25 anni fa ci lasciava il grande Franco Franchi

1606

 

PalermoAlle ore 18 del 18 settembre 1928, al civico 9 del cortile Scaletta, nel vicolo Caldomai, a Palermo (nei pressi della Discesa Giovenchi, nel popolare quartiere Capo, ndr), nasceva Francesco Benenato, il futuro Franco Franchi, grande attore comico, ottimo cantante e interprete di oltre 140 film con l’inseparabile Ciccio Ingrassia. Franco, che conobbi per caso nel 1950 mentre si esibiva nella “posteggia” a Piazza Colajanni, all’Albergheria, col nome di Ciccio Ferraù (personaggio saraceno dell’Opera dei Pupi, tanto amati da Franco), era una forza della natura, grande improvvisatore, dalla battuta istintiva e mai volgare. Dotato di un fisico robusto, atletico, riusciva a eseguire movimenti quasi impossibili, anche con la faccia, definita, appunto, “di gomma”.  Infatti, era capace a unire il mento al naso, gonfiava le guance in maniera impressionante, roteava gli occhi e, corrugando la fronte, faceva muovere simultaneamente capelli e orecchie. E’ noto che i critici del tempo non sono stati per nulla benevoli con Franco e, solo dopo la morte, come accade ai grandi, gli è stato riconosciuto il giusto valore artistico (e lo stesso avvenne per l’altrettanto bravo, Ciccio Ingrassia, ndr). Lo rividi dieci anni dopo e, poi nel 1964, già famoso, fu ospite ad un mio spettacolo. Legati da un’istintiva simpatia, tutte le volte che tornava a Palermo, spesso c’incontravamo, anche con Ingrassia, per un caffè e per sapere qualcosa sulla loro attività che non conosceva sosta: teatro, numerosi film, sfarzosi spettacoli televisivi, incisioni di dischi, partecipazioni a varie trasmissioni. Era il 1992, quando Franco, mentre registrava le puntate dello show “Avanspettacolo”, per un improvviso malore, dovette abbandonare gli studi di Napoli e tornare a Roma. Da tempo, infatti, l’attore era afflitto da una cirrosi epatica che si era ulteriormente aggravata e la mattina del 9 dicembre 1992, cessava di vivere tra le braccia della sorella Stefania e circondato dalla moglie Irene, dai figli Maria Letizia e Massimo e dall’inseparabile Ciccio Ingrassia. Per volere dello stesso attore la salma è trasferita a Palermo, dove la mattina di venerdì 11 dicembre, nella chiesa di Casa Professa, gremita all’inverosimile, si svolgono i funerali. Migliaia, infatti, le persone assiepate, tutta gente che ha conosciuto e amato quell’ex

guitto da strada, assurto, poi, ai fasti della celebrità.

Gente semplice, dei quartieri più popolari, gente della Palermo bene o della periferia, che quella mattina si ritrova lì per dare l’ultimo saluto a un grande attore comico che, prematuramente, abbandona le scene e la vita. Accanto a Ciccio Ingrassia in compagnia del figlio Giampiero, visibilmente provati, si scorgono gli attori Lino Banfi, Gianfabio Bosco e i nostri Gustavo Scirè e Giacomo Civiletti. Dopo i funerali, la salma, salutata da scroscianti applausi da un’immensa folla che sosta nella piazza antistante la chiesa, è tumulata nella tomba di famiglia, al cimitero palermitano dei Rotoli, per espresso desiderio dell’attore. Sabato 9 dicembre, alle ore 11, proprio a Casa Professa, nel 25° anno della morte di Francesco Benenato, si celebrerà una messa commemorativa. Con notevole ritardo ci si è accorti delle grandi capacità di Franco, che sapeva ben sottolineare i tempi, le pause e che aveva saputo trasformare il dolore della vita in una risata: aveva osservato, memorizzato, classificato, calibrato ogni gesto, parola o espressione della gente. Oggi, vediamo alternarsi vari artisti che s’improvvisano comici, abbozzano logorroici monologhi, realizzano pseudo scenette alla maniera di Franco & Ciccio, riuscendo, a volte, a strappare qualche risata e qualche applauso ma, certamente, non hanno il carisma e l’originalità dei loro più famosi predecessori che, come afferma lo scrittore Andrea Camilleri, “non erano artisti volgari, non giocavano sul doppio senso, semmai giocavano sulla surrealtà e il loro gioco era di grandissima classe”. Per domenica 10, inoltre, con inizio alle ore 16:00, presso la “Piccola Accademia dei Talenti” (Direzione Artistica:Simona D’Angelo), di Via Giuseppe Paratore n. 17-19, la cui aula-teatro sarà intitolata al comico palermitano, è previsto un programma comprendente:

Il “Saggio Arte” dona all’Accademia, il ritratto di Franco e Ciccio

-La Cooperativa Sociale “Acquamarina” consegna una borsa di studio ad un allievo talentuoso

-Franco e Ciccio, un’unica maschera: interpretazione Simona D’Angelo, alla chitarra Salvo Capizzi

-Esposizione foto di Franco e Ciccio

Franco Verruso

CONDIVIDI