margherita Versari, così come il rapporto tra la storia e il racconto, che procede discontinuamente, per associazioni di idee, con salti avanti e indietro negli anni (la memoria elude spesso la successione cronologica), dove l’evento, ripetuto (la passeggiata a bassa quota), perde la sua dimensione storiografica e diventa rito. Il frammento dice dunque quello che la lingua non può dire. È per l’autrice il punto di partenza e l’approdo di un progetto di riappropriazione del passato: tanto più fitto è il buio, recitano le parole conclusive del racconto, tanto più stupefacente e amabile ci appare la luce, se c’è e quando coè. (F. Funari)

L’autrice: Margherita Versari (1951) è stata professoressa di Letteratura Tedesca all’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna fino al 2013. Autrice di saggi e pubblicazioni scientifiche, nel 2018 pubblica un volumetto di trentuno poesie dal titolo Tranche de vie (Aracne).

 

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