Castello di Donnafugata, un bene da recuperare dal suo lento disfacimento

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Manuela Nicita: “L’antico maniero versa in condizioni estreme di degrado. L’umidità ha invaso numerose stanze. La situazione rischia di precipitare senza un intervento concreto di recupero”

Ragusa – “Donnafugata” un castello giunto integro strutturalmente, la cui costruzione si fa risalire ai Chiaramonte, conti di Modica nel XIV secolo. Successivamente si ipotizza sia stata una delle residenze di Bernardo Cabrera, gran giustiziere del Regno di Sicilia, pur se si deve tener conto che sul castello aleggia la leggenda quattrocentesca, riguardante Bernardo Cabrera e Bianca di Navarra, ma non ci sono riscontri storici.

L’origine del nome è incerta. Tra le ipotesi:dall’arabo ʻAyn al-Ṣiḥḥat “fonte della salute”, con la traslitterazione siciliana in “Ronnafuata”. il nome potrebbe rifersi anche al ritrovamento di una donna morta per soffocamento (“donna affucata”, cioè ” donna soffocata” o “donna morta per soffocamento”). Oggi il maniero, di proprietà comunale dal 1982, è preda dell’incuria come testimoniano le foto a corredo dell’articolo: la Consigliera comunale Manuela Nicita lo ha visitato in giorni e contesti diversi documentandone lo stato.

Un altro disastro a Cinque Stelle. Proprio ieri mattina ho avuto l’opportunità di effettuare e documentare un sopralluogo al castello di Donnafugata. Dopo una serie di segnalazioni ricevute nelle ultime settimane, ho sentito la necessità di verificare di persona la fondatezza delle denunce inoltratemi. Purtroppo, ho preso atto di come, in questo caso, la realtà superi di gran lunga la più fervida immaginazione. Naturalmente, in negativo. E lo dico con grande rammarico perché stiamo parlando di un bene che bisognerebbe tutelare trattandosi di un motivo di notevole attrazione per i turisti e i visitatori provenienti da ogni dove”. A dirlo è la consigliera comunale Manuela Nicita che ha scattato foto e realizzato video, alcuni dei quali pubblicati sui social, dove ha già ottenuto centinaia di visualizzazioni, per mettere in rilievo la gravità della situazione. “Sembra che su questo aspetto – afferma Nicita – sia calato il silenzio quando, invece, sarebbe necessario puntare nella maniera più assoluta i riflettori dell’attenzione. Intanto il castello, in molte stanze, è invaso dall’umidità. E tutto ciò sta finendo con il nuocere, in maniera seria, sulle carte da parati e su alcuni arredi storici. In altre zone dell’antico maniero ci sono parti di muro sbriciolate. Anche in questo caso si renderebbe necessario un rapido intervento di restauro. Mi verrebbe da chiedere: ma nessuno se n’è accorto in seno alla Giunta Piccitto? Ma non basta. Perché anche le teche che allo stato attuale ospitano gli abiti storici che dovrebbero essere parte integrante del museo del costume, si trovano nelle stanze, per così dire, normali. Ma quando sarà attivata finalmente questa esposizione che parecchio potrebbe dare al

nostro territorio in termini di riscontro turistico? Inoltre, ho potuto appurare l’inutilità dei tornelli che, costati decine di migliaia di euro, in realtà non svolgono un compito efficace. E non solo nelle ore in cui ho effettuato il sopralluogo ma anche, sulla base delle segnalazioni che mi sono arrivate, nei periodi di maggiore afflusso”. La consigliera Nicita, poi, ha avuto modo di verificare lo stato di degrado in cui versa il parco. “E’ un’altra delle zone che andrebbe curata di più – sottolinea – e che invece versa in un degrado inenarrabile. E si badi bene che stiamo parlando dell’assenza di ordinaria manutenzione. Quindi neppure a dire che non si è mai visto lo straccio di un intervento straordinario. Tutto sembra lasciato a se stesso, così come è inguardabile lo stato in cui versa la grande scalinata che conduce al terrazzamento che dà verso l’esterno. Molti scalini sono ridotti in condizioni pietose. E sarebbe necessario intervenire. Mi rendo conto che per ristrutturare nella maniera più efficace il castello servirebbero milioni e milioni di euro. Ma qui l’impressione è che non sia stata presa in considerazione neppure l’abc e che tutto sia rimasto come in sospeso. Naturalmente porrò la questione in seno al Consiglio comunale. Mi aspetto già assenza di risposte come succede in altre occasioni. Però è opportuno avanzare il problema in maniera seria perché ci riempiamo la bocca di parolone grosse che hanno a che fare con il turismo quando poi lasciamo che una realtà fondamentale per il comparto come quella del castello versi in queste condizioni. E’ semplicemente assurdo”.

Mauro Di Stefano

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