In cinquecento contro la violenza sulle donne

1753

 

Flash mob al Cep organizzato dalla scuola Giuliana Saladino

No alla violenza sulle donne ed a tutte le violenze del mondo

Palermo – Condivisione e consapevolezza sono strumenti potenti che la società civile può usare per non cadere nelle trappole dei luoghi comuni che, a lungo andare, generano comportamenti difformi dal senso civico sino  a quelli di tipo violento che strappano la vita. La conoscenza ed una informazione corretta aiutano alla formazione di una coscienza critica contro ogni tipologia di dogmi sia culturali sia ideologici. La scuola svolge un ruolo fondamentale perchè prepara cittadini consapevoli perchè informati e quindi più resistenti alla manopolazione. Ecco il loro resonto, direttamente dai cinquecento cronisti che così hanno raccontatato la loro esperienza. “In cinquecento per urlare il proprio dissenso contro le violenze sulle donne ma anche contro ogni tipo di violenza in genere. Cinquecento studentesse e studenti, dai tre ai quattordici anni, dell’istituto Comprensivo Giuliana Saladino, in occasione della giornata mondiale contro la violenza sulle donne, hanno partecipato ad un Flash Mob in via Paladini (davanti il capolinea del Tram) per dire “No ad ogni tipo di violenza contro le donne”. Ecco la parola passa a Giusto Catania Dirigente Scolastico:Una giornata di festa e d’impegno – dichiara Catania – è la dimostrazione che il ruolo della scuola nel territorio è fondamentale per costruire consapevolezza e cittadinanza. Questo è ancora più importante in quartieri che vivono marginalità sociale e geografica. Tutto ciò è stato possibile grazie all’impegno dei docenti e alla collaborazione delle famiglie. Il Flash Mob è iniziato con la rappresentazione di un grande cuore umano, formato con i corpi delle ragazze e dei ragazzi, che aprendosi dà spazio a scene di vita quotidiana: dall’infanzia spensierata, ai giochi adolescenziali fino allo sbocciare dei primi amori, carichi di tenerezza e dolcezza. Ma la dolcezza, a volte, mostra il suo rovescio della medaglia e si rivela molto amara: diventa un amore crudele e anche criminale.

La parte centrale del Flash Mob si è mosso sulle note della ballata balcanica di Goran Bregovic, intitolata Kalashnikov, una canzone è diventata un inno contro le violenze delle guerre.

Kalashnikov, in contrapposizione alle canzoni patriottiche del periodo delle feroci guerre balcaniche che incitavano all’odio, è una canzone che esalta il ballo, l’allegria, la fratellanza e ciò viene detto nella lingua romanes, la lingua dei rom che rappresentano la comunità più perseguitata dell’Europa, contaminata con versi di una lingua non più esistente, il serbo-bosniaco, di cui è difficile avere una traduzione. La manifestazione si è chiusa con i versi di William Shakespeare che invitano al rispetto nei confronti delle donne”.

L’esperienza vissuta oggi è di quelle che restano indelebili nella memoria perchè le emozioni sono così forti che serviranno come nutrimento per le giovani coscienze “consapevoli” che la vita, essendo un dono prezioso non deve essere né tolta né ammantata di dolore. E’ importante che le nuove generazioni si nutrano di valori positivi come il rispetto per gli altri, perchè se noi abbiamo prestigio lo dobbiamo proprio agli altri che insieme a noi condividono parte della nostra esistenza. Ma la scuola da sola non può bastare. Un ringraziamento lo meritano anche quei docenti che nonostante gli insulti, il precariato ereditato, e le condizioni ostili in cui ogni giorno lavorano fanno il possibile per lasciare in eredità ai nuovi giovani un presente il più possibile immune da violenze di ogni tipo. La politica ha fallito il proprio ruolo, restano ancora la scuola ma sopratutto la famiglia che dovrebbe recuperare i propri ruoli e non delegarli agli altri.

Tonino Pitarresi

Giusto Catania

CONDIVIDI