Progetto di riqualificazione di Arte Pubblica

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Amt Area Catania

a cura di Giuseppe Stagnitta con gli artisti

Corn79 (ITALIA) – Gomez (VENEZUELA) –- Salvo Ligama (ITALIA) Fabio Petani (ITALIA) – Rasta (IRAN) – Seikon (POLONIA)

Catania – Emergence, Festival di Street Art ed Interventi Urbani, nasce nel 2012 a Giardini Naxos, cittadina di orientamento turistico della Sicilia Orientale, e si configura come un contenitore di eventi in grado di mettere arte e creatività a disposizione di tutti, ovvero in strada. Nel 2015 si apre a tutta la Sicilia realizzando a Catania i Silos del porto con il progetto STREET ART SILOS, i silos del porto di Licata nell’estremo sud della Sicilia e con il progetto Outside a Taormina e Noto.

Tra gli obiettivi principali di Emergence vi è la volontà di far diventare la Sicilia un Museo a Cielo Aperto capace di sorprendere, emozionare e comunicare con chi si ferma nelle sue piazze e percorre le sue vie. Configurandosi come un enorme contenitore di eventi, Emergence richiama un vastissimo target di livello socio culturale medio alto composto da intellettuali, professionisti dell’arte, universitari, turisti e curiosi: un pubblico nazionale e internazionale appassionato di arte in tutte le sue forme, cultura e musica che abbraccia una età compresa tra i 18-70 cui si aggiunge il numeroso popolo della community on line.

Emergence è il risultato del potere comunicativo dell’arte, catturato da Sky Arte HD nella sua edizione del 2013 in uno speciale presentato dal rapper Frankie Hi-NRG, disponibile sulla piattaforma TV e web di Sky.

Nell’edizione 2014 è stato inserito dall’Istituto di Cultura di Google all’interno del Street Art Project che supporta attualmente più di 30 istituzioni culturali internazionali, più di 5 mila opere originali digitalizzate ad alta risoluzione, interni Street View, e più di cento Mostre, cura di esperti, insieme in un’unica esperienza.

Partner dal 2015 di Legambiente nella campagna nazionale sul turismo sostenibile: Giornata Mondiale del Turismo Responsabile.

Il progetto mira ad incrementare lo sviluppo economico dell’Isola attraverso “itinerari culturali della street art”, richiamando un maggior flusso di turisti attraverso la visibilità dell’evento unico nel suo genere, utilizzando un’iconografia contemporanea come frutto di una riflessione tematica sull’Identità della Città.

Fabio Petani

Fabio Petani nasce nell’estate del 1987 a Pinerolo. Dopo la maturità scientifica si laurea in Beni Culturali presso la Facoltà di Lettere e Filosofia di Torino con una tesi sulla Arte Urbana e la cultura di strada dalle origini ai giorni nostri.

Questa ricerca lo avvicina ancor più strettamente al panorama artistico torinese e ben presto inizia a collaborare con l’attività degli Street Art Tourino, con lo scopo di far conoscer i retroscena e le particolarità delle murate più importanti della città. Poco dopo entra a far parte, con gli artisti Corn79, MrFijodor, Etnik e il fotografo Livio Ninni, dell’associazione Il Cerchio E Le Gocce (molto attiva nel panorama artistico torinese e non solo sin dal 2001).

Conta diverse collaborazioni artistiche con realtà torinesi e dal 2014 fa parte del team di StreetAlps, un festival di arte urbana che prende forma nelle valli pinerolesi, e dal 2015 del gruppo di Murarte Torino.

Nei lavori è presente una disordinata armonia di linee, forme e volumi che si integrano fra loro con colori tenui e armoniosi miscelati a elementi di rottura. La ricerca analizza l’aspetto chimico e molecolare degli oggetti da cui nasce un lungo lavoro di ricostruzione degli elementi della tavola periodica; una produzione sempre più ricca di particolari per far emerge una complessità organica in continua evoluzione. Ogni elemento chimico, come ogni pianta, ha in qualche modo una connessione con l’ambiente, lo spazio o il contesto dove il murale viene realizzato. Entrambi sono peculiari al decadimento e all’abbandono, ma la natura, invadendo gli edifici in disuso, si riappropria del suo posto e dà origine a un contrasto armonico tra la morte di una struttura e la rinascita della vita.

Allo stesso modo i lavori, principalmente i murales, rappresentano il dualismo vita-morte modellandosi sulla storia dei luoghi e mescolandosi armonicamente ad architetture industriali decadenti e dimenticate. Gli interventi infatti sono realizzati affinché l’opera diventi parte del percorso di trasformazione del muro stesso.

L’importanza del legame fra opere e contesto viene ripresa anche nei lavori su legno, carta o altri supporti alternativi nei quali Petani cerca di lasciarsi trasportare dalla materia al fine di terminare la tavola periodica con un gruppo di opere che raccontino un’alchimia tra arte, chimica e natura.

Riuscire a creare mantenendo le due parti dell’essere, visibile e invisibile, realtà e fantasia e tutti i dualismi primigeni, porta ad un’evoluzione personale continua. Quando sento la parola alchimia penso in automatico a meraviglia. Una cosa strana, che affascina e viene allo stesso tempo sottovalutata, probabilmente perché non capita. Penso che staccandoci dai pregiudizi o dal pensare altrui sia possibile vedere oltre per vivere davvero in relazione al mondo e guardare il sistema dal di fuori.”

Salvo Ligama

Classe 1986, Diplomato in Grafica all’Accademia di Belle Arti Catania, è stato Assistente alla cattedra di Incisione fino al 2015, intraprendendo una carriera universitaria concentrata alla sperimentazione di nuovi metodi di stampa, culminati in Storiche Alchimie Contemporaneità, che è stato il primo Workshop di Incisione Sostenibile tenuto presso l’Accademia di Catania.

Proprio nel 2015 decide di abbandonare la carriera universitaria per dedicarsi esclusivamente alla ricerca artistica, cercando un linguaggio personale, riconoscibile e contemporaneo.

Così la sua ricerca pittorica arriva alla riproduzione dei meccanismi di scomposizione e dissoluzione dell’immagine reale in pixel tipici del virtuale digitale, nel desiderio di conciliare i tempi lunghi e riflessivi della pittura con quelli frenetici della realtà contemporanea. Una ricerca che si sviluppa in studio e in arte urbana. È infatti molto influenzato dall’arte urbana, dai graffiti, e soprattutto da come la pittura possa evolversi nello spazio. Nella sua indagine i pixel sono gli atomi di una nuova materia telematica e inconsistente, sono i pigmenti di una pittura che si veste di contemporaneo, sono un modo per avvicinarsi alle cose e per avvicinarsi alla storia. Il suo lavoro si sviluppa in un procedere complesso, che mette la città al centro di un dispositivo di intelligenza connettiva in grado di collegare e far dialogare lo spazio tra cielo e terra alla dimensione digitale aprendo di fatto un nuovo spazio teorico all’interno del quale organizzare le informazioni spostando l’attenzione dai movimenti ai procedimenti. Le risultanti del rapporto virtuoso tradizione-innovazione è palese nel lavoro di Ligama quando giustappone pixel su vedute novecentesche ad olio, quando realizza panorami digitali di osservazioni figurative, quando dipinge il suono, raccogliendo i dati scientifici con in quali elaborare una teoria del colore in co-creazione con un algoritmo di intelligenza artificiale, quando installa un ciclo continuato di immagini temporanee private attraverso il recupero di macchine obsolete, quando rappresenta il panorama urbano utilizzando la pittura tradizionale per supplire all’imaterialità della fotografia ai tempi di internet e al deserto digitale che si sta portando dietro, cristallizzando in pittura immagini della città che siamo abituati a vedere in foto, che nessuno stampa più. Ligama mette il suo talento artistico in dialogo con un’intelligenza multidisciplinare per attraversare indenne i paradigmi dei linguaggi visivi creando un immaginario composito in grado di opporsi all’immensa forza della globalizzazione illuminando di luce nuova (e rinnovabile) le infinte specificità dei luoghi.

Segnalato al Premio Nazionale delle Arti (Catania 2007, Napoli 2010, Milano 2011), selezionato nel 2010 per Et Verbum Caro Factum est, mostra in occasione dell’ostensione della Sacra Sindone, Reggia di Venaria, Scuderie Juvarra, nel 2013 espone all’Istituto Nazionale per la Grafica nella mostra Segno Insegno, vincitore, alla VI edizione del Premio Internazionale Limen Arte, dei riconoscimenti di “menzione speciale pittura” e “opera più votata”, finalista al Premio FAM 2016. Tra le mostre più importanti, la personale Catania Infinite Jest al Palazzo Della Cultura di Catania nel 2017, le personali 8bit nelle gallerie Portanova 12 a Bologna ed El Magazein a Dignano (Croazia), 16 bit a Palzzo Corvaja a Taormina e le partecipazioni a Fiere Intrnazionali; Urban Art Fair Parigi Carreau du Temple, Set Up Bologna, Art Factory Catania Palazzo Valle. Ha realizzato opere murali in tutta Italia e in Croazia.

Seikon


Uno degli aspetti caratteristici delle produzioni dell’artista Polacco è infatti la volontà dell’autore di affidarsi ad un impulso astratto costantemente in fase evolutiva, con il quale l’autore sviluppa differenti percorsi e configurazioni geometriche. L’anima produttiva dell’interprete è però sempre stata legata a due differenti e distinti percorsi che, seppur legati da una comune estrazione tematica, hanno saputo procedere verso rotte completamente opposte. Negli ultimi mesi abbiamo visto l’artista concentrare i propri sforzi in un approccio maggiormente costruito, ricco di spunti e forme differenti con le quale lo stesso va ad approcciarsi allo spazio urbano attraverso una trama intricata e strutturata. Questo filone è caratterizzato da un’impostazione quindi maggiormente pensante, con le rette, gli intrecci, le forme e le figure che vengono sviluppate attraverso un equilibrio geometrico ragionato. Si tratta di un moto visivo catalizzato dalla volontà dell’artista di entrare al meglio a contatto con il panorama circostante. Gli elementi proposti, alimentati da una precisa costruzione geometrica ed attraverso uno spessore cromatico capace di ereditare gli spunti del luogo di lavoro, vanno quindi ad incarnare la parte più razionale del percorso visivo dell’autore.


D’altro canto, come in quest’ultima fatica, Seikon ha saputo portare avanti nel tempo un approccio pittorico maggiormente viscerale e fortemente connesso con i personali impulsi emotivi e percettivi. Gli intrecci visivi generati da queste sperimentazioni poggiano le basi sulla costruzione di figure geometriche attraverso un’unica grande linea. L’artista quindi va a sviluppare un moto costante all’interno del quale, vediamo un unico tratto che, percorrendo la superfice di lavoro, va ad accartocciarsi, ad aprirsi e dilatarsi, cambiando direzione e formando infine un unico e grande reticolato visivo. Non c’è colore, non ci sono textures o segmenti, il risultato finale è un’unica equilibrata e pulitissima matassa visiva in grado di porsi come ideale rappresentazione degli impulsi personali dello stesso autore Polacco.


Null’altro da aggiungere, in calce al nostro testo potete piuttosto trovare una bella e ricca serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima pittura, dateci un’occhiata e restate sintonizzati per tutti gli aggiornamenti sul lavoro dell’interprete.

Corn79

Riccardo “Corn79” Lanfranco è nato nel 1979 a Torino. Si laurea al DAMS di Torino – indirizzo multimediale con tesi di semiotica dal titolo: Bellezza e degrado della città. Progetti contemporanei per la riqualificazione estetica murale in Italia – ma il suo percorso artistico inizia da writer nel 1996.

Presto il suo lavoro trova spazio tra le pagine delle principali riviste dedicate al mondo del writing (Aelle, Defrag, Stylefile, Xplicit Grafx, Innercity…), lo porta a partecipare a decine di convention e a dipingere in molti paesi europei.

Realizza importanti opere murali di riqualificazione urbana con artisti di fama internazionale e, fino al 2009, è membro del collettivo Opiemme.

Promotore della creazione del progetto Murarte della Città di Torino, tuttora in progress, nel 2001 fonda “il Cerchio e le Gocce”, la prima associazione italiana dedicata alla promozione della creatività urbana.

Nel corso degli anni, grazie al supporto dell’associazione, cura la direzione artistica di importanti progetti legati alle culture urbane:

Street Attitudes (una delle prime convention di graffiti italiane con respiro internazionale); le decorazioni della sede del Toroc (comitato organizzatore dei XX Giochi Olimpici Invernali di Torino 2006), della stazione RFI di Moncalieri, del Politecnico di Torino; le installazioni di artisti quali Blu, Run e del collettivo Rebel Ink; i progetti Segni d’Europa e U.R.C.A.; il corso di decorazione all’interno della Comunità Arcobaleno del carcere di Torino; il progetto Muridamare per la città di Imperia vincitore del bando ANCI “Giovani energie in Comune”, Inkmap, fino ad arrivare a Picturin Festival, il primo festival italiano a sviluppare grandi opere murali su facciata.

Dal 2008 è titolare della “Drip Studio”, agenzia di comunicazione visiva che applica le competenze sviluppate nell’arte urbana in ambito commerciale.

Gomez

Luis Gomez de Teran (aka Gomez) è nato a Caracas (Venezuela) nel 1980. Ha vissuto a Londra, Berlino e Roma, dove ora risiede. L’arte di Gomez è molto simbolica e trae ispirazione dalla pittura barocca, in particolare dalla scuola di Caravaggio.

I suoi temi preferiti sono mitologici, con particolare riferimento alla mitologia greca e cristiana. Il suo carattere preciso è ispirato alla sua ricerca sul corpo umano sia in momenti di bellezza che in quelli di decadenza e, soprattutto, da ciò che traspare dall’anima umana negli istanti in cui il diritto emerge dal male e dal male.

La sua tecnica accurata e attenta cerca la simmetria e la luce, sempre avvalendosi di contrasti e della potente dicotomia tra bellezza e orrore, forza e debolezza, vincitori e perdenti, libertà e schiavitù, vita e morte. Gomez è principalmente autodidatta nel suo uso di olii, acrilici oi lattine che utilizza per dipingere tele, pareti, ferro o specchi.

Gomez ha realizzato muri in molte città, tra cui Roma, Berlino, Londra, Barcellona e Mumbai.

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