Breve elogio dei fotoamatori

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Palermo – Una recente collettiva fotografica dedicata ai lavori prodotti dai soci U.I.F. è stata allestita nell’androne dell’abitazione del Segretario Regionale, Nino Giordano. Si tratta di un condominio dal “glorioso passato”, infatti al suo interno si sono già svolti numerosi eventi di interesse artistico. Ammirando le opere esposte ho individuato l’elemento principale nella concretizzazione dell’impegno comune di autentici appassionati. Ma, per descrivere la fotografia amatoriale, forse, è necessario “partire da lontano” e precisamente da quel momento storico durante il quale si conclude l’epoca della produzione artistica degli incisori, dei disegnatori e degli eccellenti pittori ottocenteschi ed hanno inizio gli anni in cui la Sicilia desta l’interesse dei pionieri di una ancora giovane disciplina artistica: la Fotografia. Grazie ai mezzi di trasporto “a vapore” della seconda metà dell’Ottocento, i fotografi degli atelier napoletani, romani, fiorentini o, addirittura, di altri paesi europei (Sommer, Sevaistre, Rive, Alinari e Brogi), arrivavano appositamente sull’isola per arricchire il loro archivio con le immagini dei monumenti e delle bellezze naturali siciliane. In breve, ai forestieri si aggiunsero i fotografi locali (Incorpora, Interguglielmi, …) e decine di studi aprirono lungo il Cassaro diffondendo ad un pubblico sempre più vasto il vezzo della “cart de visit”, la delicata stampa all’albumina dalle dimensioni adeguate a portare nel taschino il ritratto della persona cara. Si trattava ancora di procedimenti di stampa ad annerimento diretto (P.O.P.) ad uno o due strati, ottenute dai negativi su lastre di vetro fragili e pesanti. Solo in seguito i supporti flessibili (i rullini), le attrezzature più rapide e maneggevoli ed il procedimento di stampa alla gelatina con il relativo processo di sviluppo (D.O.P.) resero tutto più pratico e veloce.

E così, fin dall’inizio del ‘900, i palermitani si poterono dedicare anche solamente per puro diletto all’attività fotografica. I numerosi fotoamatori evoluti che desideravano un ricordo della passeggiata a mare iniziarono a conservare in vecchi album di famiglia le artigianali stampe vintage. In quegli anni, ormai, scattavano e sviluppavano personalmente, ottenendo risultati di elevata qualità, e dimostrando di essere abili e preparati. Inoltre “andare a spasso” con una fotocamera o con un cane ha rappresentato per molto tempo il pretesto più semplice per “l’approccio galante” con una bella sconosciuta.

Ogni fotoamatore riesce ad esprimere il proprio gusto estetico, la cultura con la quale si è formato e il genere fotografico preferito. Le immagini che realizza veicolano informazioni storiche e sociali, ma anche tecniche e artistiche attraverso una scelta personale dei propri soggetti e utilizzando gli apparecchi che ritiene più congeniali. Per di più, può scegliere liberamente la particolare presentazione del “prodotto finito” (formato, viraggi, cornici,…) una collettiva raramente annoierà l’osservatore che potrà apprezzare la visione cinica, beffarda, curiosa o meravigliata dei vari autori.

Tutte queste sono prerogative amatoriali perché i fotografi professionisti, invece, o perché sono troppo legati alle regole apprese sui manuali, o per essere certi di ottenere un risultato gradevole, spesso non osano abbastanza, rinunciando così alle immagini più ardite, stravaganti e provocatorie. Il fotografo professionista ha fatto della sua passione un mestiere e mette ogni giorno la sua capacità al servizio di un cliente da accontentare finendo per trasformare la fotografia in una quotidiana routine. Mentre coloro che fotografano per “puro diletto” non sono assillati da tempi

di consegna ristretti e non devono assecondare i gusti di nessun altro. Il fotoamatore può esprimere, insomma, la propria creatività senza un committente, in piena autonomia, però dovrà essere in grado di sostenere personalmente ed interamente i costi. La propria disponibilità economica deve permettere al fotoamatore di non ricercare alcun profitto accontentandosi della soddisfazione e dei complimenti di amici e parenti, e mantenendo immacolata la propria purezza, alieno ad ogni meschina logica commerciale, anche se, taluni, sfoggiano “corredini” vistosamente sponsorizzati dalle ditte specializzate non tradiscono mai lo spirito dilettantistico che li anima.

Anche l’atteggiamento del collezionista che punta l’attenzione sul materiale storico e sulle tecniche fotografiche del passato è differente dalla natura tipica dei fotoamatori, i quali, nell’arco della propria attività, praticano le tecniche sempre più aggiornate in un percorso infinito che partendo dal bianconero passa per le diapositive giunge alla fotografia digitale, e prosegue … non si ferma mai.

L’esigenza di confrontarsi e socializzare tra persone con la medesima passione per l’immagine fissa ha portato naturalmente alla costituzione di circoli e associazioni fotografiche. Tutte le iniziative e manifestazioni sociali dell’U.I.F. Sicilia sono basate sull’amicizia e sui rapporti umani ed anche il consueto rito pagano delle mostre collettive non è competitivo, ma, senza inutili protagonismi, favorisce la crescita artistica e l’arricchimento del bagaglio tecnico dei partecipanti. Perché sono proprio i fotoamatori a possedere la voglia, la passione, l’esperienza e la tecnica necessarie per ricercare nuove stimolanti variazioni ed per introdurre originali cambiamenti nella Fotografia d’Arte.

La mostra collettiva dei soci dell’Unione Italiana Fotoamatori “Il Ritorno”, sarà visitabile fino al 7 Gennaio 2018 dalle ore 9.00 alle 13.00 e dalle ore 16.00 alle 19.00 di tutti i giorni feriali presso l’androne al numero civico 10 di via G. Di Cristina a Palermo.

Andrea di Napoli

Ph Pietro Calabrese

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