Palermo Pride 2017:gli Artisti

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Palermo – The Magnetic Trio

Gianni Gebbia sax soprano, Gabrio Bevilacqua contrabasso e Carmelo Graceffa batteria.

Il sassofonista e compositore siciliano Gianni Gebbia ha creato questo trio nel 2013 con lo scopo di concentrarsi sulle proprie composizioni e melodie sviluppate in un lunghissimo arco di tempo dai primi anni 80 ad oggi attraversando le esperienze musicali più disparate : dal folk alla world music, dall’improvvisazione radicale al jazz contemporaneo. Nel Magnetic Trio vi è una speciale attenzione sui moduli ipnotici e ripetitivi accanto allo sviluppo di melodie derivanti dalla tradizione musicale delle isole del mediterraneo. Per l’occasione Gianni Gebbia ha ripreso l’utilizzo del sax soprano con il quale ha iniziato la sua carriera concertistica. Lo accompagnano in questa ricerca il bassista Gabrio Bevilacqua ed il batterista Carmelo Graceffa due giovani e solidi musicisti che supportano e sviluppano le idee del saxofonista con grande intensità. Gianni Gebbia utilizza la respirazione circolare della quale è considerato uno dei massimi esploratori come metodo elettivo per creare questo climax magnetico ed ipnotico che ci porta in un viaggio che parte dai cantori ignoti delle strade di Palermo ai maestri sardi delle launeddas sino alle sonorità di uno Steve Lacy. Nell’agosto del 2013 hanno pubblicato un primo album album intitolato“ Prospero “ per l’etichetta Objet-a. Il Magnetic Trio ha già compiuto un primo tour europeo esibendosi ed ha partecipato all’ O’Oton festival di Palermo 2013, Siracusa Jazz Festival Labirinti Sonori, Piec art Krakow Polonia. Nel Gennaio del 2015 il sito americano Allaboutjazz.com ha scelto il brano “Nievski in Love” del Magnetic Trio come download del mese.

Canzoni di Amore

Un’idea di Serena Ganci e Ugo Giacomazzi. Al contrabbasso Gabrio Bevilacqua, alla chitarra Gino Maria Boschi.

Viviamo in disequilibrio. Fra uomo e donna, fra sesso e amore, fra gioco e roba seria, fra pace dei sensi e tempeste ormonali. Da quando sono nato/a sento di avere una spina nel cuore e una rosa dentro al cervello. Dobbiamo cantarvi di queste rose, di queste cose, parlarvi di queste spine, fare un inno alle mele dei nostri peccati. Nella linea sottile fra te e me camminiamo. Come bussola vecchie e nuove canzoni d’amore, o meglio, di Amore. Perché Lui è in mezzo a noi, ovunque, mischiato e un po’ “confuso”, invisibile, distratto e incurante ma prontissimo a colpirci con le sue frecce. Adolescenti, maturi, vecchi, consapevoli, ignari siamo noi i suoi bersagli, per disgrazia o per fortuna vittime di Amore da sempre e per sempre. Le Monde dice: Quand le théâtre devient chanson. Il Tribune scrive: An amazing duo of stand up comedians! Repubblica ammette: quante risate. Il Corriere ammonisce: quante stronzate. Mia madre urla: non ti parlerò più.

Democrazia Tropicale

#DemocraziaTropicale avrebbe potuto essere un partito sensibile ai cambiamenti climatici e alle meteo-ossessioni dei nostri giorni, ma per il momento è il nome del sodalizio nato dagli effetti apotropaici di un ballo di capodanno esploso spontaneamente sulle note di “Zombie” di Fela Kuti. Un progetto che mette insieme due appassionati di musica tra Palermo e Londra con l’idea di scovare, selezionare, diffondere ritmi e suoni dal mondo afrobeat, psych-cumbia, afrofunk, samba e tropicalismo rovente sparso. Che l’energia di Fela Kuti e dei suoi 37 figli sia con voi, stay tuned!

Matrimia

Daniele Tesauro: fisarmonica, chitarra, groovebox, Dario Compagna: clarinetto, Alessio Costagliola: Chitarra Elettrica, Roberto Ferreri: basso, voce, Giacomo Di Domenico: batteria, darabouka, Davy Deglave: voce

Il suono dei Matrimia è uno straordinario e trascinante mix zingaro, balcanico, arabo, ebraico con influenze della chanson française, del jazz manouche, della musica mediterranea ma anche del reggae, elettronica, ska e del pop rock. Il nome Matrimia (in italiano Mamma Mia) è un espressione comunemente usata in Sicilia per richiamare qualcosa di emozionante e che lascia increduli, proprio come i loro concerti, dai quali emerge tutta la loro anima, allo stesso tempo festosa e musicalmente raffinata. Dal 2005, anno di nascita del loro line up attuale, hanno condiviso il palco con artisti di fama internazionale, quali Boban Marcovic, Naat Veliov & The Original Kocani Orchestar, Giovanni Sollima, Roy Paci & Aretuska, Shantel, Besh O Drom, Parno Gratzt, Bandabardò, 99 posse, Donatella Rettore, Nada, condotto svariate tournée in Italia, Francia e Belgio e suonato in festival internazionali come il Sete Sois Sete Luas in Grecia o il Couscous Fest di San Vito Lo Capo.

Nicolò Carnesi

È uno dei nomi più brillanti della nuova generazione di cantautori italiani. Autore di canzoni dai testi acuti, sottili e cinici che viaggiano su sonorità elettroacustiche influenzate dalla tradizione italiana e dal british pop degli anni ’80, Nicolò Carnesi ha esordito con un album dalle molte sfaccettature, proponendosi ora come cantautore nella tradizione nazionale, ora come funambolico creatore di brani di blues elettronico, ora come autore lirico e contemporaneo. Dopo la pubblicazione del singolo “Il Colpo” e l’ep “Ho poca fantasia”, Carnesi pubblica nel 2012 “Gli eroi non escono il sabato”, il suo primo album, confermando il proprio eclettismo, quello che potrebbe diventare un vero e proprio marchio di fabbrica: Nicolò applica una continua rielaborazione dei diversi generi musicali in cui gli originali vengono svuotati della loro identità, smontati e ridotti a tessere per un collage di suoni, melodie e riferimenti. Nicolò rielabora svariati generi musicali, svuotando gli originali della loro identità, e riutilizzandoli come tessere per un mix inimmaginabile di suoni, richiami, melodie. Il 1 aprile 2014 pubblica “Ho una galassia nell’armadio”(Candidato al Premio Tenco 2014). Nel suo secondo full lenght, Carnesi licenzia brani che mischiano folk, pop e new wave, che frullano i Flaming Lips e gli Smiths con Planck e la meccanica quantistica, che studiano il complesso rapporto tra l’universo e ogni singolo uomo, tra il grande e il piccolo.

Bellissima Noia” è il titolo del terzo album la cui uscita è prevista per il 30 settembre 2016. L’album è stato anticipato dal singolo “Lo spazio vuoto” di cui è stato realiazzato un videoclip girato dal regista Stefano Poletti.

Akkura

Gli Akkura sono una band con alle spalle tre album, qualche singolo, tanti concerti in Italia e all’estero e parecchie collaborazioni, tra cui quelle con il leggendario chitarrista Arto Lindsay e due dei più autorevoli rappresentanti della nuova scena brasiliana, Moreno Veloso e Domenico Lancellotti. Hanno attraversato molti generi musicali nei loro album, dalla canzone italiana alla musica gitana, dal Sudamerica all’Africa passando dal punk e dal reggae, facendosi notare per i lunghi concerti travolgenti. La band ha all’attivo più di 700 concerti, dall’Italia al Brasile, con esibizioni che vanno da Cracovia per il “Giorno della memoria” alla partecipazione al Womad (festival ideato da Peter Gabriel). Hanno pubblicato tre album – Akkura – Ep (2003), Zaùn (2007), Brucerò la Vucciria col mio piano in fiamme 2009) ed un singolo “Svalutation” (2011 – ediz limitata in vinile). Per il loro disco/libro, registrato a Rio De Janeiro e prodotto da due tra i più autorevoli rappresentanti della scena musicale brasiliana, Moreno Veloso e Domenico Lancellotti e avvalendosi anche della collaborazione di molti artisti, come lo scrittore Davide Enia e il cantautore Cesare Basile. Gli Akkura hanno anche realizzato musiche per videogiochi, cortometraggi, o anche spettacoli teatrali come “Italia – Brasile 3 – 2” di Davide Enia. Il gruppo vanta numerose collaborazioni, tra le altre: il leggendario chitarrista e produttore statunitense Arto Lindsay, Mario Incudine, Orquestra Imperial, Oratio, Toti Poeta, Nicolò Carnesi.

Un mondo raro

Un’idea di Antonio Di Martino e Fabrizio Cammarata. Dimartino voce e chitarra classica
Fabrizio Cammarata: voce e trés cubano.

Esce il 20 gennaio “Un mondo raro. Vita e incanto di Chavela Vargas”, il nuovo progetto di Antonio Dimartino e Fabrizio Cammarata. Un appassionato omaggio alla straordinaria artista messicana sviluppato attraverso la scrittura e la musica dei 2 cantautori siciliani, fra i nomi più rilevanti della scena musicale italiana. Una vita fra tequila, canzoni d’amore, passioni impossibili e magia, Chavela Vargas (1919-2012) è stata una delle voci più importanti dell’America Latina, arrivando, dopo gli ottant’anni, alla fama mondiale. In Italia non esiste nessuna pubblicazione su questa Edith Piaf messicana, che è stata amante di Frida Kahlo, musa di Almodòvar e icona omosessuale che ha infranto gli schemi di un intero secolo. Una carriera iniziata negli anni ’40, arrestatasi dopo tre decadi e, dopo vent’anni di alcolismo e oblio, ricominciata grazie a un incontro misterioso, che ha riportato la cantante alle scene mondiali, già anziana. Con il passo, la voce e la partecipazione emotiva di un romanzo, questo lavoro, nato da una passione comune e da un viaggio in Messico di due dei più stimati giovani cantautori italiani, sulle orme della cantante, ricostruisce la vita avventurosa di Chavela Vargas, dall’infanzia dolorosa in Costa Rica alla scoperta del Messico, dai concerti nelle bettole all’Olympia di Parigi. Una vita di solitudine ed euforia raccontata attraverso le canzoni e il rapporto con autori, artisti e celebrità, tra iniziazioni sciamaniche e amori travolgenti bagnati da litri di tequila, come quello con la pittrice Frida Kahlo.

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