Il patrimonio artistico delle banche siciliane

1979

 

Palermo – È di questi giorni la notizia che la banca Unicredit intende cedere il ramo pegni in Sicilia ad una casa d’aste austriaca. Sorvoliamo tristemente sugli aspetti economici e sociali, che dovrebbero interessare e coinvolgere la sempre distratta classe politica siciliana, e limitiamoci alle strutture che tale attività hanno ospitato. Tra essi Palazzo Branciforte, dall’inestimabile valore storico, già sede della Fondazione Lauro Chiazzese della Cassa di Risparmio. L’auspicio è che esso non rientri nella cessione, e che non ne venga snaturato il suo immenso contenuto museale. La Cassa Centrale di Risparmio V.E. per le Provincie Siciliane, non fortunatamente divenuta nel 1991 Sicilcassa spa, è stata, sino alla fusione per accorpamento da parte del Banco di Sicilia, avvenuta l’8 settembre 1996 (strana ricorrenza quella dell’8 settembre), la struttura creditizia con il maggior numero di sportelli in Sicilia, seconda banca isolare dopo il Banco di Sicilia, maggiormente presente sul restante territorio nazionale. Il Banco di Sicilia è poi affluito in Capitalia, successivamente integrata in Unicredit. Ma torniamo alla due banche siciliane. Ambedue protagoniste di una incisiva operatività in campo artistico e culturale. Del Banco ci limitiamo, adesso e in questa sede, a ricordare i due splendidi volumi de La Collezione Archeologica del Banco di Sicilia, edita nel 1992 per le edizioni Guida, con studi di Filippo Giudice, Vincenzo Tusa e Sebastiano Tusa. La Cassa ha posseduto una ricchissima pinacoteca completata da affreschi nei suoi palazzi. Di assoluto rilievo le opere di Ettore De Maria Bergler (1850-1938) che arricchivano i locali di Piazza Cassa di risparmio (Piazza Borsa) a Palermo. Da ricordare anche la collezione di dipinti di Francesco Zerilli (1793-1837) in parte riportata come appendice iconografica per il Bilancio 1991 della Banca, e trattata anche nel numero 2, anno IV della splendida rivista Kalos, Arte in Sicilia dell’editore Nicola Sieli con testi di Franco Grasso e Salvatore Mazzarella. Nella monografia, comprendente dipinti su Palermo, Segesta, Catania, Siracusa, Messina e Girgenti, sono riportate anche due tempere di Zerilli su Coblenza e su un ponte sul Reno.

Nel 1994 la raccolta della Banca comprendeva, anche, opere di Carl Friedrich Werner (1808-1894), Tommaso Riolo (1815-1886), Gaetano Fasanotti (1831-1882), di C.W. Barkley, Francesco Lojacono (1838-1915); Michele Catti (1855-1914), Bernardo Gentili (1900-1963), di Pippo Rizzo (1897-1964), Lou Christian Hess (1895-1944), Francesco D’Ascola (1912-1976), Michele Sameraro (1918), Sofia La Duca (1933), Giuseppe Marchese (1938), ed altre ancora. Alcune di esse riportate come iconografia nei bilanci della Banca.

Paolo Massimiliano Paterna

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