Una nuova era per la linea Sicignano – Lagonegro

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Sicignano degli Alburni (SA) – La strada ferrata Sicignano degli Alburni-Lagonegro, nota anche come ferrovia del Vallo di Diano, fu inaugurata nel XIX secolo, nel periodo compreso tra il 1886 e il 1892. Questa storica rete ferroviaria a unico binario e non elettrificata, collegante le regioni Campania e Basilicata, fu sospesa al traffico nel 1987 per consentire la realizzazione dei lavori di elettrificazione della ferrovia trasversale Battipaglia – Potenza – Metaponto. Tuttavia, anche se il percorso a scartamento ordinario non risulta ufficialmente soppresso, sino ad oggi sono ancora attivi gli auto servizi sostitutivi (autobus di Trenitalia con biglietto FS).

Considerata però l’alta valenza culturale e turistica della suddetta tratta ferroviaria, mediante il Parco Nazionale del Cilento, del Vallo di Diano e Alburni (Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’Unesco), e con i siti archeologici di:

Paestum l’antica città greca di Poiseidonia fondata probabilmente verso la fine VII secolo a.C.;

Velia (in greco Elea), fondata attorno al 540 a.C.;

Certosa di San Lorenzo a Padula (costruzione iniziata nel 1306 e completata nel 1779);

è interessante pubblicare la Scheda di Proposta Progettuale, stilata dal Generale di Brigata (Ris), Mario Pietrangeli (1), e inviata al Presidente del Comitato per la Riapertura della Linea Sicignano – Lagonegro, Dott. Rocco Panetta, riguardante appunto la ferrovia campana dismessa, Sicignano degli Alburni – Lagonegro, chiusa da 34 anni a questa parte. Pertanto, la proposta personale del Pietrangeli viene oggi ad inserirsi nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) relativo al Recovery Fund per la riapertura di storiche e di meravigliose linee ferroviarie – a suo tempo chiuse al traffico – con un’alta valenza culturale e turistica.

Eccovi di seguito il contenuto della scheda – proposta:

La ferrovia Sicignano degli Alburni-Lagonegro, conosciuta anche come Ferrovia del Vallo di Diano, è una ferrovia della Campania, con il suo capolinea terminale in Basilicata, inaugurata nel 1892 e nel 1987 chiusa al traffico, sia merci che passeggeri, durante i lavori di rinnovamento ed elettrificazione della linea Battipaglia-Metaponto; nonostante la riapertura della linea per Potenza la ferrovia rimase chiusa e i treni sostituiti da autoservizi. La “temporanea chiusura all’esercizio” sussiste al 2018 e sono ancora svolti gli autoservizi sostitutivi. La ferrovia inizia dalla stazione di Sicignano degli Alburni, della Battipaglia-Potenza, e si dirama in direzione Potenza, giungendo fino alla stazione di Lagonegro.

Alla fine degli anni settanta, a causa di diversi smottamenti nel percorso più accidentato della linea, venne interrotto il servizio tra Casalbuono e Lagonegro. L’inizio degli anni ottanta portò grandi cambiamenti, con importanti lavori di consolidamento di ponti, gallerie e costoni a rischio, la sostituzione dei binari, l’allungamento delle banchine nelle stazioni e l’entrata in funzione di automotrici ALn 668: si passò da 7 a 8 coppie di treni giornalieri, con una coppia di corse diretta per Napoli.

Con l’inizio dei lavori di elettrificazione della linea Battipaglia-Metaponto nel 1986, anche la linea per Lagonegro (di cui era ipotizzata addirittura l’elettrificazione) venne chiusa ed i treni sostituiti da autobus. Alla riapertura della Battipaglia-Potenza nel 1993, il bivio da Sicignano degli Alburni per Lagonegro rimase disconnesso e il servizio di linea affidato agli autobus (servizio sostitutivo con autobus Trenitalia e con biglietto FS), anche se la ferrovia non è stata mai ufficialmente soppressa

Nel corso degli anni sono stati proposti molti progetti di riattivazione rimasti tuttavia senza esito. Nel 2006 sono stati stanziati fondi per uno studio di fattibilità (180.000 euro) e sono state riaperte e ripulite alcune stazioni a servizio degli autobus. Proposte e finanziamenti successivi non hanno avuto esiti concreti e l’autoservizio sostitutivo da Battipaglia a Lagonegro continua a protrarsi con la soppressione di alcune stazioni. Nel marzo 2012 da Galdo a Castelluccio è entrata in funzione per un mese la “ciclo-ferrovia” con delle biciclette ferroviarie autorizzate dalle autorità competenti che percorrono il tratto di linea, pulito da rovi ed erbe infestanti. Nell’ottobre 2012 si costituì un comitato di cittadini con l’obiettivo primario di arrivare al ripristino della ferrovia; su pressione di tale comitato il 12 aprile 2013 l’AD Mauro Moretti annunciò entro settembre 2013 uno studio di fattibilità per la riattivazione cui fece seguito il 1º luglio una dichiarazione di impegno del sottosegretario alle Infrastrutture e ai Trasporti per il ripristino della linea completa fino a Lagonegro.

Nel 2018 viene proposto un progetto della Regione Campania per la riapertura a fini turistici.

Nel 2021 viene proposto di realizzare l’alta velocità SA-RC attraverso il Vallo di Diano.

Dati principali

Lunghezza:78,247 km

Apertura:1886 -1892

Chiusura:1987

Ultimo gestore: Ferrovie dello Stato

Elettrificazione: no

Scartamento: Ordinario

Stazioni e fermate: Sicignano degli Alburni, Castelluccio, Galdo, Petina, Auletta, Pertosa, Polla, Atena, Sala Consilina, Sassano-Teggiano, Padula, Montesano-Buonabitacolo, Casalbuono, Casaletto Spartano-Battaglia, Lagonegro


Stato attuale

Linea non ufficialmente soppressa ma in stato di abbandono, ancora armata per l’intera estesa.

Proposta di Realizzazione di una Stazione di Interconnessione nel Vallo di Diano tra il nuovo tracciato della Linea AV/AC Salerno Reggio Calabria e la Linea Ferroviaria – Sicignano Lagonegro

Il Comitato per la riapertura della Linea Ferroviaria Sicignano – Lagonegro propone al Governo di prevedere già nel progetto preliminare del nuovo tracciato della Salerno Reggio Calabria una Stazione nel Vallo di Diano (Il Vallo di Diano è una fertile conca, la cui ampia fascia pianeggiante di fondovalle è posta tra i 450 e i 480 m s.l.m., nel sud della regione Campania al confine con la Basilicata, parte della regione storica della Lucania. È composto da 15 comuni della provincia di Salerno e conta 60.319 abitanti) sulla linea AV/AC (vel. max 250 km/ora) interconnessa con la linea Sicignano-Lagonegro, che nello status di “temporaneamente sospesa”, anche se dal lontano 87, riaperta al traffico commerciale permetterebbe ai treni regionali, della Sicignano-Lagonegro, di circolare sulla nuova linea, viaggiando a 160 km/ora, così come oggi avviene sulla linea AV/AC tra Salerno e Napoli, via ferroviaria a monte del Vesuvio. Senza la stazione di interconnessione con la linea Sicignano-Lagonegro, l’Alta Velocità non apporterebbe alcun beneficio al Vallo di Diano, al Lagonegrese, all’Alta Val d’Agri e dalla Valle del Melandro, in Basilicata. Una stazione di interconnessione è prevista, secondo progetto, solo a Baronissi, con la linea Salerno-Mercato S. Severino. Senza stazioni di interconnessione con la linea tradizionale si farebbe la fine della Ciociaria, in cui si vedono passare i treni AV, senza che i treni regionali in circolazione sulla Roma-Cassino possano, per ragioni tecniche, transitare sulla linea AV (vel. max. 300 km/ora). Il Comitato Auspica che i Sindaci, le Regioni e i parlamentari facciano propria questa proposta e che la sostengano in tutte le sedi opportune. Tra le tante voci che arrivano dal territorio si evidenzia il pensiero del Sindaco di Capaccio- Paestum, Franco Alfieri, che ritiene stupida la competizione del Cilento con il Vallo di Diano e intelligente realizzare la nuova tratta e potenziare quella esistente prevedendo più treni, non limitandoli quindi al fine settimana ed ai mesi estivi.

 

Stazioni e fermate

Per Salerno

0+000   Sicignano degli Alburni

Per Potenza

6+266   Castelluccio

8+755   Galdo

11+905 Petina

16+355 Auletta

22+140 Pertosa

26+809 Polla

Linea FCL per Marsico Nuovo

33+917 Atena / Atena Lucana (FCL)

40+650 Sala Consilina

45+455 Sassano-Teggiano

49+745 Padula

55+514 Montesano-Buonabitacolo

64+661 Casalbuono

71+416 Casaletto-Battaglia

Confine Campania-Basilicata

78+247 Lagonegro (FCL) / Lagonegro (RFI)

 

 

(1) Il Generale della riserva Mario Pietrangeli, figlio di ferroviere, è nato a Gubbio (Perugia). Risiede a Besozzo VA Lombardia. È un Generale dell’Arma del Genio della specialità ferrovieri (in pensione) dell’Esercito, entrato all’Accademia Militare di Modena nell’ottobre 1978 (160° corso), ha conseguito una laurea in Scienze Strategiche con il relativo Master presso l’Università di Torino e in seguito la Laurea in Scienze Diplomatiche e Internazionali presso l’Università di Trieste.  Ha ricevuto premi per le sue pubblicazioni (tra l’altro a Milano nel 2015 ha ricevuto il premio UNUCI Paladino della Memoria). Nella sua lunga carriera militare ha comandato anche le unità militari ferroviarie: la compagnia genio ferrovieri; il 1° Battaglione Genio Ferrovieri e il Reggimento Genio Ferrovieri. Da Comandante di Battaglione e di Reggimento ha partecipato con le sue unità alla ricostruzione della rete ferroviaria nei Balcani. Per tali attività ferroviarie militari ha ricevuto la Benemerenza del Comune di Fara in Sabina RI e del Rotary di Gubbio PG.

Ph:

Copertina: Ex Stazione Ferroviaria di Polla (SA) Locomotiva FS 835.205, per gentile concessione di Michele Santarsiere 

Ph. da Comitato Riattivazione Ferrovia Sicignano-Lagonegro, ©Bernard Studer (Littorina ALn. 56.2021 e Locomotiva a vapore FS 625.042)

longo@gdmed.it

Giuseppe Longo

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