Alla Collezione Peggy Guggenheim “Ragazza con il bavero alla marinara” di Amedeo Modigliani

603

Venezia – Alla Collezione Peggy Guggenheim “Ragazza con il bavero alla marinara” di Amedeo Modigliani. La Fondazione Solomon R. Guggenheim si arricchisce di una preziosa donazione: Ragazza con il bavero alla marinara di Amedeo Modigliani. La Fondazione Solomon R. Guggenheim si arricchisce di una preziosissima quanto rara perla pittorica: la tela di Amedeo Modigliani “Ragazza con il bavero alla marinara” (La femme en blouse marine), del 1916, lascito della collezionista veneziana Luisa Toso. La tela sarà esposta alla Collezione Peggy Guggenheim a partire da giugno, in seguito a un delicato intervento di restauro intrapreso dal dipartimento di conservazione del museo. Tale progetto di conservazione è reso possibile grazie al generoso supporto di EFG, Institutional Patron del museo e già partner di progetti di restauro di opere della Collezione.“Ragazza con il bavero alla marinara” arricchisce il patrimonio artistico-museale della città di un inestimabile capolavoro, secondo il volere della stessa donatrice. Inoltre la tela di “Modì”, soprannome dell’artista livornese dal francese “maudit” (maledetto), si unisce ad altri tre suoi lavori appartenenti alla collezione newyorkese del museo Solomon R. Guggenheim, ma posteriori a questa, tutte datate 1917-18. Protagonista della tela è una giovane donna, con un caschetto di capelli neri che accentua l’ovale del viso e insieme ne esalta, con lo sfondo e l’abito ugualmente scuri, l’incarnato roseo del viso. Lo stesso soggetto compare in un’altra opera dell’artista, dello stesso anno, “La servetta seduta”. La tinta del vestito suggerisce di collocare l’opera in inverno, poiché nella bella stagione il “marinière”, detto anche “French Riviera Style”, adottato dai figli dei parigini e londinesi altoborghesi che frequentavano la Costa Azzurra, prevedeva colori chiari. La parvenza leggermente androgina e l’astrazione rappresentativa rispondono all’esigenza, costante in Modigliani, di trasferire sulla tela l’inconscio, il mistero dell’istintività della razza umana. Nell’allungamento anatomico che, a partire dalla seconda metà del Novecento, caratterizza tutte le sue opere, affiorano echi delle precedenti esperienze in ambito scultoreo, con reminiscenze africane e orientali. La tela, identificata con “La femme en blouse marine”, viene esposta in occasione della personale dell’artista organizzata dal suo mercante Léopold Zborowski, nel dicembre del 1917 nella galleria parigina di Berthe Weill. L’esposizione suscitò scandalo per i nudi femminili esposti in vetrina, tanto da dover chiudere in anticipo. Nel 1917 il dipinto venne acquistato dal mercante d’arte Paul Guillaume ed esposto in rarissime occasioni, al Palais des Beaux-Arts, a Bruxelles, nel 1933 e alla Kunsthalle Basel, a Basilea, nel 1934, per poi entrare nella collezione Toso di Venezia, nel 1952. Successivamente, nel corso degli anni, “Ragazza con il bavero alla marinara” è stata esposta a Milano, Roma, Padova, Verona, Venezia, Ancona, Caserta e Torino, dopo che lo Stato Italiano l’ha notificata quale opera di altissimo valore artistico e storico. Prima della sua esposizione, la tela è stata oggetto di un intervento di restauro, ad opera del capo-conservatore della Collezione Peggy Guggenheim e reso possibile grazie al prezioso sostegno di EFG, che ha abbracciato con entusiasmo il progetto comprendendone l’importanza storico-artistica. Luciano Pensabene Buemi è intervenuto sulla superficie del dipinto rimuovendo lo spesso strato di vernice non originale, ossidata e ingiallita, applicata in occasione di un precedente intervento di restauro, che ne aveva falsato i colori, rendendo illeggibili soprattutto i toni freddi, grigi e blu, del dipinto e l’incarnato roseo che era ormai era diventato color ocra. Grazie all’intervento i colori hanno nuovamente assunto le tonalità originali e anche le tracce di ossidazioni e sbiancamenti, visibili in più parti sulla tela, sono state colmate. Come già accaduto nel 2016 con il capolavoro di Pablo Picasso “Lo Studio” (L’Atelier), EFG ha esteso il proprio sostegno al museo anche con questo importante intervento di conservazione che permette oggi di poter esporre l’opera di Modigliani a Palazzo Venier dei Leoni. Questo progetto permette a EFG di riaffermare il proprio impegno a favore di un’istituzione d’eccellenza come la Collezione Peggy Guggenheim di Venezia, collaborazione iniziata nel 2001 con la banca BSI, acquisita e oggi integrata in EFG, gruppo bancario internazionale specializzato in private banking e asset management. Attraverso questo progetto di restauro, EFG intende affiancare in modo ancora più puntuale la Collezione, dimostrando che l’impegno nel campo dell’arte si realizza non solo attraverso una propria collezione di arte contemporanea, ma anche partecipando a progetti specifici che contribuiscono alla crescita del comune patrimonio culturale.

Palazzo Venier dei Leoni Dorsoduro 701 30123 Venezia

longo@gdmed.it

Giuseppe Longo

CONDIVIDI